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Violati i conti dei clienti Revolut con la pec di una prefettura: indaga la polizia postale

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Revolut ha infatti ricevuto una richiesta di dati personali dei clienti da una mail @pec.interno.it. La società rassicura: fondi dei clienti non violati
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ROMA – La polizia postale apre un’indagine sull’attacco informatico a Revolut, che ha coinvolto anche una mail istituzionale associata al ministero dell’Interno italiano. Revolut ha infatti ricevuto una richiesta di dati personali dei clienti da una mail @pec.interno.it, che in realtà era controllata da criminali informatici.

Ha fornito loro documenti d’identità, selfie di verifica, Iban, estratti conto e cronologie delle operazioni. A quanto risulta da fonti vicine alla Polizia Postale, i criminali si sono a tutti gli effetti impossessati della mail istituzionale, che appartiene alla Prefettura di Reggio Calabria. Non si tratta quindi di una semplice mail contraffatta.

Non è chiaro come sia stato possibile, ma capita spesso che i criminali …

ROMA – La polizia postale apre un’indagine sull’attacco informatico a Revolut, che ha coinvolto anche una mail istituzionale associata al ministero dell’Interno italiano. Revolut ha infatti ricevuto una richiesta di dati personali dei clienti da una mail @pec.interno.it, che in realtà era controllata da criminali informatici.

Ha fornito loro documenti d’identità, selfie di verifica, Iban, estratti conto e cronologie delle operazioni. A quanto risulta da fonti vicine alla Polizia Postale, i criminali si sono a tutti gli effetti impossessati della mail istituzionale, che appartiene alla Prefettura di Reggio Calabria. Non si tratta quindi di una semplice mail contraffatta.

Non è chiaro come sia stato possibile, ma capita spesso che i criminali riescano a prendere il controllo di indirizzi mail, istituzionali o no, di solito convincendo gli utenti a cliccare su link pericolosi o a fornire i dati di accesso. Revolut precisa che i propri sistemi e i fondi dei clienti non sono stati violati. Revolut ha iniziato a sospettare solo dopo una serie di richieste e ha contattato direttamente l’istituzione italiana, che ha negato di averle inviate. Tra le circa 680 vittime dell’attacco ci sono anche nomi noti, il tennista Alexander Shevchenko e l’imprenditore dei bitcoin Mark Karpelès.

Adesso esperti informatici e alcuni parlamentari lanciano l’allarme: chissà quante altre mail istituzionali violate ci sono in giro, con le quali i criminali cercano di ottenere dati riservati. Sul tema, Avs e Azione hanno annunciato due interrogazioni parlamentari.

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