ROMA – L’allungamento della vita media è una conquista, ma va gestita al meglio perché non diventi invece una condanna. Le proposte dell’Inps, del governo e del sistema privato nella giornata organizzata a Roma dalle Generali. «Si tratta di accompagnare le persone lungo tutto l'arco della vita, integrando prevenzione, salute, assistenza e sicurezza economica», afferma Giancarlo Fancel, Country Manager e CEO di Generali Italia.
«Serve un mix tra sistema previdenziale pubblico e privato. – rileva il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon – Il sistema pensionistico deve permettere a chi vuole di rimanere al lavoro, ma anche agli altri di scegliere il proprio futuro». Ma mantenendo comunque entrate sufficienti a una vita dignito…
ROMA – L’allungamento della vita media è una conquista, ma va gestita al meglio perché non diventi invece una condanna. Le proposte dell’Inps, del governo e del sistema privato nella giornata organizzata a Roma dalle Generali. «Si tratta di accompagnare le persone lungo tutto l'arco della vita, integrando prevenzione, salute, assistenza e sicurezza economica», afferma Giancarlo Fancel, Country Manager e CEO di Generali Italia.
«Serve un mix tra sistema previdenziale pubblico e privato. – rileva il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon – Il sistema pensionistico deve permettere a chi vuole di rimanere al lavoro, ma anche agli altri di scegliere il proprio futuro». Ma mantenendo comunque entrate sufficienti a una vita dignitosa perché «se noi andiamo a vedere i bilancio dello Stato vediamo che la curva della spesa per le pensioni dal 2035 in poi ha una discesa, ma questo non significa meno pensionati, ma pensionati più poveri». Da qui la necessità di soluzioni innovative che permettano anche di andare in pensione un po’ prima ma con entrate adeguate.
Soluzioni che però vanno preparate per tempo, anzi dalla nascita. Il presidente dell’Inps Gabriele Fava rilancia la proposta del libretto offerto dallo Stato a ogni neonato, con una prima dotazione da 1.000 euro «che poi i nonni potranno magari integrare». Una sorta di «terza gamba» che si aggiunge alla previdenza pubblica e alla pensione integrativa, per permettere di vivere un po’ meglio l’ultima parte della vita.
Anche perché, come emerge dai dati diffusi da Generali, in Italia si vive fino a circa 84 anni , ma in buona salute solo fino a 58. Allo stesso tempo, il rapporto tra popolazione con più di 64 anni e persone in età lavorativa è destinato a salire dal 29,4% del 2005 al 63,7% nel 2050: tra meno di un quarto di secolo ci saranno due anziani ogni tre persone in età lavorativa.
Il peso della cura ricade già oggi in misura rilevante sulle famiglie: in Italia si contano 12,3 milioni di caregiver non retribuiti, di cui 4,4 milioni familiari conviventi, e la spesa sanitaria privata ha raggiunto circa 49 miliardi miliardi di euro, sostenuta per oltre l’85% direttamente dai cittadini . Un sistema squilibrato che pesa poi soprattutto sulle donne lavoratrici.