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A rate anche la spesa: “Single e giovani coppie non ce la fanno più”

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La catena Pewex permette di pagare a uno o tre mesi senza interessi con un’app direttamente in cassa. “Per ora la usano le famiglie più smart”. Gli anziani sono più prudenti
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ROMA – Escono alla spicciolata, i più con un solo sacchetto,e neanche pieno. Quasi tutti si fermano sulla soglia, con lo scontrino in mano e controllano increduli le poche voci. «Ho comprato tre cose, giusto per il weekend, e ho speso quasi cinquanta euro», dice sconsolata una giovane donna che si trascina dietro una bambina che strepita perchè «vuole una confezione intera di cornetti gelati, ma siamo solo al 10 ottobre e io non so come arrivare a fine mese. Non sono più capricci che ci possiamo permettere e a casa lavoriamo in due».

Lo “spesone” del sabato pomeriggio non esiste più, neanche negli ipermercati come il Pewex, unica catena in Italia ad accettare il pagamento a rate, o posticipato a trenta giorni, direttamente alle casse. Alla Esselunga è possibile ma solo online. L’iniziativa, nata per venire incontro a chi ormai è costretto a rinunciare a carne, pesce, verdure per l’impennata dei prezzi causata dall’inflazione, è ancora in fase sperimentale. «È partita da poco più di un…

ROMA – Escono alla spicciolata, i più con un solo sacchetto,e neanche pieno. Quasi tutti si fermano sulla soglia, con lo scontrino in mano e controllano increduli le poche voci. «Ho comprato tre cose, giusto per il weekend, e ho speso quasi cinquanta euro», dice sconsolata una giovane donna che si trascina dietro una bambina che strepita perchè «vuole una confezione intera di cornetti gelati, ma siamo solo al 10 ottobre e io non so come arrivare a fine mese. Non sono più capricci che ci possiamo permettere e a casa lavoriamo in due».

Lo “spesone” del sabato pomeriggio non esiste più, neanche negli ipermercati come il Pewex, unica catena in Italia ad accettare il pagamento a rate, o posticipato a trenta giorni, direttamente alle casse. Alla Esselunga è possibile ma solo online. L’iniziativa, nata per venire incontro a chi ormai è costretto a rinunciare a carne, pesce, verdure per l’impennata dei prezzi causata dall’inflazione, è ancora in fase sperimentale. «È partita da poco più di un mese - racconta Alessandro Coculo, vicedirettore dell’Iper di via Pacinotti nel quartiere Portuense a Roma - e notiamo già un certo interesse, almeno da parte dei giovani. Quelli che hanno aderito sono per lo più trentenni o giovani coppie, con bambini, che magari in difficoltà per qualche spesa imprevista, non riescono a farcela e allora hanno accolto di buon grado soprattutto la possibilità di pagamento dilazionato a trenta giorni o a rate di tre mesi senza interessi. Quella invece con una rateizzazione fino a 12 mesi e con interessi fatica ancora a farsi strada, i clienti sono più dubbiosi».

Volantini alle casse e al punto accoglienza, locandine appese ovunque insieme ai cartelli delle offerte speciali: “Da oggi da Pewex fai la spesa a rate”. Un fenomeno, decisamente l’estensione più spicciola e quotidiana del Buy now, pay later ( compra ora e paga dopo) che però, per il necessario utilizzo di app, non è esattamente alla portata di tutti, a cominciare da anziani e pensionati che non hanno grande dimestichezza con il mondo digitale. Per poter pagare la spesa a rate o dilazionata a trenta giorni occorre infatti scaricare la app di Pewex e quella di Klarna ( che serve a gestire pagamenti online), registrarsi con i propri dati, numero di telefono, codice fiscale, carta di credito e attivare il servizio. Poi, una volta al supermercato, fatta la spesa, si va alla cassa come sempre e al momento del pagamento si paga selezionando la voce “spesa a rate” o “spesa a 30 giorni” presente nella app e scansionando il Qr code mostrato dal cassiere. Ma provate a proporlo al signor Antonio, 67 anni, una pensione sociale da 700 euro al mese che esce dal supermercato trascinandosi dietro un carrellino semivuoto: «Sa cosa è la fame? Quella che spinge la gente a fregarti la benzina dalla macchina come è successo oggi a me. Avevo ancora il serbatoio mezzo pieno. Adesso: o facevo benzina o facevo la spesa. Ma quale rate? Io sto tornando ad usare i contanti. Me l’ha suggerito mia nipote di 13 anni. Mi ha detto: “Nonno, almeno così spendi solo quello che hai”».

Seicento articoli a prezzo bloccato: funghi affettati a 1,69 euro, zucchine romane a 4,79. Anna, 36 anni, origine ucraina, un impiego in una ditta di pulizie, si sofferma davanti al banco del pesce.”Orate d’allevamento a prezzo shock a 15,99 euro” è l’offerta di giornata. «Mi piacerebbe poter dare a mio figlio ogni tanto del pesce, con mio marito in due guadagnano poco più di duemila euro al mese, ma c’è da pagare l’affitto e i vestiti e tante altre cose. Non sapevo di questa possibilità di pagare la spesa a rate. Ci penserò però forse mi fa un po’ paura».

È il sentimento più diffuso tra chi, al sabato pomeriggio fa la spesa per il weekend. «I prezzi sono più che raddoppiati, forse anche triplicati. Oggi guardando quello che ho pagato mi sono chiesta se mi vizio troppo o chissà cosa devo aver comprato. Però no, non mi piacciono le rate, mi mettono ansia», dice Eletta. E Pael, piccolo impernditore bengalese che parla un ottimo italiano, moglie e due figli, la vede come un rischio: «Se cominciamo a pagare a rate anche il cibo è finita. È pericolosissimo, finiremmo presto coperti di debiti senza renderci conto di quello che effettivamente spendiamo. Meglio risparmiare, rinunciare a qualcosa che indebitarsi».

Anche chi, come Elena, impiegata in un’azienda di telecomunicazioni, si dirige verso il garage con un carrello discretamente pieno, ammette: «Ormai la mia busta paga è devastata dalle rate. Non c’è più solo il mutuo o il grosso acquisto una tantum che più o meno tutti abbiamo fatto a rate, un’auto, un computer, un cellulare. Oggi con metodi di pagamento come Paypal finisci con il cedere alla tentazione di pagare a rate tutto quello che puoi. E alla fine del mese guardi la busta paga e vedi che non ti è rimasto niente».

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