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Audizioni sul Dpfp, Corte dei Conti: “Quadro incompleto. Puntare a interventi mirati”

Audizioni sul Dpfp, Corte dei Conti: “Quadro incompleto. Puntare a interventi mirati”
(ansa)
La discussione sul Documento programmatico di finanza pubblica si è aperta alle 14, in serata è atteso il discorso del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti
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Prima dell’intervento del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti alle 18 sul Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), primo passo verso la manovra 2027, è il turno delle audizioni nelle commissioni di Bilancio congiunte di Camera e Senato. Dalla Corte dei Conti alle 14 fino all’Ufficio parlamentare di bilancio, le istituzioni prendono parte alla discussione sullo stato dell’economia, le previsioni macroeconomiche e le misure necessarie a sostenere la crescita.

Cnel, Brunetta: crescita e risanamento procedano insieme

"Leggiamo il Dpfp con tre lenti: crescita e risanamento vanno perseguiti insieme, la flessibilità deve essere intelligente e concordata in Europa, le riforme sono decisive per il medio periodo. Sono principi impegnativi, da verificare sulle scelte concrete. Il Dpfp, pur nella sua genericità, risponde a queste esigenze, e il nostro giudizio sull'impianto è positivo". È quanto ha dichiarato il presidente del Cnel Renato Brunetta nel corso dell'audizione sul Documento programmatico di finanza pubblica 2026.

"Senza crescita – ha affermato il presidente del Cnel - la sostenibilità dei conti è una chimera. Crescita e risanamento vanno perseguiti insieme. La buona notizia è che la crescita ha tenuto, e meglio del previsto. Il Ddocumento di finanza pubblica di aprile prevedeva lo 0,6% per il 2026. Quest'anno chiuderemo invece intorno all'1%, stando ai dati del Dpfp. La cattiva notizia l'ha data pubblicamente il ministro Giorgetti. L'anno prossimo rischiamo di perdere due decimali di crescita per effetto dell'inflazione. Le variabili esogene pesano moltissimo e cambiano ormai nel giro di ore. L'inflazione di oggi viene tutta dall'offerta e dall'energia, mentre la domanda in Italia e in Europa cresce debolmente”. Per questo, ha aggiunto, “la Bce deve stare attenta a non esagerare. Troppa restrizione riduce il potenziale e la produttività, che è l'arma più potente contro l'inflazione".

Cnel, Brunetta: “Italia cammina su sentiero stretto”

Alla fine di questo tempestoso 2026 “l'Italia si ritrova su un 'sentiero stretto”. Da molti anni il percorso è tracciato tra il bisogno vitale di sostenere la crescita e la necessità inevitabile di risanare i conti pubblici. Quest'anno il sentiero si è fatto più stretto. Lo restringono il disordine globale e le inquietudini dei mercati. Le parole chiave sono due. Emergenza e prudenza. L'emergenza detta l'agenda, la prudenza suggerisce il modo di portarla avanti". Lo ha detto il presidente del Cnel, Renato Brunetta, nel corso dell'audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato sul Dpfp.

Istat, rincaro energia pesa 0,2 punti percentuali su Pil

Una più lenta discesa delle quotazioni delle principali materie prime energetiche nel biennio 2027-2028 potrebbe portare a una minore crescita di 0,2 punti percentuali nel 2027 rispetto allo scenario base. È il risultato di una simulazione dell'Istat illustrata in audizione sul Dpfp davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. "L'effetto risulterebbe più ampio nel 2028, quando la minore crescita raggiungerebbe 0,4 punti percentuali per via della propagazione degli effetti di trasmissione degli shock all'economia. Nel 2029, pur in assenza di un ulteriore rafforzamento degli shock ipotizzati, l'impatto sul Pil rimarrebbe negativo e pari a 0,2 punti percentuali".

"Per quanto riguarda la spesa per la difesa – ha aggiunto il presidente dell’Istat, Francesco Maria Chelli – parte degli aumenti sono inclusi nello scenario tendenziale (a legislazione vigente) e gli incrementi aggiuntivi per il 2027 sono pari a 0,2 punti percentuali di Pil". "In presenza di stime di deficit al 2,9% nel 2026, il governo ha chiesto l'attivazione della clausola per il biennio 2027-2028 con l'intenzione di sfruttare solo parzialmente la flessibilità, impiegando 29 miliardi di spese aggiuntive nel biennio (pari allo 0,3% del Pil per le spese per la sicurezza militare e lo 0,3% per la sicurezza energetica ogni anno) di cui la metà disponibili già nel 2027", ha detto.

Istat: scende il deficit ma sale la spesa sugli interessi

"Rispetto al 2025 l'indebitamento netto nel 2026 è previsto ridursi di circa due decimi di punto (dal 3,1% del Pil al 2,9%), riflettendo il forte miglioramento del saldo primario (circa mezzo punto percentuale di Pil) che più che compensa l'aumento della spesa per interessi, in crescita dell'11% (4,2% del Pil)". Lo ha detto il presidente dell'Istat Francesco Maria Chelli in audizione sul Dpfp. "Il miglioramento del saldo primario sarebbe dovuto alla riduzione del peso sul Pil delle spese diverse dagli interessi passivi (dal 47,3 al 47,2%), in special modo i contributi in conto capitale per il venir meno degli oneri connessi al Superbonus, e a un aumento del peso delle entrate (dal 48 al 48,5%). Quest'ultimo è il risultato di una riduzione delle imposte dirette (da poco meno del 15,3 a poco più del 15,2% del Pil) e di aumenti delle imposte indirette (dal 14 al 14,1%) e dei contributi sociali (dal 13,5 al 13,6%).

Istat: con risalita inflazione attenzione a retribuzioni

"L'attuale fase di risalita dell'inflazione richiede particolare attenzione sul fronte delle dinamiche retributive". Lo evidenzia il presidente dell'Istat Francesco Maria Chelli in audizione sul Dpfp, evidenziando che "nel secondo trimestre dell'anno la fase di recupero delle retribuzioni nominali rispetto alla crescita dei prezzi - ininterrotta dal quarto trimestre 2023 al primo 2026 - si è arrestata". "Sulla base dei rinnovi siglati fino alla fine di agosto e nell'ipotesi che non vi siano ulteriori rinnovi tra settembre e dicembre - spiega -, nella media del 2026 la crescita delle retribuzioni contrattuali per il totale dell'economia sarebbe pari al 2,5%. Sulla base dei dati provvisori relativi al mese di settembre l'inflazione acquisita (Ipca) per il 2026 risulterebbe pari al 3%".

Istat: conti esposti a rischi al ribasso, pesa contesto globale

Come descritto nel Dpfp, "il quadro di finanza pubblica resta esposto a rischi orientati al ribasso, dovuti principalmente all'incertezza sull'evoluzione del contesto economico internazionale, nonostante negli ultimi anni l'economia si sia mostrata resiliente anche grazie agli investimenti del Pnrr; sul fronte della crescita sarà necessario monitorare la trasmissione del rincaro delle risorse energetiche all'economia e i potenziali effetti negativi su famiglie e imprese, nonché – come più volte ricordato – la capacità di preservare livelli di investimento adeguati a cogliere le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, aumentare la produttività, ma anche valorizzare competenze e capitale umano e sostenere i redditi". Lo rileva Istat in audizione sul documento.

C. Conti: spesa sanitaria in lieve riduzione sul Pil

"Nel nuovo quadro tendenziale la spesa sanitaria, pur aumentando in valore assoluto da 148,8 miliardi nel 2026 a 160,0 miliardi nel 2029, presenta una lieve riduzione della propria incidenza sul Pil nel triennio finale di previsione". Lo evidenzia la Corte dei Conti nella memoria per l'audizione sul Dpfp, puntualizzando che "tali valori sono espressi a legislazione vigente e non incorporano, pertanto, gli eventuali effetti finanziari delle misure che saranno adottate con la legge di bilancio".

C. Conti: “Le prestazioni sociali in denaro fortemente influenzate da shock energia”

"Le prestazioni sociali in denaro rappresentano in questa fase una delle componenti di spesa maggiormente influenzata dallo shock energetico in atto e dai suoi riflessi sul tasso di inflazione. Scontando i meccanismi di adeguamento al costo della vita sia dei trattamenti pensionistici che di quelli assistenziali il dpfp prefigura un incremento di questa voce di spesa sia per il 2027 che per gli anni successivi". Lo evidenzia la corte dei conti in audizione sul dpfp. "Ne derivano pressioni al rialzo anche sulla spesa netta indicatore che richiede a maggior ragione uno stretto monitoraggio affinchè, al netto degli scostamenti giustificati dall'attivazione della nec, si resti nel sentiero programmato nel psb", aggiunge.

C. Conti: “Urgente irrobustire avanzo primario”

"Rimane urgente per la politica di bilancio del nostro Paese – sotlinea la Corte dei Conti nella sua audizione – fare il possibile per irrobustire l'avanzo primario ora previsto per il 2029 al 2,4 per cento, anche evitando in presenza di shock come quello energetico, 'compensazioni' non mirate, a largo raggio".

C. Conti: “Riduzione accise intervento di immediata applicazione ma distorsivo”

"L'intervento generalizzato di riduzione delle accise è di immediata applicazione ma è distorsivo perché si applica a tutti gli utenti, indipendentemente dalla situazione reddituale, ed è particolarmente costoso, come si evince dalla stima dei costi sostenuti nel periodo emergenziale, anche tenuto conto dei limiti di finanza pubblica. Ãê indubbio che, pur con molte difficoltà, sembra più opportuno individuare interventi specifici che possano agevolare i cittadini meno abbienti e le imprese sia di autotrasporto che quelle per le quali il trasporto della merce comporta costi particolarmente rilevanti". Così la Corte dei conte in audizione.

C. Conti: “Documento interlocutorio, manca programmazione”

Il Documento programmatico di finanza pubblica "sconta, anche quest'anno, la carente definizione dello sviluppo programmatico del documento, in particolare a livello delle politiche di settore, e la mancata quantificazione dell'effetto finanziario delle misure che si intendono adottare nell'ambito della manovra di finanza pubblica in approvazione, come peraltro richiesto dalla stessa risoluzione parlamentare che impegnava il Governo" in questo senso. Lo hanno sottolineato i rappresentanti della Corte dei Conti nel corso dell'audizione sul Documento programmatico di finanza pubblica dinanzi alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato. "Mancano inoltre indicazioni più dettagliate sulle scelte che si propone di assumere sul fronte della spesa per il settore energetico e della difesa da indirizzare prevalentemente alla spesa in conto capitale. Elementi che - hanno osservato i magistrati contabili - rendono difficile valutare la tenuta del quadro complessivo e la sua coerenza con quelle che sono le priorità dell'azione di governo.

C. Conti: terzo trimestre rallenta

"Nel complesso, le informazioni disponibili appaiono compatibili con un rallentamento dell'attività che manterrebbe comunque una intonazione positiva" nel terzo trimestre. Lo rilevano i rappresentanti della Corte dei Conti nel corso dell'audizione sul Documento programmatico di finanza pubblica dinanzi alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato.
Per il trimestre, osservano, "gli indicatori sulla fiducia di famiglie e imprese mostrano una sostanziale tenuta ma con un peggioramento nel mese di settembre per le famiglie e le imprese di costruzione e servizi di mercato, mentre la fiducia nel comparto manifatturiero è migliorata in misura contenuta".

C. Conti: “Puntare su interventi mirati”

"Pur restando limitati i margini per misure discrezionali, andrebbero proseguiti gli sforzi volti al completamento delle riforme e degli investimenti del Pnrr e selezionati interventi mirati e concentrati su investimenti ad alta produttività, sulle famiglie a basso reddito e sulle imprese più esposte ai costi dell'energia; misure cui tuttavia affiancare, nell'ambito delle risorse disponibili, interventi idonei a sostenere la spesa sanitaria e le spese per istruzione, formazione e ricerca". Così i rappresentanti della Corte dei Conti in audizione.

C. Conti: la cronice della manovra prudente e attenta ai vincoli Ue

Il Documento programmatico di finanza pubblica "delinea una cornice di bilancio prudente e attenta ai vincoli europei per la manovra e il triennio successivo riflettendo innanzitutto il quadro macroeconomico globale, attuale e prospettico, ad alta turbolenza, che si ripercuote sulle finanze pubbliche in termini sia di richieste di sostegno ai redditi delle famiglie e ai bilanci delle imprese di fronte all'inflazione, sia di tensioni sui rendimenti dei titoli pubblici". Lo hanno sottolineato i rappresentanti della Corte dei Conti nel corso dell'audizione sul Documento programmatico di finanza pubblica dinanzi alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato.

C. Conti: “Cresce la spesa per interessi passivi”

"La spesa per interessi passivi è prevista in forte crescita, per un totale di oltre 20 miliardi nel triennio 2027-2029, a causa dell'aumento dello stock di debito e della relativa onerosità". Lo afferma il presidente di sezione della Corte dei Conti Vincenzo Palomba, nell’audizione sul Dpfp davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. "Tale crescita presenta, peraltro, un profilo molto più accentuato rispetto alle stime di aprile, le quali vengono riviste al rialzo nel Dpfp per complessivi 14,7 miliardi, a riflesso del progressivo deterioramento delle condizioni di mercato. L'incidenza degli oneri per interessi sul Pil dovrebbe raggiungere il 4,6% nel 2028-2029, un valore più alto di 0,2 punti percentuali rispetto alle stime di aprile", aggiunge.

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