MILANO – Il caro energia infiamma i prezzi. Nel mese di agosto, l’inflazione in Italia è salita al 3,3 per cento dal 2,9 di luglio, sostenuta dai beni energetici, rincarati del 17,1% (contro il +11,6%). Su base mensile, invece, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, cresce dello 0,5%. Ad affermarlo è l’Istat, che conferma così le stime preliminari.
Rallenta (leggermente) il carrello della spesa
Si tratta del tasso più alto in quasi tre anni, quando a settembre 2023 l’inflazione aveva toccato il 5,3%.
Ma veniamo al dettaglio. Nel settore alimentare, ad esempio, la dinamica dei prezzi continua a essere moderata (attestandosi a +1%), esercitando un freno alla crescita dell’indice generale. Rallenta, se…
MILANO – Il caro energia infiamma i prezzi. Nel mese di agosto, l’inflazione in Italia è salita al 3,3 per cento dal 2,9 di luglio, sostenuta dai beni energetici, rincarati del 17,1% (contro il +11,6%). Su base mensile, invece, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, cresce dello 0,5%. Ad affermarlo è l’Istat, che conferma così le stime preliminari.
Rallenta (leggermente) il carrello della spesa
Si tratta del tasso più alto in quasi tre anni, quando a settembre 2023 l’inflazione aveva toccato il 5,3%.
Ma veniamo al dettaglio. Nel settore alimentare, ad esempio, la dinamica dei prezzi continua a essere moderata (attestandosi a +1%), esercitando un freno alla crescita dell’indice generale. Rallenta, seppur lievemente, anche il cosiddetto carrello della spesa (beni di prima necessità, come alimenti, prodotti per la cura della casa e l’igiene personale acquistati più di frequente dalle famiglie), che passa dal +1% di luglio a +0,9%.
La crescita dei prezzi rallenta anche per alcune tipologie di servizi, tra cui i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona e quelli relativi ai trasporti. L’inflazione di fondo diminuisce lievemente da +1,6% a +1,5%, mentre il dato medio del 2026, acquisito ad agosto, sale a +2,9%.
Balzo a doppia cifra per energia e carburanti
Dietro la nuova fiammata c’è, come detto, l’aumento dei prezzi degli energetici, regolamentati (da +14,8% a +18,6%) e, soprattutto, di quelli non regolamentati come i carburanti (da +11,4% a +17%), dei beni durevoli (da +0,7% a +1,3%) e, in misura più lieve, degli alimentari non lavorati (da +3,6% a +3,8%). Frenano l’inflazione i prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, scesi da +3% a +2,6%, e quelli dei servizi relativi ai trasporti (da +1,6% a +0,8%).