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Caro carburanti, convocati al Mimit gli operatori delle raffinerie: “Aumentare la produzione”

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L’invito di Urso e Pichetto Fratin per l’8 ottobre a Sonatrach, Socar-Ip, Iplom, Kpi, Alma petroli, Ludoil/Isab, Eni, Saras e Innovhub
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ROMA – Gli operatori delle raffinerie sono stati convocati a Palazzo Piacentini, sede del Mimit, per l'8 ottobre, al fine di affrontare il perdurare del caro carburanti, causato dalla chiusura dello stretto di Hormuz e dalla conseguente crisi dei rifornimenti. All'incontro, voluto dai ministri delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, e in programma dalle 16:30, sono stati invitati a partecipare, oltre all'Unem (Unione Energie per la Mobilità), i rappresentanti di Sonatrach, Socar-IP, Iplom, KPI, Alma Petroli, Ludoil/Isab, Eni,Saras e Innovhub. La riunione, come si legge in una nota, è dedicata all'analisi delle principali questioni "per valutare come le raffinerie nazionali possano aumentare la produzione dei principali prodotti" e per mitigare gli effetti dell'attuale scenario internazionale sull'approvvigionamento del Paese.

Assotir chiede un incontro con il governo: "Rischio stop"

Intanto Assotir, l’associazion…

ROMA – Gli operatori delle raffinerie sono stati convocati a Palazzo Piacentini, sede del Mimit, per l'8 ottobre, al fine di affrontare il perdurare del caro carburanti, causato dalla chiusura dello stretto di Hormuz e dalla conseguente crisi dei rifornimenti. All'incontro, voluto dai ministri delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, e in programma dalle 16:30, sono stati invitati a partecipare, oltre all'Unem (Unione Energie per la Mobilità), i rappresentanti di Sonatrach, Socar-IP, Iplom, KPI, Alma Petroli, Ludoil/Isab, Eni,Saras e Innovhub. La riunione, come si legge in una nota, è dedicata all'analisi delle principali questioni "per valutare come le raffinerie nazionali possano aumentare la produzione dei principali prodotti" e per mitigare gli effetti dell'attuale scenario internazionale sull'approvvigionamento del Paese.

Assotir chiede un incontro con il governo: "Rischio stop"

Intanto Assotir, l’associazione degli autotrasportatori, fa sapere che se il governo non li convocherà a un tavolo per affrontare il caro-gasolio, "non può essere escluso" uno sciopero. È una "decisione che va presa in modo comunitario con altre organizzazioni" e che "vorremmo in ogni maniera evitare", ha aggiunto il segretario generale Claudio Donati, in una conferenza stampa dell'associazione a Roma.

Per Donati lo sciopero sarebbe "un'arma definitiva", perché fermarsi "anche solo per un giorno significa fermare il Paese", e la risposta - in caso - "deve essere presa in modo unitario dell'intera categoria". Il segretario generale ha detto di sperare "che ci sia senso di responsabilità da parte del governo", che altrimenti "dovrà fare i conti con una categoria che già oggi è in grande difficoltà".

Secondo la presidente nazionale di Assotir, Anna Vita Manigrasso, "magari non c'è neanche modo di arrivare allo sciopero". Il riferimento è alle difficoltà economiche del settore, perché, dice Manigrasso, “gli autotrasportatori potrebbero fermarsi anche perché non ce la fanno più”. E ha concluso: “"L'autotrasporto sta vivendo un momento drammatico e se non si fermerà per protesta, si fermerà per il costo del gasolio”.

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