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Imprese, il terziario avanzato genera oltre 150 miliardi. Nel settore un quarto degli occupati

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Il presidente di Confindustria Prom, Luigi Riva: “Seconda filiera del Paese con quasi 4% del Pil, ma imprese frenate da carenza di talenti e dimensioni ridotte”
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MILANO – Un giro d’affari di oltre 151,3 miliardi di euro e un valore aggiunto di 77,1 miliardi, pari al 3,6% del Pil italiano. Tanto è il valore che le imprese che operano nei servizi a capitale intellettuale hanno generato nel 2023.

I servizi altamente specializzati crescono più rapidamente

I numeri emergono da uno studio di Confindustria Prom, la federazione che rappresenta le aziende del terziario avanzato, che, assieme al Cnel, ha rielaborato gli ultimi dati Istat disponibili.

L’industria dei servizi ad alta specializzazione – che comprende consulenza e management, ingegneria e architettura, servizi legali, contabili e comunicazione – in due anni è cresciuta di quasi il 30 per cento, trainata soprattutto dalla crescita degli studi d…

MILANO – Un giro d’affari di oltre 151,3 miliardi di euro e un valore aggiunto di 77,1 miliardi, pari al 3,6% del Pil italiano. Tanto è il valore che le imprese che operano nei servizi a capitale intellettuale hanno generato nel 2023.

I servizi altamente specializzati crescono più rapidamente

I numeri emergono da uno studio di Confindustria Prom, la federazione che rappresenta le aziende del terziario avanzato, che, assieme al Cnel, ha rielaborato gli ultimi dati Istat disponibili.

L’industria dei servizi ad alta specializzazione – che comprende consulenza e management, ingegneria e architettura, servizi legali, contabili e comunicazione – in due anni è cresciuta di quasi il 30 per cento, trainata soprattutto dalla crescita degli studi di ingegneria (+44,2%), della consulenza imprenditoriale e gestionale (+44,2%) e degli studi di architettura (+42,7%). Crescono di buona lena anche le altre attività di consulenza e professionali (+36,1%) e le agenzie pubblicitarie (+27%).

A questi ritmi, nota l’associazione, il comparto ‘head made’ avanza più rapidamente dell’industria e del resto dei servizi nel loro complesso.

Nel settore un quarto degli occupati

Numeri in aumento anche sotto il profilo occupazionale. Tra il 2015 e il 2023 gli addetti dei servizi ad alta intensità di conoscenza sono aumentati del 25,6%, contro il 6,9% della manifattura, con la quota sul totale degli occupati salita dal 18,5% del 2001 al 25,7% del 2023, più di un quarto del totale, a dimostrazione del maggior peso conquistato nell’economia. In trent'anni il lavoro nelle attività professionali è raddoppiato, da uno a due milioni di posti a tempo pieno, di cui 345mila creati dal 2019 ad oggi.

“La seconda filiera del Paese”

“Il settore considerato nel suo complesso è la seconda filiera del Paese e, se proiettiamo al 2025 la crescita registrata tra il 2021 e il 2023, genera quasi 200 miliardi di fatturato e quasi 100 miliardi di valore aggiunto, cioè più del 4% del Pil – dice Luigi Riva, presidente di Confindustria Prom –. Purtroppo, come emerge dal Quaderno del Cnel, in Italia ha un titolo terziario meno di un terzo dei 25-34enni, circa 14 punti sotto la media Ue, che ci posiziona penultimi su 28 Paesi”.

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