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Corrono i ricavi e margini di Ovs: ottimismo sul 2026

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Nei primi sei mesi dell’anno buona performance anche di Upim e Goldenpoint, gli altri marchi del gruppo
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MILANO – Ovs chiude il semestre con una crescita a due cifre di ricavi e margini e vede rosa anche per tutto il 2026. Tra gennaio e giugno il gruppo guidato da Stefano Beraldo ha aumentato il fatturato del 10,7% e 877,4 milioni (e + 6,1% senza consolidare Goldenpoint) facendo meglio del mercato tricolore.

Ricavi su del 10,7% con un mercato che cresce solo dell’1,5%

«Nel primo semestre sono cresciuti tutti i brand soprattutto grazie all’aumento delle vendite a parità di perimetro - spiega l’ad Beraldo - il gruppo continua infatti a sovraperformare il mercato dell’abbigliamento che nel periodo è cresciuto dell’1,5%». La buona notizia è che il gruppo è cresciuto sia nei negozi di proprietà (+11% a 716,9 milioni) sia nel canale wholesale (+9 a 160,5 milioni).

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MILANO – Ovs chiude il semestre con una crescita a due cifre di ricavi e margini e vede rosa anche per tutto il 2026. Tra gennaio e giugno il gruppo guidato da Stefano Beraldo ha aumentato il fatturato del 10,7% e 877,4 milioni (e + 6,1% senza consolidare Goldenpoint) facendo meglio del mercato tricolore.

Ricavi su del 10,7% con un mercato che cresce solo dell’1,5%

«Nel primo semestre sono cresciuti tutti i brand soprattutto grazie all’aumento delle vendite a parità di perimetro - spiega l’ad Beraldo - il gruppo continua infatti a sovraperformare il mercato dell’abbigliamento che nel periodo è cresciuto dell’1,5%». La buona notizia è che il gruppo è cresciuto sia nei negozi di proprietà (+11% a 716,9 milioni) sia nel canale wholesale (+9 a 160,5 milioni).

Oltre al gruppo di costumi Goldenpoint (i cui ricavi sono saliti dell’11%) le insegne e quindi i marchi di Ovs hanno aumentato le vendite del 6,1% e lo stesso hanno fatto quelli di Upim (sempre +6,1%). L’incremento dei ricavi e il controllo dei costi ha permesso a Ovs di chiudere il semestre con un mol rettificato in crescita del 12,3% a 114,3 milioni. L’utile netto sale invece “solo” del 7,7% a 49,1 milioni, a causa di una maggiore pressione fiscale su strumenti di copertura - che dovrebbe però rientrare a fine anno.

Previsioni positive anche per la restante parte del 2026

«Le aspettative per la seconda metà dell’anno sono favorevoli - conclude Beraldo - sostenute dalla buona accoglienza delle collezioni autunnali. La marginalità potrà beneficiare dell’apprezzamento dell’euro sul dollaro mentre».

Quanto alla solidità patrimoniale, nonostante gli investimenti nelle nuove aperture, tra cui quella a Dubai, migliorano i flussi di cassa (attesi sopra 90 milioni a fine anno) e cala di 53 milioni a 240 milioni l’indebitamento rettificato dai leasing e dagli affitti. Nonostante dividendi e buyback (che a settembre era arrivato al 5,092% del capitale), il debito netto scende invece a 1,42 miliardi di euro.

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