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Wall Street perde l’oracolo: Buffett lascia l’ultima carica, Berkshire affidata al figli

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A 96 anni sarà solo presidente emerito. Il miliardario democratico lascerà il 99% del suo patrimonio in beneficenza
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ROMA – È la fine di un’era. Anche per Warren Buffett, 96 anni compiuti in agosto, è giunta l’ora del pensionamento. Intendiamoci: non si trasformerà in un umarell Né trascorrerà la giornata guardando i cantieri, perché mantiene la carica di presidente onorario del maxi-gruppo Berkshire Hathaway (fondato nel 1955 inizialmente nel tessile, oggi forte di 371 miliardi di fatturato e 387.500 dipendenti), ma cederà tutte le cariche operative al figlio Howard, che di anni ne ha 71 e che sarà affiancato alla guida della conglomerata da Greg Abel a cui già nel 2022 Warren ha affidato il ruolo di ceo e suo successore. Infinito il numero di partecipazioni della Berkshire: dalle pile Duracell alla Coca-Cola, da Apple ad American Express, dall’assicuratrice Geico (vera cassaforte di famiglia) alla catena di ristoranti Dairy Queen, e centinaia di altre. Buffett lascia sovraccarico di ricordi, monumenti, citazioni. Uno di quelli che gli stava più caro era il periodo adolescenziale quando vendeva por…

ROMA – È la fine di un’era. Anche per Warren Buffett, 96 anni compiuti in agosto, è giunta l’ora del pensionamento. Intendiamoci: non si trasformerà in un umarell Né trascorrerà la giornata guardando i cantieri, perché mantiene la carica di presidente onorario del maxi-gruppo Berkshire Hathaway (fondato nel 1955 inizialmente nel tessile, oggi forte di 371 miliardi di fatturato e 387.500 dipendenti), ma cederà tutte le cariche operative al figlio Howard, che di anni ne ha 71 e che sarà affiancato alla guida della conglomerata da Greg Abel a cui già nel 2022 Warren ha affidato il ruolo di ceo e suo successore. Infinito il numero di partecipazioni della Berkshire: dalle pile Duracell alla Coca-Cola, da Apple ad American Express, dall’assicuratrice Geico (vera cassaforte di famiglia) alla catena di ristoranti Dairy Queen, e centinaia di altre. Buffett lascia sovraccarico di ricordi, monumenti, citazioni. Uno di quelli che gli stava più caro era il periodo adolescenziale quando vendeva porta a porta il Washington Post, giornale in cui s’identificava quant’altri mai, di cui condivideva in prima fila battaglie come il Watergate e i Pentagon Papers, e del quale è arrivato poi a possedere il 18% finché la famiglia Graham ha venduto tutto in epoca pre-trumpiana a Jeff Bezos.

Buffett è stato per 50 anni consecutivi nella lista dei 100 uomini più ricchi del mondo di Forbes e ai tempi della old economy è stato a lungo al primo posto. Oggi è al decimo, con 148,9 miliardi di fortuna personale. Ma il record cui tiene sicuramente di più è uno: donerà in beneficenza il 99% delle sue fortune, per lo più attraverso la Gates Foundation cui ha già contribuito con 72 miliardi di dollari. Con il fondatore di Microsoft ha creato nel 2010 la fondazione “Giving pledge” con l’intento di convincere tutti i miliardari a donare almeno metà delle loro risorse.

L’oracolo di Omaha e i consigli sugli investimenti

Buffett, dopo gli inizi fra New York e Washington, dove il padre era un businessman e un deputato Repubblicano, è tornato a vivere nel 1962 a Omaha, nel Nebraska, dove era nato e aveva concluso i primi affari all’età di 7 (sette) anni: aveva comprato un po’ di azioni della Cities Service, che però andarono male. Da lì, come amava ripetere, aveva capito che per investire nella Borsa serve pazienza, e che – dovessero volerci anche decine di anni – un investimento azionario è quello che rende di più. Anche in settori proiettati sul futuro: Berkshire Hathaway Energy è una sussidiaria che genera e distribuisce elettricità prodotta da fonti naturali (l’eolico e il solare): la società è stata valutata per una cifra superiore ai 100 miliardi di dollari l’anno scorso.

È lo stesso identico principio che trasmette da 60 anni, puntualmente in maggio, ai partecipanti alla Woodstock del capitalismo, com’è soprannominata l’assemblea nel Chi Health Center, il centro congressi di Omaha – che dura tre giorni – di tutte le sue decine di migliaia di azionisti (42mila nell’ultima edizione), durante la quale non si ascolta solo l’“oracolo di Omaha” (un altro dei suoi soprannomi) ma si concludono affari, ci si scambia impressioni, si condividono battaglie. In tutto questo, Buffett ha costruito intorno a sé la sua leggenda: fino a pochissimi anni fa abitava nella stessa casa rustica comprata a 27 anni (poi l’età aveva cominciato a far sentire le sue esigenze) e scorrazzava per Omaha su un vecchio pickup Dodge del 1976.

L’ultima scoperta di Buffett erano state, sembrerà strano, le banche. Dopo la crisi del 2008 aveva cominciato a valutare di investirvi. Una in particolare, Bank of America, è presente massicciamente nel portafoglio di Warren Buffett: dal 2022 ricopre una delle prime cinque posizioni. In misura minore, Buffett possiede anche JPMorgan Chase, U.S. Bancorp e Citigroup. A proposito di finanza è quasi inutile ricordare la sua avversione per i bitcoin e qualsiasi cosa gli si avvicini. E l’intelligenza artificiale? Adelante, Pedro, con juicio.

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