Mps, Lovaglio conferma il suo piano. Resa dei conti in assemblea
di Andrea GrecoMILANO – Il vertice Mps non cala altri assi contro l’Opas di Intesa Sanpaolo. Non rinvia l’assemblea straordinaria del 29 ottobre, che - è quasi matematico - casserà le due offerte rivali su Banco Bpm e Banca Generali, e quindi l’erogazione extra di 4 miliardi ai soci. Ieri l’ad Luigi Lovaglio ha però aggiornato le critiche all’Opas: a partire dai 31,4 miliardi offerti, insufficienti alla luce dei rischi «di esecuzione, industriali e di sinergie»; e malgrado il rilancio del 3 ottobre, unito all’aut aut posto ai soci Mps, che il 29 ottobre voteranno se tener vive le due Ops varate da Lovaglio o tenersi stretta la proposta di Carlo Messina.
Le obiezioni di Siena
Dopo due ore di discussioni, mai pacate dato che il cda è spaccato - in nove su 15, tra cui gli otto della lis…
MILANO – Il vertice Mps non cala altri assi contro l’Opas di Intesa Sanpaolo. Non rinvia l’assemblea straordinaria del 29 ottobre, che - è quasi matematico - casserà le due offerte rivali su Banco Bpm e Banca Generali, e quindi l’erogazione extra di 4 miliardi ai soci. Ieri l’ad Luigi Lovaglio ha però aggiornato le critiche all’Opas: a partire dai 31,4 miliardi offerti, insufficienti alla luce dei rischi «di esecuzione, industriali e di sinergie»; e malgrado il rilancio del 3 ottobre, unito all’aut aut posto ai soci Mps, che il 29 ottobre voteranno se tener vive le due Ops varate da Lovaglio o tenersi stretta la proposta di Carlo Messina.
Le obiezioni di Siena
Dopo due ore di discussioni, mai pacate dato che il cda è spaccato - in nove su 15, tra cui gli otto della lista Plt, avrebbero votato sì - il vertice ha aggiornato i rilievi all’Opas, in vista del «comunicato dell’emittente», a valle del prospetto.. Anzitutto il premio offerto, pari al 15,3% sui prezzi all’annuncio, è «inferiore alla media osservata nelle offerte pubbliche volontarie comparabili del settore banche italiano, pari a circa il 30% sui prezzi precedenti». Poi, il destino dei soci senesi, che avrebbero il 21,6% di Intesa: a rischio di prendersi un rendimento inferiore alla media, poiché quello di Intesa dal 2023 al 5 giugno 2026 è stato il 226%, meno del 424% delle banche italiane, del 250% delle europee e del 467% di Mps. Poi ci sono le condizioni poste da Messina, che si ritirerà se una delle due Ops sarà votata, e con essa l’erogazione di 4 miliardi di cedola; ma così i soci Mps devono «assumere decisioni rilevanti per il futuro in un contesto di perdurante incertezza e prima della pubblicazione del documento di offerta, che è subordinata alle necessarie autorizzazioni tra cui l’Antitrust».
Quanto alle altre incertezze, Mps nota che «la configurazione finale prospettata da Intesa dipende dalla concatenazione di una serie di eventi di incerta realizzazione, quali il completamento dell’offerta, l’acquisto della quota in Mps, la definizione del perimetro da trasferire a Unipol, le successive decisioni di Bper e l’esito finale dei procedimenti autorizzativi e dell’istruttoria Antitrust».
Criticato, infine, il cambio di linea di Ca’ de Sass sulla fusione tra Mps e Mediobanca, che Intesa vorrebbe «realizzare successivamente al perfezionamento dell’Opas». Siena replica però che «la fusione non è stata concepita in risposta all’Opas, ma approvata il 17 febbraio 2026»; e che «Mps controlla Mediobanca dall’ottobre 2025, l’integrazione e creazione di valore è già in corso nel gruppo e le sinergie attese sono state aumentate a 800 milioni». Tra l’altro, se i soci il 29 non approvano la fusione, la gran parte delle passività di Mediobanca non potrebbero passare a Siena, imponendo al gruppo «una significativa operazione finanziaria con possibili costi, rischi di esecuzione e implicazioni sulla politica di distribuzione». Infine, un graffio sul 13,3% in Generali. «L’indipendenza di Generali trova fondamento nella governance della società e nell’autonomia dei suoi organi», riporta la nota senese. Non nella futura presenza di Intesa, che implica «sovrapposizioni concorrenziali che possono derivare nei settori assicurativi, del risparmio e delle gestioni patrimoniali».