PECHINO - “Scambi franchi, approfonditi e costruttivi” quelli tra Scott Bessent e He Lifeng, come scrive la stampa cinese questa mattina. “Hanno discusso di importanti questioni economiche e commerciali di interesse comune”. Il segretario al Tesoro Usa e il vicepremier cinese si sono incontrati nel weekend, a New York, per preparare l’incontro tra Donald Trump e Xi Jinping: il segretario comunista atterrerà in America mercoledì e il giorno seguente ci sarà il bilaterale con il presidente statunitense. Bessent ha parlato di discussioni “molto positive”. Al di là delle galanterie diplomatiche della vigilia, nessuna delle due parti si aspetta svolte decisive dal vertice tra Trump e Xi: mantenere la tregua commerciale raggiunta lo scorso anno - in scadenza a novembre - rimane l’obiettivo principale per entrambi. Bessent ha affermato che le due parti hanno concordato di istituire quello che ha definito un “dialogo Usa-Cina sull’intelligenza artificiale”. Gli Stati Uniti hanno proposto un…
PECHINO - “Scambi franchi, approfonditi e costruttivi” quelli tra Scott Bessent e He Lifeng, come scrive la stampa cinese questa mattina. “Hanno discusso di importanti questioni economiche e commerciali di interesse comune”. Il segretario al Tesoro Usa e il vicepremier cinese si sono incontrati nel weekend, a New York, per preparare l’incontro tra Donald Trump e Xi Jinping: il segretario comunista atterrerà in America mercoledì e il giorno seguente ci sarà il bilaterale con il presidente statunitense. Bessent ha parlato di discussioni “molto positive”. Al di là delle galanterie diplomatiche della vigilia, nessuna delle due parti si aspetta svolte decisive dal vertice tra Trump e Xi: mantenere la tregua commerciale raggiunta lo scorso anno - in scadenza a novembre - rimane l’obiettivo principale per entrambi. Bessent ha affermato che le due parti hanno concordato di istituire quello che ha definito un “dialogo Usa-Cina sull’intelligenza artificiale”. Gli Stati Uniti hanno proposto un nuovo “meccanismo di notifica” per gli incidenti legati all’IA che potrebbero incidere sulla sicurezza nazionale, senza tuttavia dare troppi dettagli. “Vogliamo una visione condivisa di obiettivi comuni e minacce comuni”, ha dichiarato Bessent. La stampa cinese si è limitata ad affermare che Bessent e He hanno “tenuto colloqui su questioni relative all’intelligenza artificiale”.
L’agenda dell’incontro Trump-Xi
Durante il vertice tra Trump e Xi giovedì in agenda oltre all’intelligenza artificiale ci saranno il commercio, gli investimenti, i dazi, le restrizioni tecnologiche, le terre rare, oltre ai conflitti come quello in Iran e, probabilmente, si parlerà anche di Taiwan. Xi vuole prolungare l’accordo sulla tregua commerciale, in modo da guadagnare ulteriore tempo per continuare a rafforzare la sua Cina. Trump ha capito che usare l’arma dei dazi contro Pechino non si è fin qui rivelata una grande strategia. “La Cina è pronta a collaborare con gli Stati Uniti per arricchire il contenuto del rapporto costruttivo di stabilità strategica tra i due Paesi, rafforzare il dialogo e la cooperazione, gestire adeguatamente le controversie, migliorare continuamente il benessere dei due popoli e promuovere la pace, la stabilità e la prosperità mondiali”, dice il portavoce del Ministero degli Esteri cinese. “Stabilità strategica costruttiva” è la nuova parola d’ordine entrata nel vocabolario della diplomazia cinese dopo l’incontro tra Xi e Trump lo scorso maggio qui a Pechino. Una stabilità che si deve basare, secondo la visione di Xi, sulla cooperazione, su una concorrenza moderata, sulla gestione delle differenze e su promesse di pace. Xi predilige calma e stabilità, e non una rottura, nei rapporti con gli Usa. L’incontro tra Trump e Xi di questa settimana fa seguito alla visita dell’inquilino della Casa Bianca qui a Pechino a maggio e all’incontro, l’ottobre scorso, a Busan, in Corea del Sud, dove i due decisero una tregua commerciale dopo mesi di dazi, contro-dazi e restrizioni. All'epoca l'America accettò di ridurre i dazi in cambio di un “intervento” da parte di Pechino contro i precursori del fentanil, della ripresa degli acquisti di soia americana e della sospensione dei controlli cinesi sulle esportazioni di terre rare. Pechino ottenne il rinvio di una nuova norma Usa che avrebbe ampliato notevolmente il numero di aziende cinesi soggette alle restrizioni commerciali statunitensi. Entrambi, ora, vogliono rinnovare quell'accordo. Per quanto tempo, resta da vedere: "La Cina ha sollecitato una proroga più lunga dell'attuale tregua commerciale, che scade a novembre, ma gli Stati Uniti hanno proposto di prorogarla solo di sei mesi per mantenere un controllo più stretto sui negoziati, secondo quanto riferiscono fonti vicine alle trattative", scrive il New York Times.