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Lovaglio: “L’assemblea Mps non è un referendum tra la nostra proposta e quella di Intesa”

Secondo l’ad di Rocca Salimbeni, intervistato da Bloomberg, votare a favore delle Ops su Banco Bpm e Banca Generali significa mantenere aperte le opzioni ed esercitare una pressione competitiva sul prezzo dell’Opas. La vera decisione sarà a novembre o dicembre
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Il voto dell'assemblea straordinaria di Mps di fine ottobre a favore delle due Ops su Banco Bpm e Banca Generali “non è un referendum tra la proposta di Siena e l'Opas di Intesa Sanpaolo, afferma l'ad di Rocca Salimbeni”. Un’eventuale voto positivo, infatti, “offre la possibilità ai nostri soci di avere un'alternativa all'Opas e ci consente di esercitare una pressione competitiva sui prezzi e di perseguire quello che riteniamo essere il nostro obiettivo di generare il maggior valore per i nostri azionistì”.

In pratica la vera decisione per gli azionisti di Mps arriverà più tardi, a novembre o a dicembre, quando dovrenno decidere se consegnare le proprie azioni all’Opas di Intesa oppure tenerle per puntare sull’integrazione con Banco Bpm e Banca Generali. Senza un’alternativa, infatti, è il ragionamento di Lovaglio, Intesa avrebbe la strada spianata e potrebbe anche non fare alcun rilancio.

Il voto dell'assemblea straordinaria di Mps di fine ottobre a favore delle due Ops su Banco Bpm e Banca Generali “non è un referendum tra la proposta di Siena e l'Opas di Intesa Sanpaolo, afferma l'ad di Rocca Salimbeni”. Un’eventuale voto positivo, infatti, “offre la possibilità ai nostri soci di avere un'alternativa all'Opas e ci consente di esercitare una pressione competitiva sui prezzi e di perseguire quello che riteniamo essere il nostro obiettivo di generare il maggior valore per i nostri azionistì”.

In pratica la vera decisione per gli azionisti di Mps arriverà più tardi, a novembre o a dicembre, quando dovrenno decidere se consegnare le proprie azioni all’Opas di Intesa oppure tenerle per puntare sull’integrazione con Banco Bpm e Banca Generali. Senza un’alternativa, infatti, è il ragionamento di Lovaglio, Intesa avrebbe la strada spianata e potrebbe anche non fare alcun rilancio.

Queste le parole di Lovaglio a Londra intervistato da Bloomberg tv. Riguardo alla posizione del governo, azionista con il 4,8% del capitale, Lovaglio ricorda che l'esecutivo ha affermato che avrà una posizione neutrale e aggiunge:"In ogni caso significa che mantenere la possibilità di esercitare una pressione competitiva sul prezzo e di aumentare il valore della partecipazione è qualcosa che è coerente con l'affermazione: l'importante che non vogliano interferire con il mercato”. Quindi, per il ragionamento di cui sopra, secondo Lovaglio il governo potrebbe anche partecipare all’assemblea e votare a favore, proprio per tenere aperte le alternative e lasciar poi fare le scelte al mercato.

Lovaglio ha risposto anche sulle possibili valutazioni dei soci Delfin e Caltagirone: “Credo che possano riconoscere il valore delle due Ops, dobbiamo vedere come evolve la situazione”.

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