Assemblea Mps, anche Glass Lewis consiglia di votare contro le due Ops e la supercedola
di Andrea GrecoMILANO – Anche Glass Lewis, dopo Iss, si schiera contro le due offerte pubbliche di acquisto di Monte dei Paschi su Banco Bpm e Banca Generali: e consiglia gli investitori istituzionali a votare contro i relativi punti all’ordine del giorno dell’assemblea senese, convocata per il 29 ottobre.
Lo stop (di fatto) alla contromossa di Lovaglio
È un parere che certifica, di fatto, l’impossibilità per il management senese di proseguire la strategia di risposta all’offerta di Intesa Sanpaolo, creando un terzo polo finanziario da circa 80 miliardi di capitalizzazione in Italia. Nei giorni scorsi, infatti, i principali azionisti del gruppo senese – Delfin, Caltagirone, Benetton e Praude, con un complessivo 33% del capitale – si erano espressi contro le due operazioni, …
MILANO – Anche Glass Lewis, dopo Iss, si schiera contro le due offerte pubbliche di acquisto di Monte dei Paschi su Banco Bpm e Banca Generali: e consiglia gli investitori istituzionali a votare contro i relativi punti all’ordine del giorno dell’assemblea senese, convocata per il 29 ottobre.
Lo stop (di fatto) alla contromossa di Lovaglio
È un parere che certifica, di fatto, l’impossibilità per il management senese di proseguire la strategia di risposta all’offerta di Intesa Sanpaolo, creando un terzo polo finanziario da circa 80 miliardi di capitalizzazione in Italia. Nei giorni scorsi, infatti, i principali azionisti del gruppo senese – Delfin, Caltagirone, Benetton e Praude, con un complessivo 33% del capitale – si erano espressi contro le due operazioni, e a favore dell’alternativa con il gruppo guidato da Carlo Messina.
“I benefici non giustificano l’eliminazione dell’alternativa”
“Non è che la strategia di Mps sia priva di merito, o che gli azionisti siano necessariamente avvantaggiati dall’adesione all’Opas di Intesa Sanpaolo – si legge nelle conclusioni di un lungo documento –. Piuttosto, i benefici prospettici della strategia di Mps non sembrano sufficientemente convincenti, su una base corretta per il rischio, da giustificare l’eliminazione o la compromissione di un’alternativa ancora disponibile e attualmente preferita da alcuni azionisti”.
In sostanza, il secondo proxy advisor sposa l’assunto strategico di Ca’ de Sass, che il 3 ottobre aveva ritoccato di 800 milioni l’offerta della sua banca sul Monte, pur condizionandola al mancato sostegno assembleare delle due offerte rivali, e a quello per ridurre il capitale e distribuire 4 miliardi di extradividendi (3 in azioni Generali).
"Respingere le proposte sulle Ops consente agli azionisti Mps di preservare la flessibilità strategica senza obbligare gli azionisti ad accettare l’offerta migliorativa di Intesa - scrive, ancora, Glass Lewis –; non impedisce a Mps di negoziare con Intesa un’offerta più elevata e non preclude a Mps la possibilità di riesaminare alternative strategiche qualora l’operazione con Intesa non dovesse infine andare a buon fine”.
No di Glass Lewis anche al passaggio della quota in Generali
Il report è critico anche su altre proposte di deliberazione sottoposte ai soci della banca senese. Ad esempio raccomanda di votare “contro” il passaggio del 13,3% di Generali dalla controllata Mediobanca alla capogruppo senese, perché, “pur essendo per certi aspetti condivisibile, l’operazione non risolve tuttavia la distinta questione del costo-opportunità derivante dall’interazione della proposta con l’Opas di Intesa”, che l’ha posto tra le condizioni di efficacia (pur se tra quelle rinunciabili) della sua offerta.
Avverso anche il parere alla cooptazione di Alessandro Caltagirone, figlio dell’imprenditore romano azionista al 13,5%, per il fatto di essere “non indipendente”. Glass Lewis, come anche Iss, consiglia invece gli azionisti Mps di appoggiare la proposta di voto sulla fusione e scorporo di Mediobanca nel gruppo di Rocca Salimbeni.