Pioggia di domande per il Btp Green, emessi 8 miliardi da destinare a rinnovabili e sostenibilità
a cura della redazione EconomiaMILANO – Quanto si tratta di energie rinnovabili, sostenibilità o ambiente, l’appetito sul mercato non manca. Lo ha dimostrato la pioggia di domande per il nuovo Btp Green emesso negli scorsi giorni dal ministero dell’Economia e delle Finanze. Richieste per oltre 110 miliardi di euro contro gli otto emessi dal Tesoro.
Che cos’è il Btp Green
Si tratta di un titolo di Stato a 12 anni, con scadenza il 30 ottobre 2038, per cui il Mef si è affidato a un pool di banche specializzate – anche detto sindacato – composto da Barclays Bank Ireland, Bnp Paribas, Deutsche Bank, Intesa Sanpaolo, Jp Morgan e Société Générale Inv. Banking. L’emissione via sindacato era rivolta esclusivamente a investitori istituzionali, come fund manager (che hanno acquistato il 37,3% del totale), banche (29,7%), banche…
MILANO – Quanto si tratta di energie rinnovabili, sostenibilità o ambiente, l’appetito sul mercato non manca. Lo ha dimostrato la pioggia di domande per il nuovo Btp Green emesso negli scorsi giorni dal ministero dell’Economia e delle Finanze. Richieste per oltre 110 miliardi di euro contro gli otto emessi dal Tesoro.
Che cos’è il Btp Green
Si tratta di un titolo di Stato a 12 anni, con scadenza il 30 ottobre 2038, per cui il Mef si è affidato a un pool di banche specializzate – anche detto sindacato – composto da Barclays Bank Ireland, Bnp Paribas, Deutsche Bank, Intesa Sanpaolo, Jp Morgan e Société Générale Inv. Banking. L’emissione via sindacato era rivolta esclusivamente a investitori istituzionali, come fund manager (che hanno acquistato il 37,3% del totale), banche (29,7%), banche centrali e istituzioni governative (20,8%), fondi pensione e assicurazioni (10%) e hedge fund (2,2%).
A differenza di altri Btp, questa nuova obbligazione aveva uno spiccato taglio green. I proventi raccolti, infatti, saranno destinati al finanziamento di iniziative del bilancio dello Stato (incentivi fiscali e spese) dell’anno successivo all’emissione o dei tre precedenti e che abbiano ricadute ambientalmente sostenibili. La lista comprende interventi a favore di energia rinnovabile, efficienza energetica, trasporto sostenibile, resilienza climatica e ambientale, protezione dell’ambiente, dell’acqua e della biodiversità e infine ricerca ambientale.
Quasi un terzo allocato nel Regno Unito
Ma veniamo ai dettagli dell’emissione. Il titolo, con godimento 29 settembre 2026, pagherà cedole semestrali con un tasso annuo del 4,4 per cento. È stato collocato al prezzo di 99,591, corrispondente a un rendimento lordo annuo all’emissione del 4,492%. Il regolamento dell’operazione è fissato per martedì 29 settembre.
Alla chiamata hanno risposto oltre 330 investitori – per il 74,7% esteri – provenienti da più di 35 Paesi. Il Regno Unito è il mercato più rappresentato, con quasi un terzo del totale degli investitori, superando perfino la quota di italiani, pari a 25,3%. Seguono i Paesi Scandinavi (8,5%), la Penisola Iberica (8,3%), i Paesi del Golfo Persico (8,1%), Germania, Austria e Svizzera, con un quattro per cento totale, Francia (3,9%), Benelux (3,1%), altri Paesi europei (8,6%) e non europei (0,5%). Raccolte le domande, gli otto miliardi dell’emissione sono stati ripartiti proporzionalmente tra i richiedenti. Alla fine, quasi l’80% del collocamento è stato sottoscritto da investitori Esg.