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Matteo Renzi: serve la quattordicesima per insegnanti, agenti e infermieri

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Per queste categorie il carovita non è solo una questione economica: svilisce la loro stessa funzione sociale. L’estratto del nuovo libro dell’ex premier, in uscita martedì 29 settembre
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Dieci anni fa non avevamo il problema dell’inflazione, anzi: eravamo in deflazione. Che è comunque un bel problema, intendiamoci, ma impatta meno sul carrello della spesa o sulla vita di tutti i giorni.

Oggi servirebbe un provvedimento organico che potremmo definire decreto Ceto Medio. Dopo tanti decreti sicurezza pieni di fuffa, dovremmo fare un decreto ceto medio pieno di sostanza. Nessuno contesta più gli 80 euro, ma è un dato di fatto che in tempi di inflazione 80 euro non bastano più, e se Dio vuole nessuno ha rimesso in discussione l’abolizione dell’Imu sulla prima casa. Che poi diciamolo: l’Ici-Imu era la vera patrimoniale di questo Paese. E noi non solo non vogliamo mettere nuove tasse, ma abbiamo tolto l’unica patrimoniale che c’era. L’abbiamo tolta noi, non altri. Servono tuttavia altre misure, sia per partite Iva che per i dipendenti. E serve dedicare a questo pacchetto per il Ceto Medio almeno il 2 per cento del Pil per tutta la prossima legislatura.

Dieci anni fa non avevamo il problema dell’inflazione, anzi: eravamo in deflazione. Che è comunque un bel problema, intendiamoci, ma impatta meno sul carrello della spesa o sulla vita di tutti i giorni.

Oggi servirebbe un provvedimento organico che potremmo definire decreto Ceto Medio. Dopo tanti decreti sicurezza pieni di fuffa, dovremmo fare un decreto ceto medio pieno di sostanza. Nessuno contesta più gli 80 euro, ma è un dato di fatto che in tempi di inflazione 80 euro non bastano più, e se Dio vuole nessuno ha rimesso in discussione l’abolizione dell’Imu sulla prima casa. Che poi diciamolo: l’Ici-Imu era la vera patrimoniale di questo Paese. E noi non solo non vogliamo mettere nuove tasse, ma abbiamo tolto l’unica patrimoniale che c’era. L’abbiamo tolta noi, non altri. Servono tuttavia altre misure, sia per partite Iva che per i dipendenti. E serve dedicare a questo pacchetto per il Ceto Medio almeno il 2 per cento del Pil per tutta la prossima legislatura.

Sui dipendenti pubblici occorre un atto di coraggio. Un insegnante e un infermiere sono chiamati eroi tutti i giorni e poi dimenticati quando si spegne l’eco dell’ultima polemica sulla sicurezza in classe o svanisce il ricordo della crisi pandemica. E la stessa sorte tocca a chi difende l’ordine pubblico, a cominciare da carabinieri e poliziotti: se c’è un caso di cronaca che attira l’attenzione dell’opinione pubblica, tutti difendono le divise salvo dimenticarsi di ogni impegno quando arriva la legge di Bilancio.

Per queste categorie di persone l’inflazione e l’aumento del costo della vita non producono solo un danno materiale ed economico, pur innegabile. C’è di più. È come se la mancata valorizzazione andasse oltre la mera questione dei denari: si registra uno svilimento della stessa funzione sociale. Quasi un inaccettabile decadimento di autorevolezza per chi fa quel mestiere.

Si dirà: un professore è un professore, sempre. Anche se prende poco. Ed è vero. (...) Però dobbiamo constatare che oggi, per mille motivi anche educativi prima ancora che economici, abbiamo smarrito la centralità dell’educatore. Intorno al docente non c’è più quell’aura di valore sociale che caratterizzava chi insegnava fino a trenta/quaranta/cinquant’anni fa. (...) Recuperarne la centralità passa da una svolta etica e educativa, certo: restituire prestigio sociale a chi insegna. E passa dal cambiare l’approccio dei genitori: la generazione che ci ha preceduto dava sempre ragione ai prof, la nostra generazione dà sempre ragione ai figli. È un atteggiamento fuorviante e sbagliato.

Ma un pezzo di questo recupero di dignità passa anche dal riconoscimento economico. Che non è il punto più importante del mio ragionamento ma non può essere nemmeno tralasciato sullo sfondo. Una coppia che nella vita insegna oggi arriva alla fine del mese solo se sta attenta, molto attenta, su tutto. Mezzo secolo fa gli insegnanti erano considerati alta borghesia. Nasce da qui una piccola proposta che sta nel pacchetto del 2 per cento del Pil per il decreto Ceto Medio.

Insegnanti, infermieri e forze dell’ordine debbono ricevere – fin dal 2028 – la quattordicesima. Si dirà: eh, ma perché loro sì e gli impiegati dei ministeri no? Anche gli impiegati dei ministeri guadagnano poco. Capisco la critica. Ma la risposta è semplice: la coperta è corta e vanno fatte delle scelte. Le istituzioni italiane devono dire con chiarezza che sulla cura, sulla scuola, sulla sicurezza dobbiamo riconoscere che si può e si deve fare di più. E questo comporta che i professionisti della cura, della scuola, della sicurezza devono vedersi riconosciuto un aumento – secco – di oltre 100 euro. Scommetto, come feci dodici anni fa con gli 80 euro, che queste cifre sarebbero immediatamente rimesse in circolo. Perché quei soldi finirebbero in consumi subito. Ma anche ove ciò non si verificasse sarebbe un fatto di giustizia sociale e di dignità istituzionale.

E qui arriviamo finalmente al grande tema delle coperture. Oggi la revisione della spesa di due punti di Pil sul bilancio dello Stato è possibile non solo perché l’aumento della spesa in questi anni è stato molto significativo (il bilancio dello Stato sfiora i mille miliardi, ahimè) ma anche perché abbiamo degli strumenti operativi radicalmente diversi rispetto a dieci anni fa. (…) Il vero commissario della revisione della spesa è l’intelligenza artificiale.

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