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Biglietto in business, posto in economy: quali sono i diritti in aereo in caso di declassamento

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L’Unione europea prevede rimborsi a seconda della tratta nel caso in cui il passeggero sia stato spostato in una classe inferiore a quella che aveva prenotato. Più sfumata la questione dei servizi aggiuntivi non forniti, come wi-fi o pasti a bordo
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ROMA – Acquistare un costoso biglietto per viaggiare comodi e con ogni comfort, per poi ritrovarsi in Economy in mezzo al caos? Può succedere. Anzi, succede sempre più spesso, soprattutto nei periodi in cui gli aerei sono più affollati, le compagnie fanno fatica a gestire le prenotazioni e spesso vendono più biglietti rispetto all’effettiva disponibilità a bordo.

Per chi viaggia in Europa, i diritti però sono chiari. Li stabilisce, come sempre in questi casi, il regolamento europeo 261 del 2004, la normativa-cardine sui diritti dei passeggeri che verrà presto aggiornata, dopo una lunga trattativa a Bruxelles. Così come per i ritardi, anche in caso di declassamento sono previsti dei rimborsi in base alla lunghezza della tratta, senza bisogno di dimostrare alcun danno:

  • il 30% del prezzo del biglietto per voli fino a 1.500 chilometri;
  • il 50% per voli intra-Ue oltre 1.500 chilometri e per gli altri voli tra 1.500 e 3.500 chilometri;
  • il 75% per gli altri voli.

Tutto questo - come semp…

ROMA – Acquistare un costoso biglietto per viaggiare comodi e con ogni comfort, per poi ritrovarsi in Economy in mezzo al caos? Può succedere. Anzi, succede sempre più spesso, soprattutto nei periodi in cui gli aerei sono più affollati, le compagnie fanno fatica a gestire le prenotazioni e spesso vendono più biglietti rispetto all’effettiva disponibilità a bordo.

Per chi viaggia in Europa, i diritti però sono chiari. Li stabilisce, come sempre in questi casi, il regolamento europeo 261 del 2004, la normativa-cardine sui diritti dei passeggeri che verrà presto aggiornata, dopo una lunga trattativa a Bruxelles. Così come per i ritardi, anche in caso di declassamento sono previsti dei rimborsi in base alla lunghezza della tratta, senza bisogno di dimostrare alcun danno:

  • il 30% del prezzo del biglietto per voli fino a 1.500 chilometri;
  • il 50% per voli intra-Ue oltre 1.500 chilometri e per gli altri voli tra 1.500 e 3.500 chilometri;
  • il 75% per gli altri voli.

Tutto questo - come sempre nel caso del regolamento 261 - si applica a tutti i voli all’interno dell’Unione europea, i voli in partenza dall’Ue verso Paesi extra-Ue e ai voli extra-Ue verso l’Unione solo se vengono operati da compagnie europee. Il rimborso dovrebbe essere effettuato entro sette giorni, ma è più corretto usare il condizionale perché quasi mai le compagnie aeree sono così rapide nel gestire queste pratiche. Bisogna anche tenere a mente che l’entità della cifra è calcolata solo sul volo interessato dal declassamento e non sul prezzo complessivo di un eventuale itinerario con più voli.

Servizi non forniti Se invece il problema non riguarda uno spostamento da una classe all’altra, ma la mancata erogazione di un servizio, ad esempio il wi-fi a bordo o il pranzo/cena, la questione si fa più sfumata. In ogni caso non si rientra nel “declassamento” quindi sono esclusi i rimborsi di cui abbiamo parlato nel precedente paragrafo. Secondo un chiarimento fornito dalla Commissione europea, in casi simili il passeggero “potrebbe essere idoneo a ricevere il rimborso dell'importo pagato per il servizio non ricevuto in base alle condizioni di servizio del vettore aereo e/o a norma del diritto nazionale”. Dipende, quindi, dal contratto che si è sottoscritto con la compagnia aerea. Bisogna infatti ricordare che l’acquisto di un biglietto equivale alla firma di un contratto, con diritti e doveri per entrambe le parti.

Bisogna però fare una distinzione. Se il prezzo del servizio è compreso nel prezzo del biglietto potrebbe non essere facile identificare il rimborso al quale abbiamo diritto. Nel caso, invece, in cui sia considerato - e pagato - come un servizio a parte, le cose diventano più semplici. Un esempio è il servizio FlyNet di Lufthansa, che consente al passeggero di pagare un supplemento per usufruire di pacchetti di dati da utilizzare durante il viaggio. Nel caso in cui il wi-fi non sia disponibile, il vettore tedesco rimborsa esattamente il costo del supplemento.

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