Ecobonus al 65%, Mef apre all’ipotesi. Leo: “Dobbiamo lavorare sull’efficientamento energetico”
MILANO – La parola d’ordine è efficientamento. Nel pacchetto di 14 miliardi di euro per l’energia, concesso a Roma da Bruxelles con la clausola di salvaguardia nazionale, potrebbe trovare spazio il ritorno all’ecobonus al 65% per le abitazioni principali. A confermare l’ipotesi, anticipata da Repubblica, è stato il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo.
“In corso la trattativa con l’Europa”
“Dobbiamo lavorare sugli incentivi per l’efficientamento energetico perché lì possiamo tirare più su l'asticella e non abbiamo problemi sui conti” per la clausola di flessibilità europea, ha affermato Leo in un incontro con la giunta esecutiva di Confartigianato parlando della possibilità di innalzare dal 50 al 65% della detrazione per le spese di riqualificazione energetica.
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MILANO – La parola d’ordine è efficientamento. Nel pacchetto di 14 miliardi di euro per l’energia, concesso a Roma da Bruxelles con la clausola di salvaguardia nazionale, potrebbe trovare spazio il ritorno all’ecobonus al 65% per le abitazioni principali. A confermare l’ipotesi, anticipata da Repubblica, è stato il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo.
“In corso la trattativa con l’Europa”
“Dobbiamo lavorare sugli incentivi per l’efficientamento energetico perché lì possiamo tirare più su l'asticella e non abbiamo problemi sui conti” per la clausola di flessibilità europea, ha affermato Leo in un incontro con la giunta esecutiva di Confartigianato parlando della possibilità di innalzare dal 50 al 65% della detrazione per le spese di riqualificazione energetica.
Il pacchetto si completa con gli incentivi per sostituire le vecchie caldaie a gas con le pompe di calore, voci già blindate. È bene ricordare che questi 14 miliardi addizionali sono una “deroga” temporanea alle regole europee e per l’Italia, che non è scesa sotto la soglia del 3% di deficit, si tratterà di extra debito.
“Abbiamo l'ok su questa possibilità di tolleranza di 14 miliardi, 7 più 7” per il 2027 e 2028, “però dobbiamo individuare le misure, come bisogna muoversi”, spiega Leo, dicendo che è in corso la trattativa con l'Europa.
“Ancora scottati dal superbonus”
Il vicemistro invita a distinguere tra patrimonio pubblico e privato. Per quanto riguarda al privato, “proviamo a tirare più sull'asticella rispetto al 50%” per esempio per cappotto termico o pannelli solari, anticipa. Nel pubblico, “si può pensare a efficientamenti su strutture strutture sanitarie e strutture scolastiche. Non possiamo mettere percentuali prestabilite, dovremo evitare di ripetere quelle situazioni patologiche che si sono generate in passato con il superbonus”.
“Siamo rimasti un po’ scottati dal meccanismo del credito di imposta. Il peso che abbiamo del superbonus” per il prossimo anno “sono 23 miliardi, quante cose potevamo fare!”, sottolinea.
E ancora: “Non si può dire disinteressiamoci alla tenuta dei conti pubblici e sforiamo, anche per iniziative lodevoli, non per sperperare i soldi", invece per Leo "dobbiamo veramente essere prudenti perché nel momento in cui facciamo misure un pò più disinvolte rischiamo un tracollo per lo Stato, ricordate cose è successo in Grecia tanti anni fa". Leo sottolinea che altri Paesi che hanno fatto ampi sforamenti, "non hanno un debito pubblico come l'Italia" e "bisogna vedere le ricadute che hanno”.