Elettricità Futura: “Dal Pd proposte ragionevoli, aziende energetiche pronte a sedersi al tavolo”
di Emma BonottiMILANO – L’Italia ha bisogno di una politica energetica condivisa e regole stabili nel tempo, per questo siamo pronti a sederci al tavolo con tutte le parti». Fresco di nomina, Salvatore Pinto, presidente di Elettricità Futura, associazione degli energetici all’interno di Confindustria, ha le idee chiare su come vuole impostare il suo mandato a capo delle aziende energetiche: salvaguardare il settore industriale che più investe in Italia. Per questo, lette le proposte della segretaria del Pd, Elly Schlein, invita le forze politiche al confronto.
Cosa pensa della lettera di Schlein e del dibattito che ha scatenato?
«Le sue sembrano proposte su cui ragionare. Ci ha fatto piacere che anche la premier, Giorgia Meloni, abbia dato la sua disponibilità a confro…
MILANO – L’Italia ha bisogno di una politica energetica condivisa e regole stabili nel tempo, per questo siamo pronti a sederci al tavolo con tutte le parti». Fresco di nomina, Salvatore Pinto, presidente di Elettricità Futura, associazione degli energetici all’interno di Confindustria, ha le idee chiare su come vuole impostare il suo mandato a capo delle aziende energetiche: salvaguardare il settore industriale che più investe in Italia. Per questo, lette le proposte della segretaria del Pd, Elly Schlein, invita le forze politiche al confronto.
Cosa pensa della lettera di Schlein e del dibattito che ha scatenato?
«Le sue sembrano proposte su cui ragionare. Ci ha fatto piacere che anche la premier, Giorgia Meloni, abbia dato la sua disponibilità a confrontarsi su questi temi. Siamo pronti a sederci a un tavolo con tutte le forze politiche, ma senza demagogia e populismo. Basta attacchi: siamo il primo settore industriale per investimenti e con l’indotto rappresentiamo il 4,4% del Pil, dando lavoro a 600 mila persone. Meritiamo rispetto».
Negli ultimi anni le installazioni di impianti green hanno tirato il freno. Quest’anno il conto è fermo a meno di cinque gigawatt...
«È vero. Oggi ci sono circa 150 GW di progetti che si scontrano con veti incrociati della burocrazia. Perfino interventi di repowering (potenziamento, ndr.) che aumenterebbero di molto la produzione vengono bloccati. Siamo un Paese immobile».
La situazione internazionale non aiuta. Il ministro del Tesoro, Giancarlo Giorgetti, ha avvertito che le guerre rischiano di avere impatti a cascata sulle bollette.
«Dobbiamo curare il malato e non limitarci a misurare la febbre. Sblocchiamo gli investimenti in rinnovabili, la vera risposta ai rincari».
Per creare nuovi impianti ci vuole tempo e intanto i prezzi salgono.
«Vedo allarmi ingiustificati, tanta confusione. Non c’è nessuna stangata sulle bollette. Il vero problema sono i carburanti. Oltre la metà delle famiglie ha un contratto a prezzo fisso. Presso alcuni operatori si supera l’80%. Sono offerte con tariffe del 30-40% inferiori ai prezzi correnti di mercato. Questo significa che una quota molto importante di consumatori è protetta dagli aumenti. Per avere prezzi più stabili e competitivi la strada è quella dei contratti a prezzo fisso che, come associazione, difenderemo in ogni sede».
E chi paga offerte a prezzi variabili?
«Chi ha una bolletta indicizzata vede rincari molto contenuti, soprattutto grazie alle reti tra le meno costose d’Europa: parliamo di 35 centesimi al giorno in più rispetto a un anno fa. Ogni pieno di carburante invece costa decine di euro in più. Qual è la vera emergenza?».
Eppure c’è chi torna a parlare di speculazione.
«Già una volta si è gridato al lupo al lupo per scoprire che era un peluche. L’Arera ha sanzionato un solo caso da 100 mila euro su un mercato che vale circa 50 miliardi l’anno. Siamo sicuri che il tribunale porterà ad annullare la sanzione. Chi formula accuse deve fare nomi e cognomi e portare prove. Altrimenti ci tuteleremo. Non porgeremo l’altra guancia».
Respinge l’idea che il settore stia beneficiando della crisi?
«Assolutamente. L’aumento del prezzo del gas è anzitutto un aggravio dei costi. Chi parla di extraprofitti da tassare dovrebbe guardare i numeri: in molti casi gli utili dei nostri associati in Italia sono in calo. Il settore poi ha già dato con il dl Bollette. Tra due punti di Irap in più e l’anticipo degli oneri di sistema l’impatto sui conti del settore è stato di miliardi».
Quali sarebbero gli effetti di una nuova tassa sul settore?
«Rallentare o fermare gli investimenti proprio nel momento in cui il comparto, alle giuste condizioni, può mettere fino a 200 miliardi aggiuntivi in dieci anni tra rinnovabili, accumuli, reti e fonti programmabili che porterebbero a regime a risparmi stabili in bolletta fino a 20 miliardi l’anno».
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