I paletti di Orlopp all’integrazione tra Unicredit e Commerzbank
di giovanni pons milanoFILE PHOTO: Bettina Orlopp, CEO della banca tedesca Commerzbank. REUTERS/Thilo Schmuelgen/File Photo
(reuters)La strada che porta alla conquista totale di Commerzbank per Unicredit ha ancora diversi ostacoli da superare. Soprattutto se il governo tedesco, come sembra, è intenzionato a mantenere in portafoglio la sua partecipazione del 12,7% del capitale, derivante dal salvataggio compiuto nel 2009. E in virtù di questa quota, come avrebbe detto il ministro Klingbeil in un recente colloquio con Andrea Orcel, il governo è anche intenzionato a confermare i suoi due rappresentanti nel Consiglio di Sorveglianza della banca tra i 10 che spettano agli azionisti. Gli altri 10 sono appannaggio dei sindacati e dunque avere una maggioranza all’interno del Cds con il potere di nominare il Consiglio di gestione non sarà semplice. Come dimostrano le parole di ieri di Bettina Orlopp, ceo di Commerzbank, alla conferenza londinese di Bofa.
La strada che porta alla conquista totale di Commerzbank per Unicredit ha ancora diversi ostacoli da superare. Soprattutto se il governo tedesco, come sembra, è intenzionato a mantenere in portafoglio la sua partecipazione del 12,7% del capitale, derivante dal salvataggio compiuto nel 2009. E in virtù di questa quota, come avrebbe detto il ministro Klingbeil in un recente colloquio con Andrea Orcel, il governo è anche intenzionato a confermare i suoi due rappresentanti nel Consiglio di Sorveglianza della banca tra i 10 che spettano agli azionisti. Gli altri 10 sono appannaggio dei sindacati e dunque avere una maggioranza all’interno del Cds con il potere di nominare il Consiglio di gestione non sarà semplice. Come dimostrano le parole di ieri di Bettina Orlopp, ceo di Commerzbank, alla conferenza londinese di Bofa.
«Siamo nella fase zero - ha detto Orlopp - con tutte le autorizzazioni che è possibile vengano concesse entro la fine di quest’anno o all’inizio del prossimo». Poi ci sarebbe «la fase uno» in cui - ricorda - «siamo ancora una banca indipendente, quotata in Borsa, con una nostra strategia, ma facciamo parte di un gruppo».
In questa condizione, continua Orlopp, si potrebbero «individuare alcune fonti di potenziali sinergie di ricavi e di costi tra la stessa Commerz e Hvb ed arrivare all’integrazione. Ma per questo è necessario ottenere una maggioranza del 75% nell’assemblea generale degli azionisti, e pertanto i colloqui tra gli istituti di credito e il governo, in qualità di secondo maggiore azionista, sono piuttosto importanti per raggiungere tale obiettivo». Dunque il governo di Berlino è intenzionato a mantenere un ruolo chiave nell’istituto e a far valere i suoi diritti di voto. Nell’ottica di «garantire che la situazione sia quella giusta per l’economia tedesca, dato che Commerzbank è un importante finanziatore», conclude Orlopp. ©RIPRODUZIONE RISERVATA