ROMA - La produzione italiana di Stellantis continua a crescere, ma rimane il bubbone Cassino, dove la produzione è crollata e si lavora per pochi giorni al mese. Nei primi nove mesi del 2026 sono state realizzate 340.745 unità, tra automobili e mezzi commerciali: il 28,3% in più rispetto alle 265.490 dello stesso periodo del 2025. I dati sono del report Fim-Cisl. Le sole autovetture raggiungono quota 206.945, con un aumento del 36,7%. I veicoli commerciali salgono invece a 133.800 unità, in crescita del 17,3%. Secondo il sindacato, a sostenere la ripresa sono soprattutto i nuovi modelli, tra cui la Jeep Compass prodotta a Melfi e la Fiat 500 ibrida di Mirafiori, insieme alla tenuta della Panda a Pomigliano. Per fare il punto “sulla situazione complessiva delle produzioni e sullo stato di avanzamento del piano industriale”, i sindacati incontreranno il responsabile delle Risorse Umane Giuseppe Manca a Roma il prossimo 15 ottobre, come ha reso noto il segretario generale della Fim Cisl…
ROMA - La produzione italiana di Stellantis continua a crescere, ma rimane il bubbone Cassino, dove la produzione è crollata e si lavora per pochi giorni al mese. Nei primi nove mesi del 2026 sono state realizzate 340.745 unità, tra automobili e mezzi commerciali: il 28,3% in più rispetto alle 265.490 dello stesso periodo del 2025. I dati sono del report Fim-Cisl. Le sole autovetture raggiungono quota 206.945, con un aumento del 36,7%. I veicoli commerciali salgono invece a 133.800 unità, in crescita del 17,3%. Secondo il sindacato, a sostenere la ripresa sono soprattutto i nuovi modelli, tra cui la Jeep Compass prodotta a Melfi e la Fiat 500 ibrida di Mirafiori, insieme alla tenuta della Panda a Pomigliano. Per fare il punto “sulla situazione complessiva delle produzioni e sullo stato di avanzamento del piano industriale”, i sindacati incontreranno il responsabile delle Risorse Umane Giuseppe Manca a Roma il prossimo 15 ottobre, come ha reso noto il segretario generale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano.
Nonostante l’inversione di tendenza, la Fim-Cisl stima per l’intero 2026 una produzione di circa 450 mila veicoli, con poco più di 250 mila automobili. Un risultato superiore a quello del 2025, ma ancora molto distante dai volumi precedenti alla crisi.
Mirafiori e Melfi accelerano
Mirafiori registra la crescita più consistente: 46.323 vetture, il 151,1% in più rispetto al 2025. L’avvio della 500 ibrida ha permesso l’inserimento di 600 lavoratori e la partenza del secondo turno. Nel terzo trimestre, però, la produzione ha rallentato per la mancanza di materiali e per il calo degli ordini. A ottobre sono state richieste due settimane di cassa integrazione. Per il sindacato, il sito torinese non può continuare a dipendere da un solo modello. A Melfi sono state prodotte 47.580 auto, con un incremento del 77,2%. Il risultato è legato soprattutto alla nuova Compass. I volumi restano comunque molto inferiori alle oltre 201 mila vetture realizzate nei primi nove mesi del 2019. Il sito continua, inoltre, a fare largo uso del contratto di solidarietà.
Pomigliano raggiunge 103.500 unità, di cui 92 mila Panda e 11.500 Alfa Romeo Tonale, con una crescita del 12,6%. Atessa si conferma il principale stabilimento Stellantis in Italia per volumi: i suoi 133.800 veicoli commerciali rappresentano il 39,3% della produzione nazionale. Da luglio è terminato il ricorso al contratto di solidarietà.
Il crollo di Cassino
Il dato più preoccupante riguarda Cassino. Lo stabilimento ha prodotto appena 8.897 vetture, in calo del 37,1% rispetto a un 2025 già negativo. L’attività si è ridotta a cinque o sei giornate al mese e la previsione annuale è di circa 12 mila unità. La Fim-Cisl definisce la situazione “non più sostenibile” per i circa 2.120 dipendenti e per l’indotto. Stellantis ha confermato fino al 2027 le attuali Alfa Romeo Giulia e Stelvio e l’arrivo della nuova Maserati Grecale, ma le decisioni sui futuri modelli sono state rinviate.
Secondo il segretario generale della Fim-Cisl Ferdinando Uliano, il piano Stellantis rappresenta un cambio di passo, “ma servono garanzie più solide per Cassino, Mirafiori e Termoli”. Il sindacato chiede inoltre al governo e all’Unione europea risorse per l’automotive, costi energetici più competitivi e ammortizzatori sociali accompagnati da formazione, escludendo licenziamenti durante la transizione industriale.