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Opa su Trevi, Webuild rilancia e sale al 26,8%

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Il gruppo guidato da Pietro Salini rileva le quote del socio Praude, compra sul mercato e sorpassa l’azionista storico Cdp Equity (21,3%) che è anche padrone del 16,4% del leader italiano delle costruzioni
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MILANO – Questa volta il nuovo prezzo offerto da Webuild per Trevi sembra essere giusto, o almeno la Borsa ci crede dato che il titolo ieri ha guadagnato proprio il 6,2% allineandosi al rilancio dell’Opa, che è salita da 4,5 a 5,165 euro per azione.

Diventa il primo socio e si avvicina al 50.1%

Anche perché il gruppo guidato da Pietro Salini, con un’offerta da 330 milioni cash, ha già convinto Praude, secondo azionista di Trevi con il 13,91%, a vendere, poi ha rastrellato un altro 7,9%. L’estate scorsa Webuild, dopo la prima offerta di Icop e prima di lanciare la propria Opa (29 luglio), aveva comprato sul mercato il 4,95% di Trevi e così ieri è salita al 26,85% del capitale dell’azienda romagnola. Ora è il primo azionista e ha superato Cdp Equity (21,3%), che dal 2014 ha investito nella società di Cesena.

Cdp che è azionista di Trevi e Webuild rischia di essere messa all’angolo

Con questo rilancio, e dopo aver abbassato venerdì scorso la soglia di efficacia dell’Opa al 50,1%, Salini…

MILANO – Questa volta il nuovo prezzo offerto da Webuild per Trevi sembra essere giusto, o almeno la Borsa ci crede dato che il titolo ieri ha guadagnato proprio il 6,2% allineandosi al rilancio dell’Opa, che è salita da 4,5 a 5,165 euro per azione.

Diventa il primo socio e si avvicina al 50.1%

Anche perché il gruppo guidato da Pietro Salini, con un’offerta da 330 milioni cash, ha già convinto Praude, secondo azionista di Trevi con il 13,91%, a vendere, poi ha rastrellato un altro 7,9%. L’estate scorsa Webuild, dopo la prima offerta di Icop e prima di lanciare la propria Opa (29 luglio), aveva comprato sul mercato il 4,95% di Trevi e così ieri è salita al 26,85% del capitale dell’azienda romagnola. Ora è il primo azionista e ha superato Cdp Equity (21,3%), che dal 2014 ha investito nella società di Cesena.

Cdp che è azionista di Trevi e Webuild rischia di essere messa all’angolo

Con questo rilancio, e dopo aver abbassato venerdì scorso la soglia di efficacia dell’Opa al 50,1%, Salini è infatti più vicino a conquistare la maggioranza di Trevi, traguardo che potrebbe raggiungere con o senza il placet di Cdp, che peraltro è il secondo azionista di Webuild (con il 16,46% del capitale e il 21,6 dei voti), dopo la famiglia Salini (38,7% del capitale 48,8 dei voti). Cdp Equity – che non si è ancora espressa in merito alle offerte su Trevi – rischia peraltro di essere messa in un angolo nella società di ingegneria del sottosuolo, dato che in un momento di mercati incerti è verosimile che gli investitori scelgano l’offerta in contanti. In attesa che il cda di Trevi si esprima sul rilancio – dopo aver bocciato per due volte l’offerta in azioni di Icop e una volta quella in contanti di Webuild – ieri il titolo ha chiuso a 5,18 euro per azione, solo 1,5 centesimi in più dei 5,165 offerti.

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