Balneari, il bando per le gare: concessioni fino a 20 anni, canone variabile e indennizzi
di Giuseppe ColomboROMA - È il documento che mette nero su bianco la sconfessione di una linea portata avanti per anni. Quella contro la direttiva Bolkestein, che prevede l’assegnazione delle concessioni balneari tramite gare pubbliche. Ecco l’inversione a U della destra: un testo di 33 pagine, che Repubblica ha potuto visionare, per indicare agli “enti concedenti” (Comuni, province e Regioni) i criteri del “bando-tipo”. A iniziare dalla durata della concessione (da un minimo di cinque anni a un massimo di venti) e dagli indennizzi a chi lascerà la gestione dello stabilimento a un altro operatore.
Le gare
La bozza del documento messo a punto dal ministero delle Infrastrutture, titolare della gestione del demanio marittimo, contiene le “indicazioni operative” per la scrittura dei bandi.
Le concessioni dovranno essere riassegnate tramite gare pubbliche entro il 30 settembre 2027. Almeno sei mesi prima, comunque non oltre il 30 giugno, i Comuni dovranno mettere a punto i bandi per l’affidamento degli sta…
ROMA - È il documento che mette nero su bianco la sconfessione di una linea portata avanti per anni. Quella contro la direttiva Bolkestein, che prevede l’assegnazione delle concessioni balneari tramite gare pubbliche. Ecco l’inversione a U della destra: un testo di 33 pagine, che Repubblica ha potuto visionare, per indicare agli “enti concedenti” (Comuni, province e Regioni) i criteri del “bando-tipo”. A iniziare dalla durata della concessione (da un minimo di cinque anni a un massimo di venti) e dagli indennizzi a chi lascerà la gestione dello stabilimento a un altro operatore.
Le gare
La bozza del documento messo a punto dal ministero delle Infrastrutture, titolare della gestione del demanio marittimo, contiene le “indicazioni operative” per la scrittura dei bandi.
Le concessioni dovranno essere riassegnate tramite gare pubbliche entro il 30 settembre 2027. Almeno sei mesi prima, comunque non oltre il 30 giugno, i Comuni dovranno mettere a punto i bandi per l’affidamento degli stabilimenti.
Ecco la formula con cui i sindaci annunceranno l’indizione delle gare:
“È indetta una procedura competitiva ad evidenza pubblica, aperta a tutti gli operatori economici, per il rilascio della concessione demaniale marittima con finalità turistico-ricreativa, avente ad oggetto le aree sottoelencate ed identificate dal presente avviso, da aggiudicarsi secondo l'offerta/proposta più vantaggiosa per l'interesse generale nel rispetto di quanto previsto dalla vigente normativa in materia demaniale marittima, dalle prescrizioni urbanistico edilizie dettate dal piano di utilizzazione degli arenili [...]”.
Le nuove concessioni
Il bando dovrà indicare l’oggetto e le finalità della concessione. Potrà riguardare, tra i diversi impieghi, gli stabilimenti balneari, gli “esercizi di ristorazione”, la spiaggia libera attrezzata, le aree demaniali per lo svolgimento di attività sportive e i punti di ormeggio.
I requisiti
Chi parteciperà alla gara dovrà dimostrare di avere “un’adeguata solidità e solvibilità” attestata da almeno una banca. In caso di investimenti “rilevanti” dovrà anche avere “adeguate garanzie” rilasciate da un istituto bancario o da un altro intermediario finanziario. In alternativa potrà appoggiarsi sull’ultimo bilancio presentato.
Lo stesso concorrente dovrà dimostrare di aver esercitato “negli ultimi XX anni, e per un periodo non inferiore a XX stagioni complessive anche non continuative, attività turistico-ricreativa comparabile a quella oggetto della concessione”.
Tra i servizi e le caratteristiche minime obbligatorie in capo agli stabilimenti c’è la presenza di un bagno e di una doccia per i disabili, oltre a “percorsi pedonali complanari verso tutti i servizi”. C’è anche l’obbligo di passerelle, con una larghezza minima di almeno 1,20 metri, per permettere l'accesso diretto alla battigia in carrozzina.
La durata delle concessioni
"Il bando - si legge nel documento - dovrà individuare la durata della concessione, entro il limite minimo di cinque anni e massimo di venti anni”.
La partecipazione e l’assegnazione
Gli operatori potranno partecipare alla gara “in forma singola o associata”. A tutela della “massima partecipazione” e della “concorrenza” sono previsti limiti di partecipazione/aggiudicazione. L’ultima bozza del documento del Mit, datata 29 settembre, non ha ancora quantificato i paletti (le voci sono contrassegnate con una doppia XX), ma il principio è stato già fissato. Ecco come:
"Per la partecipazione, un operatore economico, per ciascuna tipologia di bene demaniale in concessione (tipologie concessorie e servizi minimi), può presentare la propria migliore offerta per un numero massimo di lotti come di seguito stabilito:
- stabilimenti balneari: è consentita la partecipazione ad un massimo di n. XX (____) lotti”.
La stessa dicitura riguarda le altre tipologie (ristoranti, spiaggia libera attrezzata, aree adibite a uso sportivo e punti di ormeggio).
Non saranno ammesse le offerte presentate dai concorrenti che già partecipano ad un numero di lotti pari a quello massimo previsto per ciascuna tipologia concessoria, sia in forma singola, che in forma associata, qualora prevista dall’ente concedente, nella qualità di: “mandatari e/o mandanti di un raggruppamento che partecipi ad altri lotti sotto qualsiasi altra forma; consorziati al consorzio ordinario di concorrenti, che partecipi ad altri lotti sotto qualsiasi altra forma; imprese controllanti, controllate e/o collegate ritenute tali ai sensi delle vigenti disposizioni in materia”.
Per quanto riguarda l’assegnazione, il Comune potrà fissare un numero massimo di lotti e/o di concessioni che possono essere affidati allo stesso soggetto per ciascuna tipologia di beni demaniali.
Il criterio di aggiudicazione della concessione è unicamente quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo, "anche in considerazione di eventuali criteri premiali previsti ad hoc da ciascun bando, ad esempio in favore delle pmi o delle imprese che applicano clausole sociali volte a garantire la stabilità occupazionale”.
Gli indennizzi
Il bando di gara dovrà includere anche l’importo degli indennizzi per chi lascerà lo stabilimento a un altro gestore. L’indennizzo sarà a carico del concessionario subentrante. Sarà calcolato sulla base di una perizia relativa al valore degli investimenti effettuati e non ancora ammortizzati al termine della concessione. Sarà il Comune a nominare il tecnico che metterà a punto la perizia.
In ogni caso al concessionario uscente dovrà essere garantita “un'equa remunerazione sugli investimenti effettuati negli ultimi cinque anni”.
Nel conteggio della perizia sono inclusi gli investimenti effettuati in conseguenza di eventi calamitosi, come le mareggiate, o di sopravvenuti obblighi di legge, e “al netto di ogni misura di aiuto o sovvenzione pubblica eventualmente percepita e non rimborsata”.
L’indennizzo dovrà essere corrisposto al concessionario uscente in due tranche. Un anticipo, non inferiore al 20% del totale, all’atto dell’aggiudicazione della concessione demaniale e il resto “non oltre sei mesi” dalla stessa aggiudicazione.
Se il concessionario uscente non richiederà la perizia, allora l’indennizzo sarà “pari a zero”.
Il canone
Il bando dovrà riportare anche le modalità per definire il canone dovuto dal concessionario allo Stato. Potrà indicare “una sua quantificazione di massima”. Il valore del canone terrà conto della superficie (scoperta e coperta), ma anche della “valenza turistica assegnata” e delle tasse regionali sulle concessioni.
Il canone previsto nel bando è da intendersi come provvisorio, "salvo conguaglio per gli adeguamenti previsti dalla normativa vigente”, compreso gli adeguamenti dell’Istat, “nonché i termini e le modalità di corresponsione dello stesso”. Lo stesso canone potrà variare se il nuovo concessionario installerà nuove opere, ma anche per eventuali nuove norme.
La prima quota annuale del canone dovrà essere versata all’Erario prima della sottoscrizione della concessione.
La clausola
Il bando può prevedere una clausola in capo ai nuovi concessionari, prevedendo per quest’ultimi l’obbligo di “compartecipare” alle spese dello Stato per la gestione del demanio marittimo.
In questo modo si punta a fare in modo che l’esercizio della concessione non si traduca in un vantaggio esclusivo per il concessionario, ma produca ricadute positive sul territorio circostante, in particolare sulle spiagge libere limitrofe.
Gli impegni previsti dalla clausola possono andare dalla pulizia delle spiagge adiacenti allo stabilimento oggetto di concessione all’estensione del servizio di salvataggio in mare alle stesse spiagge. Tra gli altri impegni c’è anche il posizionamento e la manutenzione dei cosiddetti gavitelli (i galleggianti che delimitano in acqua l’aria di sicurezza riservata ai bagnanti) e i corridoi di accesso per i disabili.