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Banche, italiani fedeli ma non a una sola. E le fintech battono le tradizionali

(ansa)
L’indagine di Altroconsumo rileva come il 70% dei correntisti sia cliente dello stesso istituto da oltre dieci anni. Ma la metà apre un conto con un’altra banca per accedere a specifici prodotti finanziari
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Fedelissimi: quando si tratta della banca, gli italiani tendono a rimanere clienti a lungo. La maggior parte anche oltre un decennio. Altroconsumo ha svolto un’indagine per capire com’è il nostro rapporto con le banche: intervistando quasi 30mila correntisti sono emerse due tendenze contrastanti, almeno in apparenza.

La prima e l’ultima sarai per me

Da una parte, come accennato, c’è l’alta fedeltà: il 72% del campione è cliente dello stesso istituto da oltre dieci anni e uno su due (il 49%) addirittura da vent’anni. Ma la lealtà - almeno in questo campo - non è necessariamente una virtù perché in questo modo ci si preclude la possibilità di risparmiare. Un po’ come avviene con luce, gas e telefonia, chi si guarda intorno riesce spesso a strappare condizioni migliori come commissioni più basse o servizi più moderni. Cambiare vuol dire anche comunicare un altro Iban ai datori di lavoro e agli operatori di energia, e questo per molti è già un buon motivo per rimanere immobili. Siamo un po’ pigri, certo, ma non è solo colpa nostra: la concorrenza nel settore infatti sta diminuendo, come dimostrano le tante operazioni di fusione che occupano i titoli delle notizie di economia da oltre un anno a questa parte.

…ma non l’unica

Piuttosto che “traslocare” tutto da una parte all’altra, i correntisti del nostro Paese optano per una scelta diversa: aprire un conto con una seconda banca. Lo fa la metà degli intervistati e il motivo più frequente è la possibilità di sottoscrivere uno specifico prodotto finanziario. Ad esempio c’è chi apre un secondo conto con la banca che concede un mutuo o un prestito a condizioni migliori, o un wallet per fare investimenti: queste sono le motivazioni addotte dal 30% del campione. Una soluzione molto popolare, quindi, è quella di mantenere la prima banca per la gestione ordinaria e aprire un secondo conto per specifiche esigenze.

Le più apprezzate Non sorprende, allora, trovare molte banche online nella classifica di preferenza: magari senza sposarle per tutti i servizi, ma i correntisti hanno ormai imparato a conoscerle e dare valore ai servizi che offrono. I parametri considerati sono trasparenza, costi e commissioni, servizio clienti, varietà di prodotti e servizi disponibili, tempo necessario per eseguire disposizioni, home banking da sito e home banking da app.

Il primato se lo aggiudica Fineco con un punteggio complessivo di 89, seguita a brevissima distanza da Banca popolare etica e Revolut (88) e Illimity Banca Ifis (87). Per trasparenza il voto migliore è quello assegnato a Banca popolare etica, mentre le voci “costi e commissioni” e “home banking da app” premiano Revolut, Fineco primeggia in “servizio clienti”, “varietà di prodotti e servizi”, “home banking da sito” e - insieme a Revolut - “tempo necessario per eseguire disposizioni”.

Dopo questo quartetto, la classifica di Altroconsumo vede Banca Sella al quinto posto (85), seguita a distanza da Credem (71). I giganti si collocano su un punteggio sufficiente, ma non brillante: Banco Bpm e Monte dei Paschi a 69, Intesa Sanpaolo, Unicredit e BancoPosta a 66, mentre Bper ottiene giudizi meno lusinghieri con 57 e, alla voce “costi e commissioni”, appena 43.

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