✕

Confcommercio, il caro-energia porterà l’inflazione al 3,7%. Famiglie costrette a tagliare i consumi

Il presidente di Confcom Carlo Sangalli 

Ascolta l'audio

Non ci sono più margini nei bilanci degli italiani: spesa in calo di mezzo punto, con una perdita di 6,5 miliardi di euro. Per le spese obbligate prezzi su del 5,9%
2 minuti di lettura

ROMA – Un’inflazione cattiva, che peserà quasi il doppio sulle spese obbligate, a cominciare dal cibo. Il caro-energia ci costa già molto, ma adesso «rischia di presentare un conto ancora più ampio all’economia italiana», stima un report sulla crisi energetica e l’impatto sui consumi e la crescita di Confcom (nuova denominazione di Confcommercio). Secondo le stime dell’ufficio studi dell’organizzazione nello scenario energetico più sfavorevole, con il Brent stabilmente a 140 dollari nel 2027, l’inflazione aumenterebbe di ulteriori 0,7 punti percentuali, raggiungendo il 3,7%.

Le famiglie sarebbero costrette a stringere la cinghia, perché il prolungato aumento delle bollette ha ormai prosciugato qualunque capacità di reazione e di adattamento dei bilanc…

ROMA – Un’inflazione cattiva, che peserà quasi il doppio sulle spese obbligate, a cominciare dal cibo. Il caro-energia ci costa già molto, ma adesso «rischia di presentare un conto ancora più ampio all’economia italiana», stima un report sulla crisi energetica e l’impatto sui consumi e la crescita di Confcom (nuova denominazione di Confcommercio). Secondo le stime dell’ufficio studi dell’organizzazione nello scenario energetico più sfavorevole, con il Brent stabilmente a 140 dollari nel 2027, l’inflazione aumenterebbe di ulteriori 0,7 punti percentuali, raggiungendo il 3,7%.

Le famiglie sarebbero costrette a stringere la cinghia, perché il prolungato aumento delle bollette ha ormai prosciugato qualunque capacità di reazione e di adattamento dei bilanci familiari. E quindi si calcola una perdita di mezzo punto dei consumi, corrispondente a una spesa annua di 250 euro, 6,5 miliardi di euro. Naturalmente anche il Pil ne risentirebbe, arretrando di tre decimi di punto, sempre più vicino allo zero virgola.

«L’effetto dell’incremento eccezionale delle spese obbligate peggiorerebbe il clima di fiducia, con riflessi di natura potenzialmente strutturale sulla propensione al consumo», spiega il direttore dell’ufficio studi di Confcom, Mariano Bella, che distingue, all’interno delle stime sull’inflazione, una crescita modesta sulle spese libere e «un problematico più 5,9% sulle obbligate». Del resto anche le periodiche rilevazioni che l’Istat conduce sull’inflazione per “quinti” di reddito dimostrano che è proprio nei periodi in cui i prezzi crescono a ritmi sostenuti che si accentuano le differenze tra famiglie abbienti e più povere, dal momento che queste ultime sono costrette a destinare una quota maggiore delle loro entrate alle spese obbligate, come i pasti o le bollette.

Il problema, ricorda Confcom, è che l’impatto delle crisi internazionali da noi arriva amplificato perché già in tempi ordinari l’Italia paga l’elettricità molto di più dei principali Paesi europei. A settembre il Pun (il prezzo all’ingrosso dell’elettricità) «è arrivato a segnare un aumento del 73,3% sul valore medio del 2025, un incremento particolarmente elevato che si sovrappone a una situazione di grande criticità pregressa». Non bisogna dimenticare infatti che «i prezzi attuali sono superiori del 271,1% a quelli pre-Covid».

Se il caro-energia appesantisce costi e bollette in tutta Europa, però, «in nessun caso gli aumenti hanno raggiunto l’intensità registrata in Italia». Confcom passa in rassegna i rincari sui rincari che caratterizzano il confronto con i principali Paesi europei: «in Italia il prezzo dell’elettricità è oggi superiore di 65,3 euro per megawattora rispetto alla Germania, di 67,2 rispetto alla Spagna e di 69,4 rispetto alla Francia». Uno “spread energetico” che continua ad ampliarsi da uno shock all’altro, dal Covid alla guerra in Ucraina alla chiusura dello Stretto di Hormuz.

Pesano le tasse sulle bollette energetiche, ma soprattutto la forte dipendenza dell’Italia da fonti combustibili fossili e, quindi, sostanzialmente da forniture che arrivano dall’estero. «Bisogna evitare che questi aumenti si scarichino interamente sulle bollette – afferma il presidente di Confcom Carlo Sangalli – con misure immediate e interventi strutturali, a partire da incentivi fiscali per l’efficienza energetica e da un ulteriore intervento sugli oneri di sistema. Al tempo stesso, bisogna accelerare sulle rinnovabili e sullo sviluppo del nucleare sostenibile». «Ma bisogna agire subito – sollecita Sangalli – altrimenti andremo incontro ad una nuova stagione inflazionistica che ridurrà drasticamente i consumi e la crescita del Paese».

Leggi i commenti