ROMA– A guidarla non è più Warren Buffett, l’oracolo che per anni ha indicato la via ai mercati e alla veneranda età di 96 anni si è ritirato a vita privata. Ma Berkshire Hathaway resta comunque un colosso globale degli investimenti e le sue mosse fanno ancora tendenza finanziaria. Lo si è visto ieri, quando il conglomerato americano ha annunciato un ulteriore impegno da 330 milioni di dollari in Bending Spoons, il campione tecnologico italiano che acquisisce in serie, ristruttura e rilancia business digitali in crisi. La rinnovata fiducia di Berkshire, che aveva già investito 600 milioni alla quotazione dello scorso luglio e sale così al 4% del capitale, ha fatto schizzare al rialzo le azioni di Bending Spoons di oltre il 50% al suono della campanella del Nasdaq. Verso fine giornata il guadagno era vicino al 40%, per una capitalizzazione di 33 miliardi di dollari, che porta BS nella top ten delle più grandi quotate italiane, sopra a Banco Bpm, Bper e Leonardo.
ROMA– A guidarla non è più Warren Buffett, l’oracolo che per anni ha indicato la via ai mercati e alla veneranda età di 96 anni si è ritirato a vita privata. Ma Berkshire Hathaway resta comunque un colosso globale degli investimenti e le sue mosse fanno ancora tendenza finanziaria. Lo si è visto ieri, quando il conglomerato americano ha annunciato un ulteriore impegno da 330 milioni di dollari in Bending Spoons, il campione tecnologico italiano che acquisisce in serie, ristruttura e rilancia business digitali in crisi. La rinnovata fiducia di Berkshire, che aveva già investito 600 milioni alla quotazione dello scorso luglio e sale così al 4% del capitale, ha fatto schizzare al rialzo le azioni di Bending Spoons di oltre il 50% al suono della campanella del Nasdaq. Verso fine giornata il guadagno era vicino al 40%, per una capitalizzazione di 33 miliardi di dollari, che porta BS nella top ten delle più grandi quotate italiane, sopra a Banco Bpm, Bper e Leonardo.
Attestato di fiducia
La Borsa, si sa, può andare su e giù. Resta però la validazione che un nome come Berkshire Hathaway - definito dal Ceo Luca Ferrari una «fonte di ispirazione» e «tra le realtà più competenti e rispettate nell’allocazione di capitale» - porta a modello e prospettive di crescita di Bending Spoons. E resta l’ulteriore iniezione di liquidità, attraverso un collocamento privato, con cui alimentare la campagna di shopping. In questo 2026 Bending Spoons ha chiuso cinque acquisizioni, tra cui un marchio storico del web come Aol, e dalla quotazione in poi ha ancora aumentato ritmo e tagli delle operazioni, comprando in rapida successione le piattaforme di software aziendali Airtable e Miro, entrambe per cifre superiori al miliardo di dollari.
I licenziamenti di Airtable
La strategia dell’azienda che nel nome vuole “piegare i cucchiaini”, come nel film Matrix, prevede un radicale efficientamento delle aziende che acquisisce, molte delle quali accomunate dal fatto di aver deluso le fantasmagoriche aspettative di crescita dei loro primi investitori e di vivacchiare senza particolare slancio manageriale. Proprio due giorni fa uno dei manager di Bending Spoons aveva annunciato su X il licenziamento dei dipendenti di Airtable, un passaggio consueto nelle ristrutturazioni condotte dall’azienda milanese, che gestisce e rilancia le prede con i propri dipendenti e la propria piattaforma tecnologica. Quel messaggio sugli esuberi, accompagnato dalla promessa che Airtable diventerà così migliore, aveva attirato un’ondata di commenti critici per la scarsa sensibilità. Ferrari ha sempre detto che il taglio della forza lavoro nelle imprese acquisite è una parte dolorosa ma necessaria della strategia di Bending Spoons.