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A Villacidro il primo olio bio della Sardegna. “L’ulivo porta soddisfazioni, anche economiche”

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Questa settimana donne impresa è Valentina Deidda, olivicoltrice sarda che con il marito ha preso in mano l’azienda di famiglia, trasformandola da piccola realtà locale a campione di export nel mondo
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A Villacidro, anche detto “sa bidda de sas cogas”, ossia il paese delle streghe, si fa l’olio d’oliva più buono del mondo. Così hanno decretato prestigiosi premi nazionali e internazionali attribuiti al prodotto che nasce dall’opera di Valentina Deidda, olivicoltrice sarda di 49 anni, a Masoni Becciu, ovile vecchio, la sua azienda e il nome della località da cui è partita.

Da un terreno di cinque ettari e mille litri d’olio è passata a 60 ettari di oliveti e 50mila litri di olio d’oliva biologico che ogni anno dal Sud della Sardegna vanno negli Usa, Canada, Olanda, Danimarca, Francia, Germania, Giappone.

Le origini

L’azienda nasce nel 1991 a Villacidro, città olivicola di antica tradizione a 40 chilometri da Cagliari, da un’idea dei genitori, Franca Maria Serra, i…

A Villacidro, anche detto “sa bidda de sas cogas”, ossia il paese delle streghe, si fa l’olio d’oliva più buono del mondo. Così hanno decretato prestigiosi premi nazionali e internazionali attribuiti al prodotto che nasce dall’opera di Valentina Deidda, olivicoltrice sarda di 49 anni, a Masoni Becciu, ovile vecchio, la sua azienda e il nome della località da cui è partita.

Da un terreno di cinque ettari e mille litri d’olio è passata a 60 ettari di oliveti e 50mila litri di olio d’oliva biologico che ogni anno dal Sud della Sardegna vanno negli Usa, Canada, Olanda, Danimarca, Francia, Germania, Giappone.

Le origini

L’azienda nasce nel 1991 a Villacidro, città olivicola di antica tradizione a 40 chilometri da Cagliari, da un’idea dei genitori, Franca Maria Serra, insegnante della scuola elementare, e Gianni Deidda, impiegato comunale. “Quando sono andati in pensione e hanno creato l’azienda olivicola, la loro è stata una delle prime imprese certificate in biologico, la prima in tutta la Sardegna”, racconta fiera Valentina Deidda. Il terreno era vicinissimo alla Cascata di Sa Spendula, cantata da Gabriele D’Annunzio e citata dallo scrittore Giuseppe Dessì nel suo libro ‘Paese d’ombre’.

Nel frattempo Valentina si è iscritta all’università e nel 2004 si è laureata in Scienze e tecnologia agraria all’ateneo di Sassari. “Lì ho conosciuto Nicola Solinas, un compagno di corso, lui è di Ploaghe in provincia di Sassari. È nato l’amore e ci siamo sposati nel 2009. Nicola aveva insieme ai fratelli un laboratorio di analisi cliniche e io per un po’ ho fatto formazione nei caseifici sulla sicurezza sul lavoro”.

La passione per la terra e il mestiere di famiglia

Poi però ai due giovani agronomi scoppia la passione per la terra. “Ho presentato la domanda come imprenditrice agricola, con la formula primo insediamento. Ci siamo trasferiti a Villacidro e da lì ho iniziato a seguire l’attività dei miei genitori. Nel corso degli anni abbiamo vinto 300 premi e questo ci ha fatto conoscere nel continente e oltre. Diversi gli ospiti stranieri che sono passati di qua; tra tutti i più entusiasti sono stati i giapponesi che hanno voluto seguire le operazioni di raccolta e lavorazione per poi acquistare l’olio prodotto”.

Per far fronte alle moltissime richieste l’imprenditrice, massimizzando l’uso dei contributi Ue che venivano dai vari bandi, come i Gal, Gruppi di azione locale, e il Psr, piani regionali legati allo sviluppo rurale, ha investito 85 mila euro e con quei soldi sono stati comprati i nuovi terreni. “Non ci siamo mai fermati. C’è chi con i contributi pubblici si sposa, chi si fa la casa, noi no, noi ci abbiamo creduto in pieno”.

Con il tempo, arrivano i premi

Con etichette come Ispiritu sardu (presidio Slowfood), ‘Cuncordu’, consacrato miglior olio biologico al mondo nel 2023, ‘Alphabetum’, secondo al mondo nella categoria extravergine, con note di pomodoro e carciofo, Masoni Becciu è stata l’unica realtà sarda premiata al Sol D’oro, uno dei più importanti concorsi a livello internazionale. Sempre il ‘Cuncordu’ ha vinto il primo premio come miglior extravergine ‘fruttato intenso’ nella classifica dedicata agli oli del Gambero Rosso.

“L’attività ci sta dando moltissime soddisfazioni. I premi poi sono una grande gratificazione. Visto che non potevamo agire sulla quantità abbiamo puntato sulla qualità. Le competenze per fare gli olivicoltori ci sono, ma ci vogliono attenzione e passione per raggiungere un prodotto eccellente, e tanto amore e rispetto per la natura. Oltre alla questione salutistica, va posto impegno in ogni passaggio della produzione: raccolta, lavorazione nella stessa giornata, pulizia dei recipienti. Deve essere tutto perfetto perché l’olio è come una spugna, assorbe ogni cosa”.

A Masoni Becciu si coltiva l’oliva ‘nera di Villacidro’, autoctona con tantissimi polifenoli, vitamina E e antiossidanti. Viene chiamata ‘oliva terza’ perché è tardiva, un tempo lontano si raccoglieva anche a Pasqua. “Da lì otteniamo un olio straordinario con la grande fortuna che dura più a lungo dei canonici 18 mesi”, spiega l’imprenditrice. “Se ben preservato lontano da luce e fonti di calore si conserva molto di più. Nel concorso Montinferru a febbraio si decretano i vincitori e questi oli vengono riassaggiati dopo svariati mesi e si vede quello che ha mantenuto le caratteristiche organolettiche. Tra le cultivar abbiamo anche la ‘nera di Gonnosfanadiga’, la ‘bosana’, la ‘tonda’ di Cagliari e la ‘semidana’”.

Olio, corsi e camere per chi si vuole fermare

In azienda Valentina è responsabile commerciale e Nicola della parte tecnica. Le aziende agricole sono due, la principale afferisce all’imprenditrice, l’altra a suo marito. La prima fattura 500mila euro l’anno, la seconda 380mila.

“Faccio didattica, olioturismo, abbiamo una bella struttura con una sala panel, si fanno corsi di potatura e degustazioni, ci sono anche delle camere per chi si vuole trattenere. Mi sento orgogliosa, sto facendo conoscere Villacidro nel mondo. Anche durante il Covid, mentre tutti si chiudevano in casa io andavo in giro e compravo nuovi terreni. Siamo fieri di avere tutti i dipendenti in regola, sei fissi e otto stagionali, ciascuno con regolare busta paga. Pur essendo isolani, e perciò generalmente considerati chiusi nel nostro mondo, siamo molto positivi”.

L’amore per i viaggi

Imprenditrice sempre con la valigia pronta, Valentina Deidda si definisce un piccione viaggiatore. “Trasferte legate al lavoro, alle fiere, ma noi uniamo l’utile al dilettevole. È la nostra passione. Siamo andati a Norimberga e a Monaco a febbraio e il 5 ottobre saremo a Berlino. Poi dobbiamo partecipare alla fiera del Giappone a marzo e a giugno a New York”.

Con la raccolta Valentina e Nicola iniziano alla fine di settembre quando le olive sono belle verdi. “È necessario se si vuole fare olio di qualità, quell’amaro e quel piccante che sono i suoi pregi si sentono solo se l’oliva è raccolta in quel periodo. I nostri bisnonni invece ignoravano certe prerogative”. Lo scuotitore abbraccia la pianta e i pettini pneumatici completano la raccolta tra gli ulivi secolari, a una distanza di dieci metri per dieci tra di loro

Tecnologia a servizio dell’agricoltura

Per difenderli dai parassiti si ricorre al caolino, un’argilla naturale sparsa con atomizzatore che imbratta di bianco la pianta, la mosca non riconosce il colore verde dell’ulivo e non lo punge. “Come concime utilizziamo ammendanti organici, coltiviamo le leguminose che sono azotofissatori, trinciamo le erbe e ridiamo la sostanza organica al terreno. Nella potatura togliamo i rami grossi e anche i fini e la materia legnosa finisce al suolo. Nulla si crea e nulla si distrugge, diceva Antoine Lavoisier. Rispettiamo il ciclo del carbonio, mai il glifosato. Collaboriamo col Politecnico di Torino, con la stazione agrometeorologica si adoperano modelli matematici per prevenire le malattie sia fungine che dal punto di vista entomologico, altrimenti si mette a rischio la coltivazione biologica. Certo, in questo modo i costi di produzione all’inizio salgono ma ne vale la pena se penso che tante volte abbiamo vinto come olio evo migliore del mondo alla fiera di Verona”.

Vita privata e passioni

Nel 2023 l’imprenditrice si è ammalata di tumore al seno, ne è uscita, e come si era ripromessa, l’anno scorso ha costruito e inaugurato la cappella della Madonna dell’ulivo con bella festa a cui sono stati invitati politici locali, la Coldiretti e tanti imprenditori anche di altre regioni italiane. Il 26 settembre ci sarà la benedizione e una celebrazione. “L’ho messa a disposizione della nostra comunità e tutti gli anni vogliamo ripetere la festa dedicata agli olivicoltori, amici e produttori”.

L’impresa, la famiglia, le passioni di Valentina Deidda. “Faccio la mamma di Gianmario, 16 anni, che studia al liceo scientifico. Suona la chitarra e il pianoforte, un gusto musicale trasmesso dal nonno, mio padre, che da giovane faceva parte di una piccola band. La musica piace molto anche a me ma non ho mai trovato il tempo per dedicarmici. Nuoto in piscina ogni volta che posso e amo la lingua inglese. Purtroppo non ho fatto viaggi studio, ma un po’ a scuola e un po’ con i corsi che ho seguito per conto mio, la parlo. Mi diverte ed è anche una necessità perché qui passano tantissimi turisti stranieri. Ho appena finito di rileggere ‘Canne al vento’ di Grazia Deledda, una descrizione ancora abbastanza fedele del paesaggio e della realtà sociale del Nuorese. Io e mio marito desideriamo che nostro figlio continui il suo e il nostro sogno. Il premio Ercole Olivario vinto per dieci anni di seguito gliel’ho consegnato con questo auspicio. Fare l’olivicoltore porta soddisfazioni anche economiche”.

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