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Benzina, Urso: “Pronti a dare un sostegno a famiglie a basso reddito. Raffinerie producano di più”

(lapresse)

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“In campo misure mirate come il credito d’imposta Eni responsabile, l’esempio sia seguito. Extraprofitti? Procedere in modo consensuale”
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Adolfo Urso, ministro delle Impresa e del made in Italy, a fine agosto era stato annunciato l’ultimo sconto sulle accise, poi ci sarebbero dovute essere solo misure strutturali mirate. Invece a fine settembre si è arrivati a una spesa di 3 miliardi di euro e i prezzi dei carburanti continuano a salire. Dove sono le misure mirate?

«Non è così. In realtà è quello che abbiamo fatto, riducendo l’intervento sugli sconti alla sola accisa mobile, che restituisce ai consumatori l’extragettito Iva. Per il resto, sono state lanciate misure mirate come il credito di imposta per gli autotrasportatori ed altre sono in fase di definizione dal Mef per il sostegno ai lavoratori e alle famiglie a più basso reddito».

Non si potevano fare da subito interventi mirati? Lei stesso l’aveva ipotizzato già ai primi di marzo utilizzando strumenti disponibili come la “carta dedicata a te”.

«Sì, espressi subito queste considerazioni in Parlamento pochi giorni dopo il deflagrare del conflitto, ma è prevalsa la sp…

Adolfo Urso, ministro delle Impresa e del made in Italy, a fine agosto era stato annunciato l’ultimo sconto sulle accise, poi ci sarebbero dovute essere solo misure strutturali mirate. Invece a fine settembre si è arrivati a una spesa di 3 miliardi di euro e i prezzi dei carburanti continuano a salire. Dove sono le misure mirate?

«Non è così. In realtà è quello che abbiamo fatto, riducendo l’intervento sugli sconti alla sola accisa mobile, che restituisce ai consumatori l’extragettito Iva. Per il resto, sono state lanciate misure mirate come il credito di imposta per gli autotrasportatori ed altre sono in fase di definizione dal Mef per il sostegno ai lavoratori e alle famiglie a più basso reddito».

Non si potevano fare da subito interventi mirati? Lei stesso l’aveva ipotizzato già ai primi di marzo utilizzando strumenti disponibili come la “carta dedicata a te”.

«Sì, espressi subito queste considerazioni in Parlamento pochi giorni dopo il deflagrare del conflitto, ma è prevalsa la speranza che giungesse presto una soluzione negoziale, per questo si optò per una misura generalizzata; peraltro in sintonia con quanto fece il governo Draghi, che nel 2022 utilizzò oltre sette miliardi di euro per il taglio delle accise, accrescendo però all’8,1 il rapporto tra deficit e Pil, noi lo abbiamo ridotto al 3,07, e senza peraltro frenare l’inflazione che schizzò in quel caso davvero alle stelle».

Il caro vita, complice anche il crescere del costo dell’energia causa il conflitto nel Golfo, pesa sempre sul portafoglio degli italiani.

«Quando siamo arrivati governo, nell’ottobre del 2022, era al 12,6 per cento, ben sopra la media europea. Negli anni successivi abbiamo garantito un’inflazione bassa: 1 per cento nel 2024, 1,5 lo scorso anno, sempre ben al di sotto della media europea. E anche oggi, con il nuovo conflitto, l’inflazione resta ancora sul filo del 3 per cento; quella del cosiddetto carrello della spesa allo 0,9%».

Intanto Eni mette un tetto al prezzo dei carburanti. I consumatori si devono affidare alle decisioni commerciali dei privati?

«Apprezziamo la scelta responsabile dell’Eni e auspichiamo che altri seguano l’esempio. A dimostrazione dell’autorità di questo governo e della credibilità che si è conquistata nel campo. Senza forzature».

Non sarebbe stato meglio intervenire sugli extraprofitti per avere fondi per tagliare le accise o fare misure strutturali?

«Le misure strutturali le abbiamo già messe in campo. Mi riferisco al forte incremento della energia rinnovabile, più 40 per cento in tre anni, alla struttura commissariale per aumentare l’estrazione di gas e petrolio dai nostri giacimenti, agli accordi internazionali con Algeria e altri partner africani. Mi riferisco anche al ddl sul nucleare appena approvato in parlamento e alla costituzione di Nuclitalia, per realizzare i reattori di nuova generazione. E mi riferisco anche alla revisione degli ETS e alle altre misure che abbiamo sollecitato in Europa per realizzare un quadro regolatorio che alleggerisca il prezzo dell’energia per famiglie e imprese. Sui cosiddetti extraprofitti meglio procedere in modo consensuale. Non importa se il gatto sia bianco o nero: l’importante è che catturi il topo».

Ha chiamato al tavolo petrolieri e raffinerie? È possibile aumentare la produzione di carburanti?

«Penso di sì, tanto più che in questi anni abbiamo preservato le raffinerie italiane, mentre altri in Europa continuavano a chiuderle: basti evidenziare quanto abbiano fatto per salvaguardare la prima raffineria italiana, l’Isab di Priolo, con il primo decreto della legislatura ed accompagnandola ora nel ritorno in mani italiane. Lo stesso abbiamo fatto, esercitando con sapienza la golden power, nel passaggio di proprietà di Saras e IP. Aggiungo che siamo avanti rispetto ad altri Paesi europei anche per quanto riguarda le bioraffinerie. A breve inaugureremo anche il cantiere di Eni Versalis a Priolo».

È stato miope ridurre il numero di impianti in Europa?

«Sì. Altri lo hanno fatto, noi abbiamo difeso quel che avevamo, anche perché abbiamo capito prima di altri che la sicurezza energetica ed economica diventa prevalente in un mondo in cui prevale il conflitto».

D’accordo con Macron che ha scritto a von der Leyen per agire sulla raffinazione?

«L’obiettivo è giusto, ovviamente. Il prontuario tecnico non del tutto adeguato. Comunque lo stiamo analizzando con gli altri ministeri competenti».

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