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Elettricità futura, la spinta green dei nuovi vertici

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Salvatore Pinto, alla guida di Axpo, è stato eletto presidente dell’associazione, dopo l’addio di Gianni Vittorio Armani. Accanto a lui Renato Mazzoncini di A2A
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Parola d’ordine, rinnovabili. Dopo l’addio di Gianni Vittorio Armani, traslocato in Spagna per assumere la guida di Endesa, l’assemblea di Elettricità Futura ha eletto a larga maggioranza Salvatore Pinto alla presidenza e Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A, come suo vice. Due figure note nel panorama energetico italiano e vicine alla causa green, scelte per rafforzare il ruolo dell’associazione di Confindustria nella transizione.

Pinto alla presidenza

Classe 1957, una laurea in ingegneria elettronica, Pinto ha lavorato in Telecom Italia, Pirelli e Olivetti, prima di approdare nel campo dell’energia. Convinto rinnovabilista, oggi è presidente della genovese Axpo, di cui è stato amministratore delegato tra il 2009 e il 2015. Nel 2016 fond…

Parola d’ordine, rinnovabili. Dopo l’addio di Gianni Vittorio Armani, traslocato in Spagna per assumere la guida di Endesa, l’assemblea di Elettricità Futura ha eletto a larga maggioranza Salvatore Pinto alla presidenza e Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A, come suo vice. Due figure note nel panorama energetico italiano e vicine alla causa green, scelte per rafforzare il ruolo dell’associazione di Confindustria nella transizione.

Pinto alla presidenza

Classe 1957, una laurea in ingegneria elettronica, Pinto ha lavorato in Telecom Italia, Pirelli e Olivetti, prima di approdare nel campo dell’energia. Convinto rinnovabilista, oggi è presidente della genovese Axpo, di cui è stato amministratore delegato tra il 2009 e il 2015. Nel 2016 fonda Green Energy Storage, azienda specializzata in sistemi di accumulo. Insomma, l’uomo adatto per guidare un’associazione che vede nelle fonti verdi, nello sviluppo della rete elettrica e nelle batterie la risposta strutturale per ridurre la dipendenza energetica dell’Italia - e alleggerire le bollette di famiglie e imprese.

Sotto la sua guida, Elettricità Futura non potrà che apprezzare le misure per accelerare la messa a terra di nuovi gigawatt di rinnovabili e accumuli, come le aste Fer X e Macse, o decreti studiati per snellire la burocrazia. Ad oggi sono quasi 150 i GW rimasti incagliati nella macchina - tra presidenza del Consiglio, ministeri e Regioni - e in attesa di approvazione. Un tesoretto che l’Italia, con i prezzi di petrolio e gas in continua risalita, non può permettersi di ignorare. Sullo sfondo resta il dibattito sul ritorno al nucleare: difficile non immaginare un ruolo per EF, in nome della neutralità tecnologica.

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