Diesel Euro 5, dal 1° ottobre il blocco scatterà solo in Lombardia
di Diego LonghinROMA – Dal 1° ottobre il blocco strutturale delle auto diesel Euro 5 potrebbe scattare solo in Lombardia. Il Piemonte ha già studiato misure alternative per compensare le emissioni, Veneto ed Emilia-Romagna stanno invece preparando soluzioni alternative per raggiungere gli obiettivi di qualità dell’aria evitando, o almeno limitando, lo stop alla circolazione.
La misura riguarda le vetture immatricolate tra il 2011 e l’agosto 2015. Inizialmente prevista per il 2025, è stata rinviata dal Decreto Infrastrutture. Il provvedimento nasce dalla necessità di ridurre polveri sottili e biossido d’azoto nel bacino della pianura padana, una delle aree più inquinate d’Europa. Le Regioni hanno però la facoltà di sostituire il divieto con interventi capaci di garantire una riduzione equivalente delle emissioni rispetto allo stop dei veicoli.
Lombardia: stop in quattro città
La Lombardia ha confermato il blocco nei Comuni con più di 100 mila abitanti: Milano, Brescia, Bergamo e Monza. Le limitazioni…
ROMA – Dal 1° ottobre il blocco strutturale delle auto diesel Euro 5 potrebbe scattare solo in Lombardia. Il Piemonte ha già studiato misure alternative per compensare le emissioni, Veneto ed Emilia-Romagna stanno invece preparando soluzioni alternative per raggiungere gli obiettivi di qualità dell’aria evitando, o almeno limitando, lo stop alla circolazione.
La misura riguarda le vetture immatricolate tra il 2011 e l’agosto 2015. Inizialmente prevista per il 2025, è stata rinviata dal Decreto Infrastrutture. Il provvedimento nasce dalla necessità di ridurre polveri sottili e biossido d’azoto nel bacino della pianura padana, una delle aree più inquinate d’Europa. Le Regioni hanno però la facoltà di sostituire il divieto con interventi capaci di garantire una riduzione equivalente delle emissioni rispetto allo stop dei veicoli.
Lombardia: stop in quattro città
La Lombardia ha confermato il blocco nei Comuni con più di 100 mila abitanti: Milano, Brescia, Bergamo e Monza. Le limitazioni saranno valide tutto l’anno, dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 19.30.
Dal 1° ottobre 2026 lo stop interesserà le autovetture. Per i mezzi destinati al trasporto di persone e merci l’entrata in vigore sarà graduale: alcune categorie saranno coinvolte dal 2027, le altre dal 2028.
Il Piemonte cancella il divieto
Il Piemonte ha scelto una strada diversa, eliminando il blocco che avrebbe coinvolto circa 307 mila diesel Euro 5 tra Torino e Novara. Il piano regionale prevede 14 milioni di euro in due anni per favorire l’uso di biocarburanti rinnovabili, con contributi annuali attraverso carte carburante. Sono previsti anche interventi per rendere più fluido il traffico, sviluppare la mobilità ciclabile, rinnovare i veicoli aziendali e ridurre le emissioni degli impianti di riscaldamento.
Veneto sta definendo le alternative
Il Veneto sta completando l’iter per sospendere lo stop a circa 150 mila veicoli nelle aree urbane di Padova, Verona, Vicenza e Venezia. Tra le ipotesi ci sono incentivi per trasformare i diesel Euro 5 in mezzi bi-fuel, alimentati a gasolio e metano, e un maggiore ricorso allo smart working nel settore pubblico.
Anche l’Emilia Romagna rinuncia allo stop
Anche l’Emilia-Romagna lavora a misure compensative. Senza un piano alternativo, oltre 250 mila veicoli rischiano di fermarsi nei giorni feriali, dalle 8.30 alle 18.30, tra ottobre e marzo. Il divieto riguarderebbe Bologna, Modena, Rimini, Reggio Emilia, Parma, Ravenna, Forlì e Piacenza. La Regione, che già oggi potrebbe mettere a punto e varare le misure alternative, punta a tutelare la salute riducendo al minimo i costi per famiglie e imprese.
In Lombardia si può circolare MoVe-In
In Lombardia, dove il blocco sarà applicato, gli automobilisti potranno aderire a MoVe-In. Una scatola nera che registra i chilometri percorsi nelle aree soggette a limitazioni, sostituendo il divieto orario con un tetto annuale. Raggiunta la soglia, il veicolo non potrà più circolare fino al rinnovo del servizio. Chi viola lo stop rischia una multa da 168 a 679 euro. In caso di due infrazioni nell’arco di due anni può scattare anche la sospensione della patente da 15 a 30 giorni.