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Sanità, allarme delle Regioni: “Risorse insufficienti, il governo aumenti il Fondo per le cure”

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Audizione degli assessori alla Salute alla Camera: “Ci vorrebbero 20 miliardi in più l’anno”
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Alla sanità italiana servono più soldi di quelli stanziati per i prossimi anni dal governo. A dirlo, dopo mesi di silenzio, sono le Regioni, in vista della manovra. Rispetto al 2026, “nel 2027 il Fondo sanitario nazionale salirà a 143,9 miliardi, appena 1 miliardo in più (+0,7%), mentre nel 2028 raggiungerà 144,7 miliardi, con un incremento di soli 869 milioni (+0,6%)”. In questo modo, non è possibile programma l’attività e in rilanciare il sistema pubblico. Se si osserva il rapporto tra il Fondo e il Pil, si passerà dal 6,15% del 2026 al 6% nel 2027 fino al 5,9% nel 2028.

È stato il presidente della commissione della Conferenza delle Regioni, che raccoglie gli assessori alla Salute, Massimo Fabi dell’Emilia-Romagna, a presentare oggi alla Commisione Affari sociali della Camera un documento della Conferenza. Del resto anche il ministro alla Salute Orazio Schillaci aveva chiesto al collega del Mef Giancarlo Giorgetti circa 5,5 miliardi in più per l’anno prossimo. Nel documento delle …

Alla sanità italiana servono più soldi di quelli stanziati per i prossimi anni dal governo. A dirlo, dopo mesi di silenzio, sono le Regioni, in vista della manovra. Rispetto al 2026, “nel 2027 il Fondo sanitario nazionale salirà a 143,9 miliardi, appena 1 miliardo in più (+0,7%), mentre nel 2028 raggiungerà 144,7 miliardi, con un incremento di soli 869 milioni (+0,6%)”. In questo modo, non è possibile programma l’attività e in rilanciare il sistema pubblico. Se si osserva il rapporto tra il Fondo e il Pil, si passerà dal 6,15% del 2026 al 6% nel 2027 fino al 5,9% nel 2028.

È stato il presidente della commissione della Conferenza delle Regioni, che raccoglie gli assessori alla Salute, Massimo Fabi dell’Emilia-Romagna, a presentare oggi alla Commisione Affari sociali della Camera un documento della Conferenza. Del resto anche il ministro alla Salute Orazio Schillaci aveva chiesto al collega del Mef Giancarlo Giorgetti circa 5,5 miliardi in più per l’anno prossimo. Nel documento delle Regioni si dice che andrebbe portato stabilmente il rapporto tra Fondo e Pil al 7%, come prevedeva un Patto per la salute 2014-2016 siglato da esecutivo e amministrazioni locali. Per raggiungere quel livello bisognerebbe il fondo di 20 miliardi all’anno.

“Senza soldi non si può programmare”

"I cambiamenti demografici e l’evoluzione delle modalità assistenziali evidenziano la necessità di avviare un percorso condiviso di potenziamento, di ammodernamento e di efficientamento dell’organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale per dare continuità agli interventi realizzati nell’ambito del Pnrr”, scrivono le Regioni. C’è però il problema del finanziamento. Quello previsto per i prossimi anni “in assenza di una dinamica di crescita costante ed uniforme, non consente a Regioni e Province di definire una programmazione sanitaria pluriennale che è indispensabile per attuare delle misure di medio-lungo periodo in grado di determinare il concreto rilancio del sistema sanitario nazionale, di qualificare l’assistenza territoriale, l’assistenza ospedaliera e la prevenzione sanitaria”

L’aumento dei costi, anche per le guerre

La sanità ha spese fisse importanti, deve ad esempio sopportare l’aumento dei costi energetici e l’inflazione. “Fatto 100 l’indice dei prezzi del 2018, lo stesso è stato pari a 118,07 nel 2024”. Inoltre “occorre considerare gli effetti economici determinati dall’aumento del costo dei beni e dei servizi per effetto degli eventi bellici in corso”. Ma “un incremento così limitato del finanziamento non è sufficiente per compensare l’aumento dei costi”.

La spesa sanitaria corre

A fronte del Fondo che non cresce abbastanza, sale invece la spesa sanitaria, come dice la Ragioneria dello Stato (“+7,5 miliardi nel 2025, +7 miliardi nel 2026, +7,9 miliardi nel 2027 e +11 miliardi nel 2028”). Questo “dimostra un sottofinanziamento del Servizio sanitario nazionale in quanto la previsione di spesa è durevolmente superiore. Al riguardo, si rileva che la spesa sanitaria italiana è inferiore alla spesa media Ue ed a quella dei principali Paesi europei”. Le Regioni sono anche contrarie all’aumento delle quote di Fondo sanitario nazionale vincolate, che non permettono alle amministrazioni locali, che non permettono, a detta degli assessori, di rilanciar il Sistema sanitario. Le Regioni sottolineano anche il problema della spesa farmaceutica, che segna una crescita mai vista prima del governo Meloni, ma anche della spesa privata dei cittadini.

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