MILANO – Il secondo tempo del risiko bancario ha visto Intesa Sanpaolo muovere su Mps e quest’ultima puntare, in chiave tanto difensiva quanto offensiva, in direzione di Banco Bpm e Banca Generali. Ora stanno scendendo in campo le varie authority.
Alberto Maria Benedetti, professore di diritto privato alla Luiss (già componente del Csm e commissario straordinario aggiunto del Porto di Genova), la Consob ha da poco chiesto chiarimenti a Mps sulle due offerte di scambio annunciate ad agosto. Che ne pensa?
«Premetto che si tratta di vicende inedite e che i miei commenti si basano sulle informazioni di dominio pubblico. Detto ciò, con la presidenza Stazi, la Consob si è mossa con grande tempestività ed efficacia, imponendo a Mps di chiarire al mercato le informazioni rilevanti. Nel passato il ruolo di supplenza della magistratura penale è stato legato all’incapacità delle autorità di settore di reagire in modo coerente e autorevole. Oggi mi pare che il clima sia cambiato nella giusta dire…
MILANO – Il secondo tempo del risiko bancario ha visto Intesa Sanpaolo muovere su Mps e quest’ultima puntare, in chiave tanto difensiva quanto offensiva, in direzione di Banco Bpm e Banca Generali. Ora stanno scendendo in campo le varie authority.
Alberto Maria Benedetti, professore di diritto privato alla Luiss (già componente del Csm e commissario straordinario aggiunto del Porto di Genova), la Consob ha da poco chiesto chiarimenti a Mps sulle due offerte di scambio annunciate ad agosto. Che ne pensa?
«Premetto che si tratta di vicende inedite e che i miei commenti si basano sulle informazioni di dominio pubblico. Detto ciò, con la presidenza Stazi, la Consob si è mossa con grande tempestività ed efficacia, imponendo a Mps di chiarire al mercato le informazioni rilevanti. Nel passato il ruolo di supplenza della magistratura penale è stato legato all’incapacità delle autorità di settore di reagire in modo coerente e autorevole. Oggi mi pare che il clima sia cambiato nella giusta direzione».
C’è qualche mossa di Mps e del suo cda che non l’ha convinta?
«Tre aspetti mi hanno un po’ sorpreso. Le offerte lanciate difensivamente da Mps sarebbero state comunicate al mercato pochi giorni dopo aver dichiarato che non vi erano progetti di operazioni di aggregazione. Dai documenti pubblici risulta che il comitato parti correlate di Mps abbia seguito pressoché integralmente le posizioni del management. Infine, trovo un po’ singolare che l’amministratore delegato di una società quotata abbia rilasciato un’ intervista (a Repubblica, ndr) non sempre coerente con le informazioni che il giorno dopo sono state comunicate al mercato su richiesta della Consob».
A cosa si riferisce?
«Mi pare chiaro, da quanto è stato successivamente comunicato al mercato, che le due offerte di Mps sono a sconto e non a premio e che si tratta di due operazioni totalmente separate e autonome».
In ogni caso, a breve, come impone la passivity rule, a esprimersi sulle offerte saranno gli azionisti di Montepaschi, convocati in assemblea per il 29 ottobre...
«Molti ordinamenti, compreso quello italiano, prevedono che il consiglio di amministrazione della società destinataria di un’offerta pubblica abbia specifici doveri fiduciari verso i soci e debba agire per consentire agli stessi di operare la scelta migliore e correttamente informata. Forse, in questo caso, si sarebbe potuto agire con maggiore tempestività».
A suo giudizio, le due offerte resterebbero vincolanti se Intesa, nel frattempo, riuscisse a salire al controllo di Siena?
«Su questo punto mi pare ci sia un po’ di confusione. Mps, da un lato, ha dichiarato che le offerte restano in piedi in quanto vincolanti; dall’altro, in caso di cambio del controllo, si potrà avvalere delle condizioni del documento di offerta, quindi rinunciando alle medesime. Mi pare che qui sia necessario un serio approfondimento».
Intanto l’Antitrust ha acceso un faro sull’offerta di Intesa. L’operazione su Mps potrebbe essere messa in discussione?
«Finora, per esperienza, nessuna operazione di questo tipo è stata bloccata per problemi di antitrust. Non credo che accadrà neanche in questo caso, tenuto conto che l’avvio dell’istruttoria non sembra fare emergere particolari criticità. L’autorità saprà certamente individuare le misure correttive per tutelare pienamente la concorrenza».
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