Se c’è una cosa che sta schivando droni, guerre, paure di bolle che scoppiano (se non peggio) a causa dell’Intelligenza artificiale, questa è la ricchezza finanziaria. I soldi investiti, da chi se lo può permettere o ha avuto la lungimiranza di farlo – ma questo è facile dirlo, col senno del poi – crescono sempre più di valore, in barba a chi fa i conti con redditi che non tengono il passo dell’inflazione come lamentiamo da anni.
A certificare il trend è arrivato da ultimo il Global Wealth Report 2026 di Allianz dedicato, appunto, ai patrimoni finanziari. Il documento parla di mercati “con il pilota automatico” e di una massa di ricchezza finanziaria globale capace di aumentare dell’8,6%, nel 2025, al livello record di 268.400 miliardi di euro. In questa crescita, è stato proprio il rialzo dei mercati a generare 4 euro su 5 della nuova ricchezza.
Se c’è una cosa che sta schivando droni, guerre, paure di bolle che scoppiano (se non peggio) a causa dell’Intelligenza artificiale, questa è la ricchezza finanziaria. I soldi investiti, da chi se lo può permettere o ha avuto la lungimiranza di farlo – ma questo è facile dirlo, col senno del poi – crescono sempre più di valore, in barba a chi fa i conti con redditi che non tengono il passo dell’inflazione come lamentiamo da anni.
A certificare il trend è arrivato da ultimo il Global Wealth Report 2026 di Allianz dedicato, appunto, ai patrimoni finanziari. Il documento parla di mercati “con il pilota automatico” e di una massa di ricchezza finanziaria globale capace di aumentare dell’8,6%, nel 2025, al livello record di 268.400 miliardi di euro. In questa crescita, è stato proprio il rialzo dei mercati a generare 4 euro su 5 della nuova ricchezza.
Allianz parla di un record che impressiona meno se si tiene conto dell’inflazione. Al livello nominale (senza considerare l’impatto dei prezzi) gli asset finanziari hanno incrementato il loro valore del 50% dal 2019, ma se si passa alla crescita reale (quella che sconta l’inflazione) la crescita è “solo” del 23%.
Il potere d’acquisto si limita a un guadagno del 5% rispetto ai livelli del 2021 (l’anno successivo era stato di contrazione per le ricchezze globali). Risultato comunque invidiabile per chi guarda il mondo solo dalla parte dei redditi. "La situazione è peggiore nell’Europa occidentale, dove gli asset finanziari in termini reali sono aumentati dello 0,5% rispetto al 2019, contro il 21% in Nord America e il 70% in Cina”, dice il report.
La ricchezza finanziaria resta un elemento che divide: il 10% più ricco possiede ancora l’85,4% del patrimonio finanziario netto globale. La metà più povera della popolazione mondiale presa in esame dal presente rapporto, quasi 3 miliardi di persone, non detiene collettivamente praticamente alcun patrimonio finanziario netto. Dentro i singoli Paesi il quadro è leggermente più equilibrato: la quota detenuta dal decile più ricco era in media del 60,9% nel 2025, contro il 60,4% del 2005, e il rapporto tra media e mediana è variato di poco da 3,11 a 3,12.
Italiana 13esima per ricchezze
E gli italiani? Il patrimonio delle famiglie dei concittadini è aumentato del 7,4% nel 2025, raggiungendo 6.500 miliardi di euro e accelerando rispetto alla crescita del 4,8% registrata nel 2024 dice Allianz. Con un patrimonio finanziario netto pro capite pari a 91.730 euro, nel 2025 l’Italia si è classificata al 13° posto tra i Paesi analizzati, invariata rispetto al 2024.
Una crescita che supera nettamente quella dell’Europa occidentale, il 4,5 per cento. Una spinta è arrivata dai titoli finanziari, cresciuti del 12,% con una quota salita al 54% dei portafogli italiani. I nuovi risparmi sono aumentati del 39,3%, 67,4 miliardi di euro.
Al netto dell’inflazione, nel 2025 il patrimonio finanziario italiano è cresciuto del 5,7% e dal 2019 ha registrato un incremento cumulato del 14,3%, ben superiore alla media dell’Europa occidentale dello 0,5%.
Dal lato delle passività, sono aumentate del 2,2%, raggiungendo 1.100 miliardi di euro, a un ritmo molto più contenuto rispetto al patrimonio finanziario. Di conseguenza, il patrimonio finanziario netto è cresciuto dell’8,5%, attestandosi a 5.400 miliardi di euro, mentre il rapporto tra passività e attività è sceso dal 17,2% al 16,4%.