✕

Addio al divano e all’armadio? La gestione dei rifiuti tocca a fabbricanti e venditori

Ascolta l'audio

Una novità che è una spinta per il settore dell’arredo verso la sostenibilità ambientale e l’economia circolare
2 minuti di lettura

ROMA – La gestione dei rifiuti diventa un problema per fabbricanti e venditori di mobili. In Italia il principio di responsabilità estesa del produttore (EPR) si applicherà presto ai fabbricanti e ai venditori di mobili in analogia con quanto prevede il sistema Ecomaison, introdotto in Francia già nel 2011 (un organismo privato senza scopo di lucro autorizzato dal governo di Parigi al recupero, riutilizzo e riciclo dei prodotti usati dell'ambiente domestico).

Di conseguenza teloni, tende da sole e tendine parasole (escluse le tende da sole per roulotte), ombrelli, ombrelloni da sole, ombrelli da passeggio, ombrelloni da giardino e articoli simili ricadranno in quel principio che attribuisce a chi mette sul mercato un prodotto la responsabilità finanziaria e organizzativa della gestione di quel prodotto quando esso diventa rifiuto. Non solo. Anche armadi, guardaroba, cassettiere, comò, comodini, credenze, madie, vetrine, librerie, scarpiere, scaffalature.

ROMA – La gestione dei rifiuti diventa un problema per fabbricanti e venditori di mobili. In Italia il principio di responsabilità estesa del produttore (EPR) si applicherà presto ai fabbricanti e ai venditori di mobili in analogia con quanto prevede il sistema Ecomaison, introdotto in Francia già nel 2011 (un organismo privato senza scopo di lucro autorizzato dal governo di Parigi al recupero, riutilizzo e riciclo dei prodotti usati dell'ambiente domestico).

Di conseguenza teloni, tende da sole e tendine parasole (escluse le tende da sole per roulotte), ombrelli, ombrelloni da sole, ombrelli da passeggio, ombrelloni da giardino e articoli simili ricadranno in quel principio che attribuisce a chi mette sul mercato un prodotto la responsabilità finanziaria e organizzativa della gestione di quel prodotto quando esso diventa rifiuto. Non solo. Anche armadi, guardaroba, cassettiere, comò, comodini, credenze, madie, vetrine, librerie, scarpiere, scaffalature.

Pratiche responsabili

Il settore del mobile in Italia rappresenta un’eccellenza produttiva che ora si allinea a criteri di sostenibilità ambientale. L’introduzione dell’EPR trasforma così le dinamiche del settore verso pratiche più responsabili.

Tutto questo è previsto dallo schema di regolamento posto in consultazione dal ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (Mase) insieme ad una griglia per le osservazioni e alla relazione illustrativa.

Nel periodo di consultazione pubblica i soggetti interessati potranno trasmettere le proprie osservazioni all’indirizzo di posta elettronica certificata ECB@pec.mase.gov.it fino al 18 settembre 2026, compilando la griglia appositamente predisposta e indicando, nell’oggetto della PEC, la seguente dicitura: «Consultazione pubblica EPR mobili e prodotti da arredo». Ovviamente nel campo di applicazione è incluso molto altro ancora.

I produttori potranno assolvere ai propri obblighi derivanti dal nuovo regolamento in forma collettiva o individuale, assicurando la copertura dei costi del regime di responsabilità estesa del produttore. I produttori che non vogliono aderire a un sistema collettivo già riconosciuto, oppure che intendano costituire un sistema individuale o collettivo per l'adempimento degli obblighi derivanti dal testo, dovranno presentare apposita istanza di riconoscimento al Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica.

Prodotti inclusi

Il perimetro comprende armadi, tavoli, sedie, mobili da giardino, letti, materassi e topper.

Obblighi operativi

Rientrano tra i doveri l'iscrizione al apposito Registro nazionale dei produttori e il raggiungimento dei target di raccolta differenziata e riciclo (con un obiettivo del 50% entro il 2028).

Consultazione e norme

Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica ha avviato l'iter e la consultazione pubblica per definire i dettagli operativi del regolamento EPR.

Ritiro dell'usato (1 contro 1)

Nello svolgimento dell'attività di vendita e montaggio di nuovi arredi, il trasporto dei mobili vecchi sostituiti (gestiti come ingombranti) da parte delle imprese deve seguire le specifiche indicazioni dell'Albo Gestori Ambientali (prevedendo l'iscrizione in categoria 2-bis ove applicabile).

Deposito temporaneo

Gli scarti di produzione o i rifiuti stoccati in azienda prima del trasporto devono rispettare i limiti quantitativi e temporali previsti dalle norme vigenti per evitare sanzioni.

Il contributo

Oltre ad iscriversi al Registro e aderire ad un sistema collettivo, i produttori dovranno versare un contributo ambientale, che sarà determinato in misura tale da assicurare la copertura dei costi, nel rispetto dei principi di trasparenza, proporzionalità, adeguatezza e non discriminazione. Il contributo sarà commisurato, in particolare, alla tipologia di prodotto, alla quantità immessa sul mercato, al peso, ai materiali impiegati, alla durabilità, alla riparabilità, alla smontabilità e alla riciclabilità.

Leggi i commenti