La gita scolastica è diventata un business. Solo ha cambiato nome o meglio, ha partorito un nuovo comparto che si chiama vacanza studio per ragazzi fino ai 18 anni, uno dei segmenti più dinamici dell'education travel italiano.
Il mercato ha mostrato anche nel 2025 una domanda sostenuta, trainata soprattutto dalle famiglie che considerano il soggiorno linguistico un investimento formativo: parliamo di un giro d'affari da 2,5 miliardi di euro su un "montepremi" mondiale da quasi 30 miliardi di dollari. Il trend è in ascesa: secondo i dati Unesco del rapporto "Higher Education Global Trends Report 2026" nel 2023 i ragazzi che studiavano fuori dal proprio Paese erano 7,3 milioni, quasi il triplo rispetto al 2000. Nei primi sei mesi del 2026 i dati dagli operatori del comparto indicano un calo del 10% delle vacanze studio estive all'estero, dato influenzato dall'aumento dei costi di viaggio e soggiorno, dalle tensioni geopolitiche e da una maggiore prudenza da parte delle famiglie nelle de…
La gita scolastica è diventata un business. Solo ha cambiato nome o meglio, ha partorito un nuovo comparto che si chiama vacanza studio per ragazzi fino ai 18 anni, uno dei segmenti più dinamici dell'education travel italiano.
Il mercato ha mostrato anche nel 2025 una domanda sostenuta, trainata soprattutto dalle famiglie che considerano il soggiorno linguistico un investimento formativo: parliamo di un giro d'affari da 2,5 miliardi di euro su un "montepremi" mondiale da quasi 30 miliardi di dollari. Il trend è in ascesa: secondo i dati Unesco del rapporto "Higher Education Global Trends Report 2026" nel 2023 i ragazzi che studiavano fuori dal proprio Paese erano 7,3 milioni, quasi il triplo rispetto al 2000. Nei primi sei mesi del 2026 i dati dagli operatori del comparto indicano un calo del 10% delle vacanze studio estive all'estero, dato influenzato dall'aumento dei costi di viaggio e soggiorno, dalle tensioni geopolitiche e da una maggiore prudenza da parte delle famiglie nelle decisioni di spesa. Una "torta" che sviluppa tanti soldi.
Non a caso, alla prima gara Consip del settore organizzata dal ministero dell'Istruzione targato Giuseppe Valditara e chiusa poche settimane fa hanno partecipato oltre 100 aziende. Un bando di gara ricco, da oltre 73 milioni di euro complessivi, fatto apposta per dare una regolata a un settore che fino all'anno scorso procedeva random.
Tra i 4 vincitori del primo appalto pubblico del settore, che riguarda tutte le scuole a livello nazionale, c'è Giocamondo Study: la societa fondata da Stefano De Angelis nel 2017 con sede ad Ascoli Piceno si è posizionata prima per i mini-stay all’estero e al 2° posto per l’organizzazione dei viaggi di istruzione e stage linguistici in Italia. Ha appena aperto una nuova sede a Cagliari, mettendosi la stelletta di unico tour operator specializzato in viaggi studio e programmi scolastici all'estero a disporre di una filiale in Sardegna.
La durata del bando è di 18 mesi a partire da febbraio 2026 (ma il ministero ne ha già in canna un altro, ricchissimo, da 420 milioni di euro, soldi del Pnrr). Giocamondo Study si è assicurata la gestione del 40% delle richieste che arriveranno dagli istituti scolastici italiani relative a stage linguistici e mini-stay all’estero, mentre per viaggi di istruzione in Italia la percentuale assicurata è pari al 30% per ciascun lotto. E sta ricevendo le prime prenotazioni.
"Ci occupiamo anche della classica gita scolastica, però siamo specializzati sui viaggi studio e nei viaggi d’istruzione,con la componente dello studio della lingua", sottolinea De Angelis. La sua azienda ha chiuso il primo semestre 2026 con valore della produzione a 2,41 milioni di euro, rispetto a 2,35 milioni al 31 marzo 2025 e l'editda a 1,1 milioni, rispetto a -287 mila euro al 31 marzo 2025.
Dove opera Giocamondo? "La destinazione principale è l'Europa anche perché, essendo soprattutto stage linguistici, la durata più gettonata è solo di una settimana: comunque proponiamo molto anche gli Stati Uniti", spiega De Angelis. Si viaggia, dicevamo, soprattutto per imparare le lingue. "Se dovessi fare una classifica - spiega De Angelis - metterei primo l'inglese con Regno Unito e Irlanda, secondo lo spagnolo e terzi a pari merito, francese e tedesco. Stiamo ricevendo tante richieste anche per i paesi dell'ex Unione sovietica come Lettonia e Lituania, per imparare il russo, non potendo per ovvi motivi andare a studiare direttamente in Russia. Proponiamo anche la Cina ma in questo momento abbiamo circa 190 studenti italiani in Giappone che si dividono tra Tokyo e Osaka, le due destinazioni principali".
Fino a febbraio 2026 andava come il pane anche Dubai, cioè il Medio Oriente che però, a causa della guerra è 'congelata' come destinazione. Quanto costa affidarsi o al Giocamondo? "Normalmente sono 'prezzi di mercato' - dice il presidente - Per andare in Inghilterra, comprensivo di volo, trasferimenti, alloggio, corso di lingua full board, comprese anche le escursioni, il range variabile tra 1.200 e 1.500 euro la settimana, intorno ai 3.000 euro per due settimane. Se portiamo i ragazzi in Spagna, invece, prezzi possono anche essere inferiori di un 20% a settimana".
A dispetto di guerra e petrolio, le prospettive sono ottimistiche, "storicamente - dice De Angelis - siamo sempre cresciuti del 15% 20% l'anno: quest'anno abbiamo avuto una penalizzazione importante con lo scoppio della guerra ma stiamo già ricevendo le prenotazioni per l'anno prossimo E, se devo essere sincero, non notiamo in questo momento un calo. Anzi, per l'esercizio 2026-2027 ci attendiamo ricavi consolidati superiori a 40 milioni, trainati dal pieno regime della convenzione Consip, dal contributo sull'intero anno di Destinazione Lingue e dal progressivo recupero dei volumi mediorientali".