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Rincari a raffica per Iphone e altri smartphone: ecco come risparmiare (evitando fregature)

(afp)
Aumenti generalizzati sui prezzi dei cellulari anche “vecchi”: coinvolto quasi uno su due nel 2026. Il ruolo del boom IA. Dove trovare soluzioni a buon prezzo e cosa controllare per non rimanere delusi
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Rincari a raffica sugli smartphone e anche laddove non te l’aspetti. Vedi le ultime novità Apple. Mentre i nuovi iPhone 18 Pro e 18 Pro Max arrivano in Italia a prezzi (super) di 1.489 e 1.639 euro e l’iPhone pieghevole Duo può costare oltre 3mila euro, persino i vecchi iPhone hanno appena subito aumenti di prezzi. Ed è un fatto eccezionale.

L’iPhone 17 da 256 GB, presentato un anno fa a 979 euro, sullo store Apple è passato a 1.129 euro: 150 euro in più per esattamente lo stesso telefono. L’iPhone 17e da 256 GB, arrivato appena a marzo a 729 euro, ora costa 879 euro, con un aumento superiore al 20%. Ma il primato in valore assoluto spetta all’iPhone Air da 1 TB: il prezzo è salito da 1.739 a 2.089 euro, ben 350 euro in più.

Un fenomeno insolito

È una circostanza piuttosto insolita nel mercato dell’elettronica di consumo. Di norma un dispositivo tecnologico perde valore con il passare dei mesi, soprattutto quando viene presentata la generazione successiva. Questa volta, invece, chi av…

Rincari a raffica sugli smartphone e anche laddove non te l’aspetti. Vedi le ultime novità Apple. Mentre i nuovi iPhone 18 Pro e 18 Pro Max arrivano in Italia a prezzi (super) di 1.489 e 1.639 euro e l’iPhone pieghevole Duo può costare oltre 3mila euro, persino i vecchi iPhone hanno appena subito aumenti di prezzi. Ed è un fatto eccezionale.

L’iPhone 17 da 256 GB, presentato un anno fa a 979 euro, sullo store Apple è passato a 1.129 euro: 150 euro in più per esattamente lo stesso telefono. L’iPhone 17e da 256 GB, arrivato appena a marzo a 729 euro, ora costa 879 euro, con un aumento superiore al 20%. Ma il primato in valore assoluto spetta all’iPhone Air da 1 TB: il prezzo è salito da 1.739 a 2.089 euro, ben 350 euro in più.

Un fenomeno insolito

È una circostanza piuttosto insolita nel mercato dell’elettronica di consumo. Di norma un dispositivo tecnologico perde valore con il passare dei mesi, soprattutto quando viene presentata la generazione successiva. Questa volta, invece, chi aveva comprato alcuni iPhone qualche mese fa li ha pagati a listino sensibilmente meno di chi li compra oggi.

Il fenomeno riguarda in realtà l'intero mercato smartphone, non solo Apple.

Il dato arriva dal Global Smartphone Price Increase Tracker di Counterpoint Research, pubblicato a settembre: nei primi otto mesi del 2026 più del 40% dei modelli di smartphone monitorati a livello mondiale ha registrato un aumento di prezzo, un fenomeno che la società di analisi definisce senza precedenti per il settore. Il prezzo medio dei modelli già in commercio è aumentato del 15%, mentre i nuovi telefoni lanciati quest’anno costano in media il 25% in più rispetto ai modelli corrispondenti di un anno prima. In Europa l’aumento medio è più contenuto, ma comunque pari al 7%.

Samsung, per esempio, nel 2025 proponeva il Galaxy A56 da 128 GB a 499,90 euro; il successore Galaxy A57 con la stessa quantità di memoria è arrivato quest’anno a 549,90 euro. Cinquanta euro in più, circa il 10%. Nella fascia alta il Galaxy S25 da 256 GB era partito da 989 euro; il Galaxy S26 da 256 GB da 1.029 euro. Sul Galaxy S26+ l’aumento a parità di memoria è stato invece di 100 euro, da 1.189 a 1.289 euro.

I confronti, però, vanno fatti con cautela. Google Pixel 11, per esempio, parte da 999 euro contro gli 899 euro del Pixel 10, ma il nuovo modello offre 256 GB di memoria di base mentre il predecessore partiva da 128 GB. Il prezzo d’ingresso è dunque aumentato di cento euro, ma non stiamo confrontando due configurazioni equivalenti. È una distinzione importante in una fase in cui i produttori modificano capacità di memoria e allestimenti anche per riposizionare i prezzi.

Il costo della memoria

Al centro della nuova inflazione tecnologica ci sono soprattutto le memorie. L’esplosione degli investimenti nei data center per l’intelligenza artificiale ha aumentato enormemente la domanda di chip di memoria destinati ai server. Non sono quindi gli stessi componenti montati nello smartphone che abbiamo in tasca, ma i grandi produttori di memoria ora ne producono di meno perché preferiscono concentrarsi su quelli più redditizi, adatti ai server.

TrendForce calcolava già a febbraio che il costo contrattuale della memoria necessaria per una configurazione abbastanza comune da 8 GB di Ram e 256 GB di archiviazione fosse quasi triplicato rispetto a un anno prima. Una componente che tradizionalmente incideva per una quota relativamente limitata sul costo industriale di uno smartphone è diventata quindi molto più pesante.

È anche per questo che il fenomeno colpisce in modo diverso le varie fasce del mercato. Su un telefono da 1.500 euro il produttore ha più margine per assorbire qualche decina di euro di costi aggiuntivi. Su un apparecchio da 200 o 300 euro lo spazio è molto minore: bisogna alzare il prezzo, ridurre qualche caratteristica oppure spostare il prodotto verso una fascia superiore.

Counterpoint osserva già una conseguenza sui comportamenti dei consumatori: si rimanda più a lungo la sostituzione del telefono, si scelgono capacità di memoria inferiori e cresce l’interesse per dispositivi ricondizionati.

E allora che fare?

La prima regola per risparmiare è guardarsi (molto) in giro. Un telefono presentato un anno prima può essere ancora disponibile nei magazzini di catene, operatori e negozi online a prezzi fissati prima del rincaro o comunque fortemente scontati.

Anche eventuali rate e permute vanno valutate sul costo complessivo. Una rata mensile piccola può nascondere semplicemente un piano molto lungo; la permuta è comoda, ma va confrontata con quanto si potrebbe ottenere vendendo autonomamente il vecchio telefono. E soprattutto, per chi non ha esigenze particolari di fotografia, videogiochi o AI eseguita sul dispositivo, uno smartphone top di gamma di uno o due anni prima può avere ancora prestazioni più che sufficienti.

Usati e ricondizionati: non è lo stesso

C’è poi un’alternativa diventata molto popolare negli ultimi tempi ed è il mercato dei ricondizionati o dell’usato, con risparmi tra il 20 e il 50 per cento in media. Ma bisogna distinguere queste due cose che nelle offerte vengono spesso accostate.

Un telefono usato è semplicemente un dispositivo appartenuto a qualcun altro. Un ricondizionato è invece un apparecchio usato che un operatore professionale dichiara di avere controllato, ed eventualmente riparato, prima di rimetterlo in vendita.

Comprando un usato o un ricondizionato da un venditore professionale si applica la garanzia legale di conformità: due anni. Per i beni usati venditore e consumatore possono concordare una durata inferiore ai due anni ordinari, ma mai sotto un anno. Se l’acquisto avviene online da un professionista, inoltre, si hanno normalmente 14 giorni dalla consegna per esercitare il diritto di recesso.

L’ultimo, ma importante, punto da considerare è come evitare fregature.

Il prezzo molto basso non deve essere il primo criterio. Prima vengono la provenienza del telefono e la possibilità di accertare le sue condizioni. Per un iPhone, Apple stessa pubblica una guida all’acquisto di un dispositivo usato.

Venditori, batteria, profili: cosa controllare

La prima regola, come dice anche Apple, è comprare solo da venditori affidabili. Certo lo sono le grandi catene (Amazon, Mediaworld, Trendevice, Ebay), le note piattaforme specializzate (Swappie, Certideal).

Apple consiglia poi di controllare che il telefono non sia ancora legato al precedente proprietario. Su iPhone non bisogna comprare un apparecchio che mostra “iPhone bloccato dal proprietario” o che, durante la configurazione dopo il reset, chiede le credenziali dell’Apple Account precedente. Sui telefoni Android va fatto un controllo analogo dopo il ripristino, verificando che la protezione antifurto non richieda l’account Google del vecchio proprietario. Nel caso, lo smartphone va subito restituito.

Un altro consiglio è vedere lo stato della batteria, nell’annuncio o chiedendola al venditore. “Batteria in buono stato” significa poco: meglio avere un valore misurabile. Su iPhone è possibile leggere la capacità massima nelle impostazioni. Una batteria ormai vicina o inferiore all’80% della capacità originaria non rende inutilizzabile il telefono, ma significa che potrebbe essere necessario mettere in conto una sostituzione.

Prima dell’acquisto, è consigliabile controllare quanto a lungo il modello riceverà aggiornamenti. Un telefono economico che sta per perdere gli aggiornamenti di sicurezza può essere un affare soltanto apparente. La verifica va fatta sul sito del produttore per quello specifico modello e va considerata insieme a prezzo e stato della batteria.

Bene anche, dopo l’acquisto, verificare se il dispositivo è stato riparato. Sugli iPhone recenti, in Impostazioni, Generali, Informazioni, la sezione “Parti e cronologia dell’assistenza” può indicare la sostituzione di batteria, display, fotocamere e altri componenti. La presenza di una riparazione non è di per sé un problema; è importante sapere che cosa è stato cambiato e con quale componente. Apple distingue, tra l’altro, parti originali, usate e parti di provenienza o funzionamento non verificati.

Anche questo è un motivo che ci può convincere a una pronta restituzione di quanto comprato.

Altro test da fare subito: provare le funzioni che costano di più da riparare. Display e touchscreen, fotocamere, Face ID o lettore d’impronte, microfoni, altoparlanti, porta di ricarica, Wi-Fi, Bluetooth e connessione alla rete mobile meritano qualche minuto di prova. Un graffio sulla scocca può essere accettabile se fa scendere il prezzo; un sistema biometrico guasto è un problema molto diverso.

Attenti poi al sistema di pagamento. Preferire pagamenti con carta o, meglio, via intermediari come Paypal che offrono garanzie specifiche e rimborsi in caso di problemi. Se il venditore ci propone pagamenti solo via bonifico, diffidare tantissimo: il rischio di truffa sale di parecchio.

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