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Attacco hacker a Revolut, l’azienda: “Pagheremo il rinnovo dei documenti violati”

(reuters)

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La fintech britannica sostiene di non aver pagato alcun riscatto agli hacker e di aver fornito assistenza ai 680 clienti coinvolti
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ROMA – Revolut pagherà. La fintech britannica coprirà i costi sostenuti dai clienti che vogliono sostituire i propri documenti d'identità dopo l’attacco hacker svelato dal Financial Times a metà settembre. A dirlo è il Bèatrice Cossa-Dumurgier, amministratrice delegata dell’azienda per l'Europa occidentale in un'intervista a Bfm Tv, ripresa dall’agenzia Reuters. La manager ha riferito che la società non ha pagato riscatti agli hacker e che ha fornito assistenza ai 680 clienti coinvolti. "Se dovessero mai cambiare i propri documenti d'identità, ci faremo carico noi dei relativi costi", ha aggiunto, senza specificare se ciò sia già avvenuto o quanto potrebbe costare all'azienda, ma sottolineando che i sistemi di protezione non sono stati compromessi.

ROMA – Revolut pagherà. La fintech britannica coprirà i costi sostenuti dai clienti che vogliono sostituire i propri documenti d'identità dopo l’attacco hacker svelato dal Financial Times a metà settembre. A dirlo è il Bèatrice Cossa-Dumurgier, amministratrice delegata dell’azienda per l'Europa occidentale in un'intervista a Bfm Tv, ripresa dall’agenzia Reuters. La manager ha riferito che la società non ha pagato riscatti agli hacker e che ha fornito assistenza ai 680 clienti coinvolti. "Se dovessero mai cambiare i propri documenti d'identità, ci faremo carico noi dei relativi costi", ha aggiunto, senza specificare se ciò sia già avvenuto o quanto potrebbe costare all'azienda, ma sottolineando che i sistemi di protezione non sono stati compromessi.

Secondo il gruppo hacker IamNotAVillain sarebbero più di 85mila i file trafugati. IamNotAVillain aveva aperto un sito sul darkweb, dove era comparsa una cartella denominata “Italy files”: 150 gigabyte con documenti riservati, immagini, indirizzi e altri dati personali di dipendenti riconducibili a diversi uffici e sezioni ministeriali, ma anche dettagli di sicurezza su ambasciate all’estero che sarebbero finiti nelle mani dei pirati informatici.

Revolut aveva ricevuto una richiesta di dati personali dei clienti da una mail del Viminale (@pec.interno.it), che però in realtà era controllata da criminali informatici. La società aveva quindi fornito loro documenti d’identità, selfie di verifica, Iban, estratti conto e cronologie delle operazioni. A quanto risulta da fonti vicine agli inquirenti, i criminali si sono a tutti gli effetti impossessati della mail istituzionale, che appartiene alla Prefettura di Reggio Calabria. Non una semplice mail contraffatta. Tra le circa 680 vittime dell’attacco ci sono anche nomi noti, come il tennista Alexander Shevchenko o l’imprenditore dei bitcoin Mark Karpelès.

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