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Putin mette le mani sulle filiali russe di Nestlé e Auchan: “Rappresentano Paesi ostili”

(afp)

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Con un decreto del Cremlino le attività dei due colossi e di altri due gruppi francesi passano sotto la gestione di una controllata del governo
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Putin dà scacco matto a Nestlé, Auchan e ad altri due gruppi francesi, mettendole sotto “amministrazione temporanea” per decreto. La multinazionale agroalimentare svizzera, che nonostante le sanzioni internazionali ha continuato a tenere aperte le proprie filiali in Russia e il cui mercato rappresenta il 2% del proprio fatturato, si è vista espropriare di fatto, due società: Nestlé Russia e Nestlé Kuban, che in sei stabilimenti producono caffè, dolciumi, alimenti per l’infanzia e cibo per animali domestici. Le azioni sono state trasferite a Lev Management, controllata del Ministero russo degli Interni e guidata dal generale Andreï Kraiouchkine. L’annuncio è stato dato giovedì 17 settembre con un decreto presidenziale. Rappresentano “Paesi ostili” che sostengono l’Ucraina, “i più attivamente coinvolti nelle operazioni militari contro il nostro Paese", ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

Putin dà scacco matto a Nestlé, Auchan e ad altri due gruppi francesi, mettendole sotto “amministrazione temporanea” per decreto. La multinazionale agroalimentare svizzera, che nonostante le sanzioni internazionali ha continuato a tenere aperte le proprie filiali in Russia e il cui mercato rappresenta il 2% del proprio fatturato, si è vista espropriare di fatto, due società: Nestlé Russia e Nestlé Kuban, che in sei stabilimenti producono caffè, dolciumi, alimenti per l’infanzia e cibo per animali domestici. Le azioni sono state trasferite a Lev Management, controllata del Ministero russo degli Interni e guidata dal generale Andreï Kraiouchkine. L’annuncio è stato dato giovedì 17 settembre con un decreto presidenziale. Rappresentano “Paesi ostili” che sostengono l’Ucraina, “i più attivamente coinvolti nelle operazioni militari contro il nostro Paese", ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

La reazione di Nestlé e Auchan

L’azione contro Nestlé fa seguito alle accuse, rivolte al colosso svizzero, di aver rallentato la produzione negli stabilimenti russi e bloccato l’esportazione dei prodotti fabbricati nel Paese. Nestlé ha reagito dicendosi “determinata ad adottare tutte le misure necessarie per tutelare i propri diritti e garantire la continuità aziendale, nell’interesse di tutte le parti interessate e dei propri dipendenti”. Cauta la reazione di Auchan Retail Russia, con la filiale che ha reso noto di aver inoltrato “una richiesta di chiarimenti” e di aspettare “ulteriori informazioni” per poter commentare l’accaduto.

Le altre società coinvolte

Nel 2022, al momento dell’inizio del conflitto, diverse Ong e lo stesso Zelensky, avevano biasimato la decisione di Nestlé di rimanere in Russia. Pure la francese Danone, fino al 2024, aveva mantenuto la produzione in Russia, poi era stata posta sotto il controllo di un nipote del leader ceceno, Kadirov. Infine, 2 anni fa, aveva ceduto le proprie attività per 180 milioni di euro, accumulando una perdita di 1,2 miliardi di euro.

Francesi, come abbiamo riferito, sono altre due società che, in contemporanea con Nestlé, hanno subito il medesimo trattamento. Sempre tramite decreto presidenziale, i loro attivi sono stati trasferiti a Lev Management. Si tratta della grande catena di distribuzione Auchan, che con 33mila dipendenti è la maggiore azienda straniera operante in Russia, e di Lemana Pro, azienda specializzata nel bricolage, nata da una costola di Leroy Marlin. Il provvedimento riguarda anche le controllate russe del gruppo francese di logistica Fm Logistic. Questo passaggio sotto il controllo russo di grandi aziende straniere potrebbe certificare il desiderio di Putin di tamponare la crisi di approvvigionamento di diversi beni, provocata da un conflitto che dura da più di quattro anni.

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