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Una nuova fase per EdiliziAcrobatica

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La società di ristrutturazioni in fune razionalizza la struttura e taglia i costi dopo le perdite del 2025. A pesare soprattutto la fine dei maxi incentivi
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Le aziende del settore delle ristrutturazioni pagano dazio dopo lo stop del governo Meloni ai super bonus e alle maxi agevolazioni degli anni passati. Tra queste, c’è EdiliziAcrobatica, che ha chiamato a raccolta gli azionisti a Genova, sia pure in forma telematica, per il 28 e il 29 settembre in prima e in seconda convocazione. I soci del gruppo, che ha introdotto in Italia le ristrutturazioni in doppia fune, dovranno approvare risultati di bilancio del 2025 che testimoniano una fase complicata. La perdita netta consolidata è cresciuta a 17,1 milioni dai 2,8 milioni di “rosso” del 2024, a fronte di ricavi in crescita da 154,5 a 168,2 milioni e di un margine operativo lordo (ebitda) in aumento da 10,9 a 11,7 milioni. A pesare sono state soprattutto le svalutazioni e gli accantonamenti, cresciuti da 1,6 a 12,8 milioni spingendo in area negativa il risultato operativo (-9,1 milioni) e quindi l’ultima riga di conto economico. E qui entrano in gioco i bonus, perché la società, fondata nel…

Le aziende del settore delle ristrutturazioni pagano dazio dopo lo stop del governo Meloni ai super bonus e alle maxi agevolazioni degli anni passati. Tra queste, c’è EdiliziAcrobatica, che ha chiamato a raccolta gli azionisti a Genova, sia pure in forma telematica, per il 28 e il 29 settembre in prima e in seconda convocazione. I soci del gruppo, che ha introdotto in Italia le ristrutturazioni in doppia fune, dovranno approvare risultati di bilancio del 2025 che testimoniano una fase complicata. La perdita netta consolidata è cresciuta a 17,1 milioni dai 2,8 milioni di “rosso” del 2024, a fronte di ricavi in crescita da 154,5 a 168,2 milioni e di un margine operativo lordo (ebitda) in aumento da 10,9 a 11,7 milioni. A pesare sono state soprattutto le svalutazioni e gli accantonamenti, cresciuti da 1,6 a 12,8 milioni spingendo in area negativa il risultato operativo (-9,1 milioni) e quindi l’ultima riga di conto economico. E qui entrano in gioco i bonus, perché la società, fondata nel 1994 grazie a un’intuizione di Riccardo Iovino (scomparso nel 2023 a 58 anni), spiega che l’aumento delle rettifiche segue «un’approfondita analisi sui crediti, resasi necessaria anche per via dei profondi mutamenti del mercato edile e volta a riallineare il valore contabile alle aggiornate previsioni di incasso nel mutato contesto post incentivi».

Il peso dello stop alle maxi agevolazioni

Tanto per avere un termine di paragone con gli anni delle maxi agevolazioni fiscali: nel 2021, su un valore della produzione di 87,68 milioni, erano stati realizzati utili consolidati per 11,1 milioni; nel 2022, la società aveva guadagnato 15,13 milioni su un fatturato di 134,46 milioni. I titoli di EdiliziAcrobatica, dal 2018 quotati all’Egm di Piazza Affari (e dal 2019 sbarcati sul corrispondente segmento di Parigi), hanno rispecchiato le difficoltà: nell’ultimo anno hanno perso oltre il 65% scendendo sotto quota 2 euro.

In una lunga lettera agli azionisti, Anna Marras, ad di EdiliziAcrobatica e socia di controllo al 72,6% con Arim Holding Sarl, spiega: «Le difficoltà sono il risultato di fattori esterni e interni. Da un lato, la fine degli straordinari incentivi che avevano sostenuto il mercato dell’edilizia, l’evoluzione del quadro normativo e il mutamento delle esigenze dei clienti hanno profondamente cambiato il settore. Dall’altro, siamo consapevoli che alcune scelte compiute nella fase di forte espansione hanno richiesto di essere riviste già nel secondo semestre del 2025, quando abbiamo iniziato a intervenire sulla struttura e sull’organizzazione del gruppo per adeguarle a uno scenario profondamente diverso».

La mossa dei revisori dei conti

Sulla base della perdita realizzata e di una «situazione di tensione finanziaria», i revisori dei conti di Deloitte hanno firmato il bilancio del 2025 segnalando però una «incertezza significativa relativa alla continuità aziendale». Per superare l’attuale fase, la società con sede operativa a Genova è corsa ai ripari. Come fa sapere Marras, «abbiamo reagito con tempestività, mettendo in campo azioni correttive già operative: la chiusura di alcune business unit e di alcuni “point” non più coerenti con gli obiettivi di redditività, la razionalizzazione della struttura, il contenimento dei costi, una più rigorosa allocazione delle risorse e una maggiore focalizzazione sulle attività capaci di generare valore».

Ecco che così, questa settimana, gli azionisti in assemblea dovranno approvare i conti, compreso il bilancio di esercizio, che ha evidenziato una perdita di 15 milioni (dal dato positivo di 1,3 milioni del 2024). Nella relazione preparata per l’adunanza dei soci, il presidente del cda, Riccardo Banfo, propone di portare la perdita a nuovo. Una decisione che appare piuttosto scontata, considerata la maggioranza in mano all’ad Marras.

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