MILANO – Camfin mantiene la promessa fatta due anni fa e sale al 29,9% di Pirelli, il massimo consentito dalla legge prima del lancio di un’Opa, che non è nei piani della holding di Marco Tronchetti Provera. L’annuncio dell’acquisto dell’ultimo 3,34% del capitale del gruppo degli pneumatici avviene peraltro a valle dell’impegno -preso martedì dal cda di Pirelli - di investire ben un miliardo di euro nell’ampliamento dello stabilimento in Georgia, per potenziare la produzione local for local dei così detti Cyber Tyre, gli pneumatici intelligenti dotati di un chip che dialoga con l’auto.
Un miliardo sugli Usa, che è il mercato più grande dell’alto di gamma
Gli Stati Uniti sono infatti il primo mercato di sbocco per le gomme intelligenti, e rappresentano il 40% dei volumi mondial…
MILANO – Camfin mantiene la promessa fatta due anni fa e sale al 29,9% di Pirelli, il massimo consentito dalla legge prima del lancio di un’Opa, che non è nei piani della holding di Marco Tronchetti Provera. L’annuncio dell’acquisto dell’ultimo 3,34% del capitale del gruppo degli pneumatici avviene peraltro a valle dell’impegno -preso martedì dal cda di Pirelli - di investire ben un miliardo di euro nell’ampliamento dello stabilimento in Georgia, per potenziare la produzione local for local dei così detti Cyber Tyre, gli pneumatici intelligenti dotati di un chip che dialoga con l’auto.
Un miliardo sugli Usa, che è il mercato più grande dell’alto di gamma
Gli Stati Uniti sono infatti il primo mercato di sbocco per le gomme intelligenti, e rappresentano il 40% dei volumi mondiali del segmento high value. Negli pneumatici ad alto valore aggiunto, secondo Equita, oggi Pirelli ha una quota poco significativa in Usa, che è peraltro inferiore rispetto a quella che invece possiede in Europa e Cina. Di qui la necessità di investire sulla Georgia, con un piano progressivo su 7 anni che partirà dal prossimo esercizio, per arrivare al 2033 a produrre in loco 6 milioni di pneumatici, dagli attuali 0,5 milioni. Con questo investimento in Usa, la Bicocca aumenterà del 7% la sua capacità produttiva complessiva e lo farà nel maggior mercato al mondo, e in quello dove fino allo scorso anno incontrava problemi di carattere geopolitico, dato il peso dell’azionista Sinochem nell’azionariato della Bicocca e le prescrizioni Usa sulle aziende tecnologiche controllate da un socio cinese.
Dopo il ridimensionamento di Sinochem, Pirelli riparte degli States
Ma negli ultimi mesi, anche grazie al secondo intervento del governo ai sensi del Golden Power, il peso del colosso pubblico cinese sulla governance di Pirelli è stato limitato a 3 membri in consiglio (che peraltro non posso partecipare ai comitati) su 18, e il colosso cinese di conseguenza ha ridotto la sua partecipazione dal 34 al 20% del capitale, cedendo un 14% all’imprenditore cedo Michal Strnad.
La governance piena del gruppo della Bicocca è quindi tornata così in mano a Camfin, che non solo può indicare presidente e ad (stabilito dal primo intervento ai sensi del Golden Power del 2023, con la nomina di Andrea Casaluci), ma che da oggi è anche il primo azionista del gruppo al 29,9% del capitale, ribadendo il suo ruolo di socio industriale di riferimento. Tronchetti è tornato alla presidenza con deleghe esecutive, suo figlio Giovanni è stato eletto dall’assemblea come suo vice, e l’azienda ha appena approvato un investimento da un miliardo per crescere negli Stati Uniti. «Si alimenta una nuova ondata di crescita nel mercato Usa- scrivevano ieri gli analisti di Banca Imi- per accorciare le distanze coi rivali sul segmento di alta gamma».