ROMA – Dopo un soggiorno in una casa trovata su Airbnb, in Australia, un turista avrebbe ricevuto una brutta sorpresa. Il proprietario dell’abitazione gli avrebbe chiesto un risarcimento di 1.700 dollari australiani (circa 1.057 euro) per un danno serio al bagno.
La procedura prevede che il proprietario documenti ad Airbnb il danno subito, ad esempio con una fotografia, un video o una fattura a certificare la riparazione. E Airbnb chiede subito conto del problema all’ospite dell’abitazione che lo avrebbe causato.
Piccolo dettaglio. Il proprietario avrebbe inviato ad Airbnb, come prova lampante del danno, una foto creata dall’intelligenza artificiale. Ritraeva il water della casa stracolmo di acqua, come se fosse stato otturato con della carta.
Il tappetino asciutto
Il turista si è sfogato con un post sul social Reddit, condividendo la foto del water e sottolineandone alcune anomalie. Mentre il pavimento del bagno sembrava bagnato, il tappetino sotto il water appariva asciutto. Anche la maniglia della porta di entrata era ad un’altezza innaturale.
A quel punto, gli utenti di Reddit hanno fatto una verifica elementare. Hanno chiesto a Gemini se avesse creato lui l’immagine. E Gemini ha confermato la presenza di SynthID, la filigrana digitale sviluppata da Google per identificare contenuti generati o modificati dalle sue IA.
Su queste basi, il turista si è energicamente difeso davanti ad Airbnb. Ma intanto, sempre su Reddit, il proprietario (o semplice gestore) dell’alloggio ha fornito una versione molto diversa.
Il check-out
L’ospite avrebbe effettivamente intasato il water e avrebbe anche lasciato la casa alle 12 invece che alle 10, con atteggiamenti arroganti. Addirittura sarebbe stato lui – il turista – a creare la foto falsa: questo, per guadagnarsi abilmente il sostegno degli utenti di Reddit e tanti articoli sui giornali australiani.
Su un punto, le due ricostruzioni convergono. Airbnb non avrebbe ancora riconosciuto il diritto del proprietario al risarcimento per il problema idraulico. Altro dettaglio importante. Dal primo agosto 2026, Airbnb ha ribadito, nelle condizioni contrattuali, che le prove del danno devono essere vere, accurate, diffidando da qualsiasi manipolazione fatta attraverso le IA.
La procedura di contestazione
Il proprietario di una casa ha diritto di inviare – in genere entro 14 giorni dal check-out dell’ospite – una richiesta di risarcimento danni al “Centro Soluzioni” di Airbnb che pretende prove “legittime e verificabili”. Oltre a foto, video, fatture, si aspetta una puntuale descrizione del guasto procurato anche per poterlo stimare.
A quel punto, Airbnb interpella l’ospite, che avrà 24 ore per rispondere. L’ospite può accettare di pagare, proporre una somma più bassa, rifiutare qualsiasi risarcimento.
In questo ultimo caso, Airbnb può attivare la sua Host Damage Protection. Sarà la piattaforma di affitti a risarcire il proprietario, se lo ritiene giusto. E sarà sempre la piattaforma a rivalersi sull’ospite, se pensa che la denuncia sia corretta, ben documentata e non viziata da manipolazioni.
Prima di addebitare una qualsiasi somma sul metodo di pagamento dell’ospite, Airbnb gli manda sempre una comunicazione preventiva permettendogli di contestare la decisione. L’ospite può presentare appello anche dopo l’addebito, entro 60 giorni dal pagamento forzato.