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Legge 104, attenzione a domande e permessi: nuovi chiarimenti, cosa si rischia e cosa cambierà

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Tre ordinanze della Cassazione ribadiscono che 104 e accompagnamento sono prestazioni diverse e che i benefici vanno richiesti in modo esplicito. L’Inps chiarisce come dividere i giorni di permesso tra più familiari e chi deve restituire le somme in caso di sforamento. Poi dall’1 gennaio 2027 cambierà l’iter per i nuovi riconoscimenti
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Dopo i permessi più flessibili, la garanzia statale fino all’80% sul mutuo prima casa e il diritto all’esonero dai turni di notte anche senza il riconoscimento della disabilità grave, arrivano altri chiarimenti e novità importanti per chi beneficia della Legge 104.

104 e accompagnamento sono due cose diverse

Partiamo da una precisazione, assolutamente doverosa visto il gran caos che ruota attorno al tema della disabilità: avere una forma grave riconosciuta ai sensi della Legge 104 non significa ottenere automaticamente anche l'indennità di accompagnamento.

A dirlo, o meglio ribadirlo, è la Cassazione con ben tre ordinanze depositate il 4 agosto scorso. I due strumenti infatti hanno requisiti diversi. La 104 dà accesso a permessi, conged…

Dopo i permessi più flessibili, la garanzia statale fino all’80% sul mutuo prima casa e il diritto all’esonero dai turni di notte anche senza il riconoscimento della disabilità grave, arrivano altri chiarimenti e novità importanti per chi beneficia della Legge 104.

104 e accompagnamento sono due cose diverse

Partiamo da una precisazione, assolutamente doverosa visto il gran caos che ruota attorno al tema della disabilità: avere una forma grave riconosciuta ai sensi della Legge 104 non significa ottenere automaticamente anche l'indennità di accompagnamento.

A dirlo, o meglio ribadirlo, è la Cassazione con ben tre ordinanze depositate il 4 agosto scorso. I due strumenti infatti hanno requisiti diversi. La 104 dà accesso a permessi, congedi e agevolazioni partendo da una situazione di disabilità grave, diretta o di un familiare, mentre l'accompagnamento richiede che ci sia un'invalidità totale al 100% e almeno un’altra condizione: non riuscire a camminare da soli, senza assistenza, oppure (sono alternative tra loro) non essere in grado di compiere quelle azioni indispensabili alla vita di tutti i giorni, cioè non essere autosufficienti.

Nell'ordinanza 24424, la perizia ha riconosciuto, sì, una condizione grave, sufficiente per la 104, ma anche un livello di autonomia ancora accettabile e dunque incompatibile con l'accompagnamento, di fatto rinsaldando il principio per cui è proprio il giudice di merito ad essere responsabile della valutazione delle prove mediche.

La Suprema Corte ha poi fissato un altro punto con l’atto 24423, in cui dice sostanzialmente che, anche con una perizia favorevole, il giudice può riconoscere solo le prestazioni che vengono richieste espressamente. Nel caso esaminato, si pretendeva il ripristino della pensione di inabilità, ma senza far menzione dell'assegno di accompagnamento, che quindi non poteva essere concesso d'ufficio. Lo stesso principio vale peraltro per i vari benefici fiscali, per cui ogni agevolazione deve essere indicata in maniera esplicita.

Ultimo tassello chiarificativo della Cassazione (ordinanze 24421 e di nuovo 24424), in caso di opposizione all'accertamento tecnico preventivo, il tribunale è tenuto a riesaminare il quadro clinico nel suo complesso, anche se formalmente non c’è stata nessuna contestazione, nessun presunto errore tecnico. Quindi, volendo riassumere, la Corte ci sta dicendo da un lato che 104 e accompagnamento sono prestazioni diverse e, dall’altro, che quando si va davanti a un giudice, ciò che si vuole ottenere va richiesto in modo diretto e inequivocabile.

Permessi tra più familiari, come funziona: i chiarimenti Inps

Tornando al tema dei permessi al lavoro, una nuova circolare Inps (la 100 del 18 settembre) ha finalmente chiarito alcuni passaggi ostici. Sappiamo che ormai dal 2022 più familiari hanno il diritto di assistere la stessa persona e per farlo possono chiedere tre giorni di permesso al mese, in totale, da usare a turno, volendo spezzettandoli in ore. Ma cosa succede se il tetto dei tre giorni viene oltrepassato? In pratica, conta chi ha preso il permesso per primo. Esaurito il terzo giorno, chi ne sfrutta un altro lo sta usando indebitamente e paga, perché l'Istituto va a recuperare quanto versato in più.

Poniamo che ci siano fratello e sorella ad accudire la mamma. Il primo si assenta dal lavoro il 5 e il 18 marzo, la seconda il 25 e il 30. Il 30 sarebbe un quarto giorno di permesso, quindi niente da fare: la sorella dovrà restituire all’Inps una parte di denaro. Se invece entrambi usano il permesso nello stesso giorno o nelle stesse ore, nessuno è arrivato prima e l'indebito si divide in parti uguali, quindi ciascuno restituirà il 50% di quella giornata, calcolato sul proprio orario di lavoro. Visti i non pochi disagi che questa norma sta provocando da tempo a familiari e caregiver, la circolare insiste proprio sulla necessità che le famiglie si mettano d’accordo per tempo, con una vera e propria pianificazione congiunta.

Cosa cambia dall’1 gennaio 2027

Queste precisazioni arrivano a ridosso di altre novità sulla 104 che entreranno in vigore dal 1° gennaio prossimo in tutta Italia insieme alla riforma della disabilità, quando cambieranno le regole per visite, revisioni e nuovi riconoscimenti. Al momento certo è che chi ha già un verbale definitivo non dovrà ripetere l'accertamento, quindi i diritti e le agevolazioni di cui già beneficia oggi rimarranno validi.

Le cose cambieranno invece per le nuove domande e i verbali con revisione prevista dal 2027, che dovranno essere valutati secondo i nuovi criteri. La procedura sarà gestita dall'Inps attraverso il cosiddetto certificato medico introduttivo, con un sistema unico di valutazione. In attesa della revisione, comunque, gli aiuti già in essere saranno mantenuti.

Legge 104: chi ne ha diritto, cosa spetta, come si chiede

Ricordiamo che la Legge 104 del 1992 tutela chi ha una minorazione fisica, psichica o sensoriale che crea difficoltà di apprendimento, relazione o lavoro. Le tutele maggiori sono riconosciute nei casi di disabilità grave, normata dall’articolo 3 comma 3.

Sono previsti ad esempio tre giorni di permesso mensile retribuito, anche a ore, per il lavoratore disabile e per chi lo assiste (genitori, coniuge, convivente e, a certe condizioni, parenti e affini fino al terzo grado), congedo straordinario retribuito fino a due anni, Iva scontata al 4% su ausili e veicoli, detrazioni per le spese sanitarie ed esenzione dal bollo auto.

È bene anche specificare che non è previsto nessun assegno, cioè la 104 non è una pensione, e, come visto prima, accompagnamento e pensione di inabilità sono prestazioni a parte, con requisiti e domanda propri.

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