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Tassa sugli extraprofitti, la Commissione Ue frena: “Ci pensino gli Stati”

Wopke Hoekstra e Valdis Dombrovskis 

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All’Ecofin non passa la linea di Germania, Italia e Spagna. “Il tema va approfondito”. Accordo sulla supervisione dei mercati
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LUSSEMBURGO – Si allontana la tassa europea sugli extraprofitti delle aziende energetiche. Alla riunione dell’Ecofin (i 27 ministri finanziari) lo scontro è stato piuttosto duro sull’argomento. Tanto che alla fine il Commissario agli Affari economici, Valdis Dombrovskis, ha dovuto ammettere che c’è stata una “discussione” sostanzialmente senza esito. Rinviando tutto a un gruppo di lavoro.

La premessa di Dombrovskis non è stata affatto favorevole ai sostenitori della tassa (tra i primi la Germania): “Come Commissione, riteniamo che gli Stati membri siano nella posizione migliore per adottare misure in materia di tassazione degli extraprofitti delle società energetiche”. Per non scontentare nessuno, però, ha aggiunto: “Allo stes…

LUSSEMBURGO – Si allontana la tassa europea sugli extraprofitti delle aziende energetiche. Alla riunione dell’Ecofin (i 27 ministri finanziari) lo scontro è stato piuttosto duro sull’argomento. Tanto che alla fine il Commissario agli Affari economici, Valdis Dombrovskis, ha dovuto ammettere che c’è stata una “discussione” sostanzialmente senza esito. Rinviando tutto a un gruppo di lavoro.

La premessa di Dombrovskis non è stata affatto favorevole ai sostenitori della tassa (tra i primi la Germania): “Come Commissione, riteniamo che gli Stati membri siano nella posizione migliore per adottare misure in materia di tassazione degli extraprofitti delle società energetiche”. Per non scontentare nessuno, però, ha aggiunto: “Allo stesso tempo, abbiamo anche concordato di istituire un gruppo di lavoro che si occupi di questa questione, con l'obiettivo di condividere le migliori prassi, analizzare i risultati e fornire assistenza agli Stati membri in questo ambito”. Un altro commissario, quello al Clima, l’olandese Wopke Hoekstra, ha confermato il giudizio negativo dell’esecutivo comunitario: “Gli Stati membri possono già agire se ritengono. In una situazione come questa, con i prezzi dell'energia così, bisogna sempre considerare l'intero spettro delle soluzioni”.

La Commissione Ue prende tempo

Sostanzialmente la Commissione non vuole assumersi la responsabilità della scelta e rinvia ai singoli governi la decisione. Il confronto , in effetti è stato teso. Nelle scorse settimane Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Austria e Polonia avevano esortato Palazzo Berlaymont ad assumere un’iniziativa. Il ministro tedesco Klingbeil ha insistito. L’Italia, pur confermando la posizione, non si è sbilanciata questa volta anche per non inasprire i rapporti con l’Eni che sta già contribuendo mettendo un tetto al prezzo della benzina. I paesi cosiddetti “frugali”, tra cui l’Olanda, hanno invece contestato con forza questa opzione. Alla fine dunque l’Ecofin ha preferito disinnescare per ora la mina assegnando ad un gruppo di lavoro l’incarico di studiare le possibili soluzioni.

A margine della riunione i 27 ministri hanno ridiscusso l’ipotesi, sollevata da Italia e Grecia, di una ulteriore flessibilità per affrontare le difficoltà provocate dal consistente rialzo dell’inflazione a causa dei prezzi dell’energia. La Commissione non esclude di accontentare le istanze di Roma e Atene, sostenute pure da Madrid e Parigi, ma ha chiesto di abbassare il tono pubblico del confronto. Presentare la possibilità di considerare il tema inflattivo come una “richiesta”, infatti, complica il confronto con i riottosi paesi “frugali”.

Cosa fare con la flessibilità extra

Secondo Palazzo Berlaymont, la strada migliore per arrivare ad un compromesso è quella di non attribuire ad un singolo Stato il bisogno di più flessibilità. Anche perché la lettera inviata dalla presidente del consiglio, Giorgia Meloni, alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è stata considerata istituzionalmente sgrammaticata da alcuni partner e anche, ad esempio, dal presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. Concordare con la Commissione di mettere il tema all’ordine del giorno del Consiglio non è stato apprezzato. L’Ecofin ha poi raggiunto un accordo anche sulla “supervisione” europea dei mercati finanziari escludendo da questo progetto le borse di Francoforte e Madrid. Per la Commissaria agli Affari finanziari Albuquerque, l’accordo “non è ambizioso”.

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