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Bff Bank, il faro dei piccoli soci sui crediti ceduti a Pollen Street

Per gli azionisti, che nei mesi scorsi avevano inviato già due lettere alla società, il portafoglio è stato venduto a un prezzo troppo basso, con un possibile danno di 90 milioni
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MILANO – I “piccoli” soci di Bff Bank ora mettono nel mirino il recente accordo per la cessione a Pollen Street di un pacchetto di crediti del valore di 127 milioni a bilancio. Già nei mesi scorsi gli azionisti di Bff Paolo Basilico, Giampaolo Cagnin, Marco Drago, Alessandro Del Bono e Philip Gregor (per Alken Capital) avevano inviato due missive al cda e al collegio sindacale, in un primo momento per domandare spiegazioni di una crisi almeno in parte inattesa, e successivamente per suggerire delle strade per rimettersi in carreggiata senza svendere attività né ricorrere ad aumenti di capitale.

Ora alcuni di questi soci hanno domandato un parere a un esperto universitario sull’accordo di cessione a Pollen. Dalla valutazione, non del tutto conclusa, è emerso …

MILANO – I “piccoli” soci di Bff Bank ora mettono nel mirino il recente accordo per la cessione a Pollen Street di un pacchetto di crediti del valore di 127 milioni a bilancio. Già nei mesi scorsi gli azionisti di Bff Paolo Basilico, Giampaolo Cagnin, Marco Drago, Alessandro Del Bono e Philip Gregor (per Alken Capital) avevano inviato due missive al cda e al collegio sindacale, in un primo momento per domandare spiegazioni di una crisi almeno in parte inattesa, e successivamente per suggerire delle strade per rimettersi in carreggiata senza svendere attività né ricorrere ad aumenti di capitale.

Ora alcuni di questi soci hanno domandato un parere a un esperto universitario sull’accordo di cessione a Pollen. Dalla valutazione, non del tutto conclusa, è emerso un potenziale danno da una novantina di milioni alla società e agli azionisti. La perizia evidenzia come il portafoglio ceduto sia composto, da una parte, da interessi di mora e spese di recupero verso la pubblica amministrazione spagnola a fronte di crediti già incassati da Bff. Dall’altra, da crediti assistiti da sentenze definitive favorevoli verso comuni in dissesto. Su queste posizioni, a partire dalla vicenda di Catania, la tendenza della Corte europea dei diritti dell’uomo è di condannare lo Stato a liquidare i debiti. Proprio per far fronte a queste possibili cause, nell’ultima Legge di bilancio è stato stanziato 1 miliardo.

La tesi è che questi crediti, nel tempo, possano essere recuperati pressoché integralmente. Invece Bff li ha ceduti registrando una perdita di 5 milioni (sulla parte italiana) sul valore di carico a bilancio, a sua volta inferiore rispetto a quello iniziale lordo. Da qui i circa 90 milioni che mancano all’appello. Se poi Bff, come preannunciato, dovesse cedere a Pollen ulteriori interessi di mora futuri verso debitori pubblici spagnoli, il potenziale danno complessivo potrebbe salire a oltre 270 milioni.

Di recente, l’ad Giuseppe Sica, dopo avere precisato che i crediti spagnoli sono stati ceduti a valori «leggermente superiori» a quelli di bilancio, ha sottolineato come l’operazione tra Spagna e Italia liberi «oltre 60 milioni di capitale in chiave prospettica, dimostrando che il business model funziona».

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