✕

I petrolieri: “Più che di trivelle abbiamo bisogno di raffinerie, serve un piano europeo”

Ascolta l'audio

Intervista al presidente dei petrolieri Gianni Murano, che spiega: “Aumentare l’estrazione di greggio nazionale incide poco. Invece più gas aiuterebbe gli energivori”
1 minuti di lettura

ROMA – Gianni Murano, presidente dell’Unem, l’associazione che riunisce i petrolieri, le norme per facilitare le trivellazioni possono ridurre la dipendenza energetica dell’Italia?

«Bisogna distinguere tra petrolio e gas. Il greggio nazionale può aiutare la redditività delle raffinerie, creando una filiera più corta e controllabile. Pensiamo all’impianto di Taranto, che in parte è alimentato da petrolio italiano».

Ma quanto può incidere?

«Poco. Il problema principale oggi è la capacità di raffinazione. Rispetto al periodo precedente alla guerra, il rincaro del Brent pesa per circa 19-20 centesimi al litro, quello del gasolio per circa 60. A livello globale mancano cinque milioni di barili al giorno di capacità di raffinazione rispetto a un anno fa. Quattro milioni per l’Europa».

ROMA – Gianni Murano, presidente dell’Unem, l’associazione che riunisce i petrolieri, le norme per facilitare le trivellazioni possono ridurre la dipendenza energetica dell’Italia?

«Bisogna distinguere tra petrolio e gas. Il greggio nazionale può aiutare la redditività delle raffinerie, creando una filiera più corta e controllabile. Pensiamo all’impianto di Taranto, che in parte è alimentato da petrolio italiano».

Ma quanto può incidere?

«Poco. Il problema principale oggi è la capacità di raffinazione. Rispetto al periodo precedente alla guerra, il rincaro del Brent pesa per circa 19-20 centesimi al litro, quello del gasolio per circa 60. A livello globale mancano cinque milioni di barili al giorno di capacità di raffinazione rispetto a un anno fa. Quattro milioni per l’Europa».

Le ragioni del deficit?

«Negli ultimi decenni l’Europa ha chiuso molte raffinerie, delegando la produzione prima alla Russia e poi al Medio Oriente. È un continente ricco, che può pagare, ma dipende dall’estero per i prodotti finiti».

Aumentare le estrazioni italiane sarebbe quindi utile?

«Gli effetti sarebbero comunque limitati. Non abbiamo riserve paragonabili a quelle della Norvegia. Tuttavia, più greggio nazionale può dare stabilità alle raffinerie. Se si estraesse di più nello Ionio, per esempio, si potrebbero rifornire gli impianti siciliani».

Per il gas il vantaggio sarebbe maggiore?

«Il meccanismo del gas release prevede che i volumi nazionali aggiuntivi siano venduti alle industrie energivore a un prezzo calmierato. In questo caso il gas estratto può diventare molto utile per sostenere il sistema industriale».

Si può aumentare la capacità produttiva delle raffinerie?

«È una questione che si dovrebbe mettere sul tavolo in Europa. In Italia qualcosa è stato fatto: è aumentata molto la produzione di carburante per gli aerei e la dipendenza dall’estero è scesa dal 50% a circa un terzo. Il contesto europeo non favorisce le raffinerie».

Riaprire quelle chiuse è possibile?

«L’ultima chiusa in Italia è quella di Livorno, ma sono passati due anni. Si può fare un ragionamento a livello europeo per mantenere una struttura industriale solida».

Leggi i commenti