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Carburanti, l’allarme Aie: “Mercato del diesel ancora sotto pressione nel 2027”

(afp)

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Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, la domanda di petrolio rallenterà ma senza una soluzione alla crisi del Golfo permane l’incertezza
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MILANO – Non ci sarà pace sul mercato dei carburanti finché la guerra continuerà a infiammare il Golfo Persico. E anche le quotazioni del diesel, che incidono sui prezzi alla pompa, rischiano di restare sotto pressione anche nel 2027. A tracciare questo scenario è l’Agenzia internazionale dell’energia (Aie) nel consueto rapporto mensile.

Stati Uniti e Cina non hanno compensato l’ammanco di diesel

La preoccupazione maggiore è sui prodotti raffinati, gasolio in primis. Le interruzioni delle forniture e la riduzione delle scorte, spiegano gli esperti, continuano a limitare la disponibilità di prodotto in vista della domanda invernale.

A settembre le esportazioni globali di gasolio sono diminuite di circa 700mila barili al giorno rispetto a un anno prima, mentre le perdite di forniture da Russia e Golfo Persico – 820 mila barili in meno al giorno, un calo di oltre il 60% anno su anno – hanno superato gli aumenti provenienti da altri Paesi.

Stati Uniti e Cina, infatti, hanno aumentato le e…

MILANO – Non ci sarà pace sul mercato dei carburanti finché la guerra continuerà a infiammare il Golfo Persico. E anche le quotazioni del diesel, che incidono sui prezzi alla pompa, rischiano di restare sotto pressione anche nel 2027. A tracciare questo scenario è l’Agenzia internazionale dell’energia (Aie) nel consueto rapporto mensile.

Stati Uniti e Cina non hanno compensato l’ammanco di diesel

La preoccupazione maggiore è sui prodotti raffinati, gasolio in primis. Le interruzioni delle forniture e la riduzione delle scorte, spiegano gli esperti, continuano a limitare la disponibilità di prodotto in vista della domanda invernale.

A settembre le esportazioni globali di gasolio sono diminuite di circa 700mila barili al giorno rispetto a un anno prima, mentre le perdite di forniture da Russia e Golfo Persico – 820 mila barili in meno al giorno, un calo di oltre il 60% anno su anno – hanno superato gli aumenti provenienti da altri Paesi.

Stati Uniti e Cina, infatti, hanno aumentato le esportazioni complessive di 610mila barili al giorno rispetto a un anno prima, ma i volumi sono diminuiti di 150mila barili rispetto al picco di agosto, senza compensare le perdite delle altre aree.

Scendono i margini delle raffinerie europee

Scende l’offerta, salgono i prezzi. Le quotazioni all'ingrosso del diesel hanno superato i 200 dollari al barile a Singapore a metà settembre e raggiunto massimi storici di circa 220 dollari in Europa e negli Stati Uniti. I prezzi sono poi diminuiti dai picchi, ma restano molto elevati rispetto al greggio e ai livelli precedenti alla crisi.

In Europa, inoltre, i margini del diesel rispetto al greggio sono scesi da circa 100 dollari al barile a quasi 60 dollari all'inizio di ottobre, a causa soprattutto dell'impennata dei costi di trasporto e del greggio consegnato. “Un ulteriore peggioramento della redditività”, avverte l’Aie, “potrebbe indurre le raffinerie più piccole in Europa e Asia a ridurre le lavorazioni. Un simile sviluppo aumenterebbe la tensione sui mercati dei prodotti raffinati prima della fine dell'anno, proprio mentre le scorte di gasolio sono già diminuite in vista della stagione invernale”.

Occhi puntati sul conflitto

L’Aie prevede che il mercato del gasolio possa tornare in surplus nel primo trimestre del 2027, grazie alla ripresa delle lavorazioni delle raffinerie. Il miglioramento non sarà però sufficiente a compensare il deficit accumulato nel 2026: il riequilibrio dipenderà dalla ripresa delle forniture di prodotti raffinati dal Golfo Persico. Per quest’anno, intanto, le lavorazioni globali delle raffinerie dovrebbero diminuire di 2,3 milioni di barili al giorno, a una media di 81,7 milioni, per poi recuperare 2,8 milioni nel 2027.

Quanto al petrolio greggio, prezzi elevati e minori disponibilità stanno frenando i consumi: per il 2026, l’Aie prevede un calo di 2,6 milioni di barili al giorno della domanda mondiale a una media di 102,4 milioni, mentre nell'ultimo trimestre dell'anno la contrazione su base annua dovrebbe raggiungere 2,5 milioni di barili al giorno.

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