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Mps, Lovaglio: “L’assemblea non è un referendum ma un modo per tenere tutte le opzioni aperte”

(lapresse)

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L’ad della banca da Londra parla ai soci: “A ottobre non dovete scegliere tra l’offerta di Intesa e le nostre, ma tenete viva ogni possibilità per massimizzare l’investimento”. Giorgetti: il Mef non sarà all’assemblea. Oggi a Siena il cda che prepara l’adunata del mese prossimo
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MILANO – Non un referendum, su di lui o sulle due Ops con cui prova a schivare l’assalto di Intesa.

Ma un modo per tenere vive tutte le opzioni, e così massimizzare l’investimento in Mps. L’ad Luigi Lovaglio, ospite alla 31° Bank of America Ceo conference a Londra, esorta gli azionisti a «partecipare alla prossima assemblea non come a un referendum in cui scegliere tra un’offerta e l’altra, ma come a un modo per preservare l’opzionalità e avere almeno due alternative per massimizzare il loro investimento».

Un «aprire i ponti - ha aggiunto -, per veder proseguire il nostro progetto con Banco Bpm e Banca Generali, e tenersi eventualmente l’opzione di consegnare le azioni a Intesa, anche se spero che ci sarà un esito diverso». Un approccio piu…

MILANO – Non un referendum, su di lui o sulle due Ops con cui prova a schivare l’assalto di Intesa.

Ma un modo per tenere vive tutte le opzioni, e così massimizzare l’investimento in Mps. L’ad Luigi Lovaglio, ospite alla 31° Bank of America Ceo conference a Londra, esorta gli azionisti a «partecipare alla prossima assemblea non come a un referendum in cui scegliere tra un’offerta e l’altra, ma come a un modo per preservare l’opzionalità e avere almeno due alternative per massimizzare il loro investimento».

Un «aprire i ponti - ha aggiunto -, per veder proseguire il nostro progetto con Banco Bpm e Banca Generali, e tenersi eventualmente l’opzione di consegnare le azioni a Intesa, anche se spero che ci sarà un esito diverso». Un approccio piuttosto difensivo, e speculare a quello di Intesa, che condivide con Siena vari investitori (tra cui i fondi Blackrock, Vanguard, Norges, Amundi) e che nei sondaggi dietro le quinte starebbe rappresentando la riunione del 29 ottobre come un bivio: anche perché se il 66,6% del capitale presente non vota la mozione che libera Mps dai lacci della passivity rule, e poi non approva separatamente le due Ops varate il 21 agosto, il piano di Lovaglio morirebbe in culla e il rivale Carlo Messina avrebbe la via spianata.

“Non è una mossa difensiva, cambiamo il nostro status quo”

«La nostra non è una mossa difensiva – ha chiarito Lovaglio, rispondendo ai banchieri di Bofa –. Di solito una mossa difensiva preserva lo status quo. Noi qui stiamo cambiando le cose di molto, anche se in coerenza con quanto avviato con l’acquisto di Mediobanca: costruiamo il modello dei prossimi cinque anni». E ha aggiunto: «Chiaro che quando c’è solo un’offerta in campo è più difficile per i soci vedersi riconosciuto il vero valore di ciò che vendono. E l’assemblea Mps sarà un passaggio per definire meglio il contesto e i dettagli del nostro piano, e al contempo mettere pressione competitiva in Borsa, perché Intesa Sanpaolo proprio in quel periodo avvierà la sua Opas». Qui sta, per il manager, «il vero motivo del mio impegno: voglio solo finire il lavoro perché sia pienamente riconosciuto il valore della nostra banca».

“I nostri azionisti hanno colto il razionale del piano del terzo polo”

Richiesto sulle intenzioni dei suoi azionisti, l’ad ha detto: «Il piano è di crescita e creazione di valore, aumenta la solidità e resilienza e offre 19 miliardi di remunerazione nel polo a tre, e prima 4 miliardi ai soci Mps. La mia impressione nei meeting fatti finora è che la ratio del progetto sia stata colta».

Chi ha deciso di non cogliere è il Mef, cui resta il 4,86% di Mps e che ieri ha detto che non andrà all’assemblea di ottobre. «Noi non partecipiamo e seguiremo la decisione del mercato» - ha detto il ministro Giancarlo Giorgetti dopo il question time alla Camera. E ha aggiunto, sibillino: «Il mercato probabilmente nella sua capacità di discernere premierà l’offerta migliore».

Stamani a Siena si riunisce il cda Mps, proprio per ultimare la documentazione per l’adunata del 29 ottobre. All’ordine del giorno già pubblicato dovrebbe aggiungersi il voto sulla fusione con Mediobanca, e sul trasferimento del 13,3% di Generali alla casa madre, per poterne disporre in vista della cedola da 4 miliardi, di cui 3 (un 4,4%) in titoli del Leone.

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