Gli autotrasportatori verso lo sciopero: “Prezzi del carburante troppo alti, il governo intervenga”
di Massimo FerraroROMA – Interventi urgenti a sostegno dell’autotrasporto, altrimenti “si bloccherà il Paese”. Il presidente di Conftrasporto Pasquale Russo interviene dopo i blocchi spontanei che si stanno moltiplicando nel sud Italia, con le code nelle stazioni di rifornimento e i presidi con i mezzi pesanti dalla Sicilia alla Puglia, passando per la Calabria. Il rialzo del prezzo del carburante negli ultimi sei mesi, a causa della guerra in Iran e la chiusura dello stretto di Hormuz, è un salasso per chi lavora nel trasporto e nella logistica, ma anche nell’agricoltura e nella pesca. E dopo le proteste regionali, il settore si sta muovendo verso uno sciopero generale. "Chiediamo al governo una urgente convocazione ad horas delle associazioni d'autotrasporto, altrimenti dovremo ricorrere alla valutazione di un fermo nazionale e si bloccherà il Paese ha detto all’Ansa Russo – la situazione è molto preoccupante perché l'eccesso di prezzo che sta subendo l'autotrasporto ha generato una situazione di alt…
ROMA – Interventi urgenti a sostegno dell’autotrasporto, altrimenti “si bloccherà il Paese”. Il presidente di Conftrasporto Pasquale Russo interviene dopo i blocchi spontanei che si stanno moltiplicando nel sud Italia, con le code nelle stazioni di rifornimento e i presidi con i mezzi pesanti dalla Sicilia alla Puglia, passando per la Calabria. Il rialzo del prezzo del carburante negli ultimi sei mesi, a causa della guerra in Iran e la chiusura dello stretto di Hormuz, è un salasso per chi lavora nel trasporto e nella logistica, ma anche nell’agricoltura e nella pesca. E dopo le proteste regionali, il settore si sta muovendo verso uno sciopero generale. "Chiediamo al governo una urgente convocazione ad horas delle associazioni d'autotrasporto, altrimenti dovremo ricorrere alla valutazione di un fermo nazionale e si bloccherà il Paese ha detto all’Ansa Russo – la situazione è molto preoccupante perché l'eccesso di prezzo che sta subendo l'autotrasporto ha generato una situazione di alta tensione fra le imprese di trasporto che è sfociata in proteste spontanee in alcune aree del Paese”.
Unatras: pronti al fermo nazionale
"Il rischio concreto e imminente è la paralisi totale della logistica e del sistema economico del Paese". È la posizione di Unatras, l’associazione dell’autotrasporto merci. “La situazione ha ormai superato il livello di guardia – prosegue la nota – come dimostrano le tensioni e i blocchi autonomi sorti in Puglia, così come le iniziative di blocco già programmate da comitati e gruppi autonomi in Calabria e Sicilia nei prossimi giorni. Se il governo non convocherà con massima urgenza un incontro, scegliendo di ignorare la rappresentanza associativa responsabile, si assume la responsabilità di consegnare il settore alla paralisi totale”. Unatras evidenzia che tutto ciò è “l’espressione estrema di un malessere diffuso non più sostenibile” e punta il dito contro il “reiterato mancato confronto con il governo che continua a ignorare le richieste di incontro”. E ricorda che il settore è “schiacciato dall’impennata dei costi vivi di gestione”, su tutti quello del gasolio, e dalla “mancanza di tutele reali” in un mercato sempre meno regolato. “Dinanzi a questo scenario di totale immobilismo istituzionale”, Unatras annuncia che “non assisterà inerme al fallimento delle proprie aziende” e “procederà senza indugio alla convocazione dei propri organismi deliberanti per assumere le decisioni conseguenti, compresa la proclamazione del fermo nazionale dei servizi”.
Il rincaro del carburante e le proteste
Il presidente dell’associazione che rappresenta i trasportatori di Confcommercio sottolinea che le proteste in queste ore si stanno allargando e ci si sta “organizzando per fare blocchi stradali”. Sono "proteste spontanee, non governate e non proclamate dalle associazioni di categoria, il che rende il quadro ancora più inquietante perché significa che ci si sta muovendo nell'ambito della disperazione degli imprenditori". La crisi è aggravata dal blocco degli accessi alla raffineria Eni di Taranto, intrecciato con lo sciopero all’ex Ilva, che sta provocando una vera e propria emergenza negli approvvigionamenti di carburante, con pesanti ripercussioni sulla rete distributiva, sul trasporto pubblico e sul traffico aereo.
Russo ha ricordato che c'è stato "un aumento di più di 50 centesimi al litro" dall'inizio della guerra ad oggi, per cui "si porti avanti l'accordo" che è stato siglato col governo a maggio scorso. "Il governo renda disponibile delle risorse che sono state stanziate proprio per il caro carburante ma che ancora non sono arrivate, che mantenga fede all'impegno di prevedere ulteriori stanziamenti di risorse qualora il caro gasolio avesse continuato ad avere queste dinamiche di prezzo", ha detto il presidente di Conftrasporto. "Queste dinamiche di prezzo, purtroppo, ci sono e quindi il governo deve intervenire con ulteriori stanziamenti", ha concluso Russo.
In Calabria da domani 17 presidi
Domani in Calabria è prevista una giornata di mobilitazione degli autotrasportatori. Saranno 17 i presidi organizzati nella regione, di cui cinque nel Cosentino, uno nei pressi degli uffici della Regione Calabria e a Lamezia Terme, snodo cruciale per i trasporti. Nel territorio di Cosenza vengono indicati il nodo Sibari-Frascineto-Villapiana, la statale 18 tra Santa Maria del Cedro e Tortora, l'area Montalto Uffugo-Cosenza Nord-Rende, San Lucido e Guardia Piemontese. Possibili disagi per la circolazione dei mezzi.
Blocco dei tir in Sicilia
Dalla mezzanotte fino al prossimo 20 ottobre è previsto lo stop dei tir come confermato dal rappresentante del Comitato trasporto siciliano Salvatore Bella. Non sono previsti blocchi stradali ma i mezzi rimarranno fermi nei rispettivi piazzali: le navi con i prodotti ortofrutticoli e gli alimentari per i supermercati non saranno scaricati. In Sicilia gli autotrasportatori stimano perdite fra 700 e 900 euro al giorno per ogni mezzo. E il 22 ottobre toccherà al fermo nazionale dei pescherecci.