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Due nuovi binari tra Roma e Firenze. Ecco i costi e le incognite tecniche

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Il garante dei trasporti, Zaccheo, chiede un potenziamento della Direttissima, arrivata alla saturazione. Il problema dei troppi treni ha cominciato a manifestarsi nel 2019. In campo progetti imponenti ed altri limitati
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ROMA – Due nuovi binari andrebbero costruiti tra Roma e Firenze perché l’attuale linea veloce (la Direttissima, con i suoi 254 chilometri) è satura. Nel 2019 la saturazione era limitata al tratto Tiburtina-Orte Sud. Ora il nostro garante dei trasporti, il presidente dell’Art Nicola Zaccheo, avverte che il “sold out” interessa l’intero percorso. Quindi i tempi sono maturi per agire, e in un mercato aperto.

La Direttissima Roma-Firenze è il tratto centrale della dorsale ferroviaria italiana. Ospita i treni ad Alta Velocità della Roma-Milano e quelli per Venezia, Verona e Bolzano. Parliamo di 260 convogli fra Frecce e Italo (di media ogni giorno) insieme ad alcuni Intercity e Regionali (un’altra novantina).

E non è finita qui. Dal 2028, anche le ferrovie francesi di Sncf vogliono spazio per il treno rapido a due piani (il Tgv). Tra il 2028 e il 2042, infine, nuovi operatori privati potrebbero percorrere rotte Intercity oggi esclusiva di Trenitalia (Fs).

ROMA – Due nuovi binari andrebbero costruiti tra Roma e Firenze perché l’attuale linea veloce (la Direttissima, con i suoi 254 chilometri) è satura. Nel 2019 la saturazione era limitata al tratto Tiburtina-Orte Sud. Ora il nostro garante dei trasporti, il presidente dell’Art Nicola Zaccheo, avverte che il “sold out” interessa l’intero percorso. Quindi i tempi sono maturi per agire, e in un mercato aperto.

La Direttissima Roma-Firenze è il tratto centrale della dorsale ferroviaria italiana. Ospita i treni ad Alta Velocità della Roma-Milano e quelli per Venezia, Verona e Bolzano. Parliamo di 260 convogli fra Frecce e Italo (di media ogni giorno) insieme ad alcuni Intercity e Regionali (un’altra novantina).

E non è finita qui. Dal 2028, anche le ferrovie francesi di Sncf vogliono spazio per il treno rapido a due piani (il Tgv). Tra il 2028 e il 2042, infine, nuovi operatori privati potrebbero percorrere rotte Intercity oggi esclusiva di Trenitalia (Fs).

Il pressing del ministero

Due binari in più sarebbero l’assicurazione sulla vita di una concorrenza effettiva, compiuta. Garantirebbero tanti viaggi in capo a diverse società di trasporto, con un servizio migliore a tariffe più basse. Ma gli ostacoli sono tanti.

A maggio del 2022, il ministero dei Trasporti va in pressing su Rfi perché studi una nuova linea veloce integrale tra Roma e Firenze, dal tracciato più diretto. Ed Rfi frena subito gli entusiasmi.

Prevede che gli ambientalisti scenderanno in piazza a protezione di un paesaggio meraviglioso. Denuncia anche «problemi orografici» tra montagne, colline, vallate, forti dislivelli, fiumi. Poi ci sono i soldi. Stime ufficiose ipotizzano un investimento di almeno 25 miliardi che salirebbero ancora (in un progetto più ambizioso con molte gallerie e opere urbane).

Le tratte estreme

Fin dal 2022, Rfi suggerisce un Piano B, che collocherebbe i due nuovi binari soltanto lungo due “tratte estreme”: da Orte Sud alla nuova stazione di Roma Tiburtina (per 60 chilometri) e da Rovezzano (Firenze) fino a Valdarno Nord (tra Firenze e Arezzo, per altri 19).

La soluzione permetterebbe quantomeno di distribuire meglio i treni di vario tipo (veloci, Intercity, Regionali) quando si avvicinano a snodi chiave della rete ferroviaria, come il fiorentino e romano. Rfi prospetta un «notevole impegno economico» che arriverebbe fino a 6 miliardi. Eppure la società non si chiama fuori e avvia gli studi preliminari sulle «alternative progettuali».

Da allora le cose ristagnano in un cassetto fino a quando il garante dei Trasporti (Art) batte un primo colpo ad aprile 2026 chiedendo di agire. I lavori, spiega, potrebbero partire intanto tra Orte Sud e Settebagni, per 48 chilometri. Ieri la nuova sollecitazione del presidente dell’Art, Zaccheo.

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