“Due nuovi binari tra Roma e Firenze, linea veloce è satura”
di Aldo FontanarosaROMA – Sulla Roma-Firenze, adesso, servono più binari: almeno altri due. Già oggi, questa linea ferroviaria è satura. E la pressione aumenterà quando i treni di nuovi operatori la percorreranno, grazie alla maggiore concorrenza.
In questo quadro complesso, Nicola Zaccheo chiede che siano programmati gli investimenti necessari. Una programmazione puntuale al momento manca.
Nella sua Relazione annuale al Parlamento, il presidente dell’Autorità dei Trasporti (Art) guarda al Documento strategico che deve orientare le scelte ferroviarie del Paese per dieci anni. Qui bisogna immaginare gli interventi per aumentare la capacità delle linee affollate.
164 convogli
Al momento, quattro binari corrono tra le due città, Roma e Firenze: due dell’alta velocità (la Direttissima) e due ordinari (la Linea Lenta). Ogni giorno, la Direttissima è percorsa da 260 treni veloci, sia di Trenitalia sia …
ROMA – Sulla Roma-Firenze, adesso, servono più binari: almeno altri due. Già oggi, questa linea ferroviaria è satura. E la pressione aumenterà quando i treni di nuovi operatori la percorreranno, grazie alla maggiore concorrenza.
In questo quadro complesso, Nicola Zaccheo chiede che siano programmati gli investimenti necessari. Una programmazione puntuale al momento manca.
Nella sua Relazione annuale al Parlamento, il presidente dell’Autorità dei Trasporti (Art) guarda al Documento strategico che deve orientare le scelte ferroviarie del Paese per dieci anni. Qui bisogna immaginare gli interventi per aumentare la capacità delle linee affollate.
164 convogli
Al momento, quattro binari corrono tra le due città, Roma e Firenze: due dell’alta velocità (la Direttissima) e due ordinari (la Linea Lenta). Ogni giorno, la Direttissima è percorsa da 260 treni veloci, sia di Trenitalia sia di Italo. Convogli Intercity e Regionali attraversano, a loro volta, alcuni tratti della Direttissima.
La pressione è destinata a impennarsi con l’arrivo del terzo operatore veloce (la francese Sncf, dal secondo trimestre del 2028) e di società private interessate al settore degli Intercity, sulla scia della liberalizzazione.
A proposito dei collegamenti Intercity, anche operatori privati potranno farsi avanti partecipando alla gara che Trenitalia lancia per il periodo 2028-2042, la prima nella storia del Paese. Al riguardo, l’Art raccomanda un’apertura graduale del segmento. Per il regolatore, la gara dovrebbe prevedere un lotto grande e uno, invece, più piccolo. Quest’ultimo si immagina più ambito dai nuovi entranti.
Le imprese ferroviarie, dunque, sono destinate ad aumentare. E l’Autorità dei Trasporti (Art) sta riscrivendo le regole per regolare il diritto di tutti a percorrere la rete.
Le tensioni con l’Antitrust
Su chi debba decidere in materia di apertura del mercato è nata una lite. L’Art critica il provvedimento del 3 marzo 2026 con cui un altro garante (l’Antitrust) ha imposto al gestore della rete nazionale (Rfi del Gruppo Fs) di assegnare ulteriori tracce a un nuovo operatore. Le tracce sono gli spazi di percorso e orario che consentono a un’impresa di muovere i convogli.
Secondo il presidente dell’Art, l’Antitrust non ha considerato un “lungo lavoro istruttorio” svolto dal regolatore dei trasporti. Assegnare nuovi spazi, sostiene, richiede di valutare gli effetti sull’intero sistema, soprattutto quando alcune linee sono già piene. L’Art rivendica la propria competenza in materia e ha impugnato il provvedimento per gli aspetti che toccano i suoi poteri.
Entro il 31 dicembre 2026, intanto, l’Art rafforzerà le tutele anche degli abbonati all’alta velocità e degli utenti di collegamenti soggetti a obblighi di servizio pubblico.
Le proteste
Sul fronte dei diritti dei viaggiatori, in tre anni l’Art ha valutato 56.000 istanze di persone che si sentivano penalizzate, vessate: oltre 7 milioni di euro di rimborsi sono stati pagati a chi ha reclamato a buon diritto.
Il servizio, accessibile attraverso la piattaforma ConciliaWeb, risolve le controversie tra utenti e operatori nei trasporti aerei, ferroviari, marittimi, con autobus e in autostrada. Per trattare i reclami l’Autorità sperimenta anche strumenti di intelligenza artificiale.
Reclamano e hanno diritto a un rimborso anche gli automobilisti che arrivano in autostrada, pagano il pedaggio, ma sono costretti a lunghissime file, ad esempio a causa dei cantieri programmati. C’è una scadenza da segnare. Fino al 30 novembre l’automobilista deve presentare più reclami se percorre tratti autostradali che fanno capo a più operatori. Da dicembre sarà sufficiente un’unica richiesta anche quando il viaggio attraversa tratte affidate a società diverse. L’app per i reclami è già una.
Le licenze taxi
Sui taxi, il presidente Zaccheo ricorda che il Consiglio di Stato ha confermato che l’Art ha pieni diritto di esprimere un parere ai Comuni intenzionati ad aumentare le licenze. L’intervento ha ridotto l’indennizzo in favore dei titolari delle licenze in essere rispetto al valore di mercato, favorendo – secondo l’Autorità – una partecipazione più ampia ai bandi.
L’Art e la Guardia di finanza hanno controllato intanto anche le autostazioni, i terminal dei bus, concentrandosi sulla assistenza ai passeggeri con disabilità. Svariate le irregolarità. Le società coinvolte si sono impegnate a correggere il loro comportamento, a vantaggio dei più deboli.
Infine, l’Art propone a Parlamento e governo di varare un Piano nazionale di assistenza alle vittime degli incidenti nei trasporti e ai loro familiari. L’obiettivo è definire le tutele da attivare nelle gravi emergenze, con un’organizzazione dell’assistenza decisa passo passo prima che l’incidente accada.