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I 25 anni del Diario del Lavoro, lo spazio di informazione e dibattito sulle relazioni industriali

Il quotidiano online festeggia un quarto di secolo. Landini all’iniziativa per l’anniversario: “Molto determinati ad un accordo su rappresentanza e contratti”
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MILANO – Ventincinque candeline per il Diario del Lavoro, il quotidiano online nato per portare in rete i temi del lavoro e delle relazioni industriali. L’anniversario è stato festeggiato oggi a Roma all’iniziativa "Venticinque anni di relazioni industriali con Il diario del lavoro".

Diretto oggi da Massimo Mascini con la vicedirezione di Nunzia Penelope si affida oggi a un comitato dei garanti, composto da economisti, giuslavoristi ed esperti di diversa estrazione: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu. Fondato nel 2001 come evoluzione di una rivista di settore edita da Franco Angeli, negli anni ha ospitato studi, approfondimenti, analisi e riflessioni sui temi del lavoro e delle relazioni industriali e oggi è uno dei punti di riferimento del dibattito su questi temi anche per sindacati e imprese.

"I primi passi non furono facili”, racconta Mascini in un ricordo sui 25 anni di attività. “All’inizio degli anni Duemila internet era diffuso, ma molti sindacal…

MILANO – Ventincinque candeline per il Diario del Lavoro, il quotidiano online nato per portare in rete i temi del lavoro e delle relazioni industriali. L’anniversario è stato festeggiato oggi a Roma all’iniziativa "Venticinque anni di relazioni industriali con Il diario del lavoro".

Diretto oggi da Massimo Mascini con la vicedirezione di Nunzia Penelope si affida oggi a un comitato dei garanti, composto da economisti, giuslavoristi ed esperti di diversa estrazione: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu. Fondato nel 2001 come evoluzione di una rivista di settore edita da Franco Angeli, negli anni ha ospitato studi, approfondimenti, analisi e riflessioni sui temi del lavoro e delle relazioni industriali e oggi è uno dei punti di riferimento del dibattito su questi temi anche per sindacati e imprese.

"I primi passi non furono facili”, racconta Mascini in un ricordo sui 25 anni di attività. “All’inizio degli anni Duemila internet era diffuso, ma molti sindacalisti e capi del personale, i nostri interlocutori, non avevano nemmeno il pc sulla scrivania. Io li andavo a trovare per chiedere loro di abbonarsi, e temevo un rifiuto. Ma non fu così: le risposte furono positive e numerose, tanto che riuscimmo a pareggiare i conti del giornale”.

Negli anni il raggio di azione del Diario del Lavoro si è allargato e dal 2014 è nata anche la Scuola superiore di relazioni industriali in collaborazione con l'Unità di ricerca Lavoro e Organizzazioni del Dipartimento di Scienze sociali ed economiche dell'Università La Sapienza di Roma, in grado di ospitare tra i quaranta e i sessanta studenti all’anno.

All’iniziativa anche di oggi presenti anche i maggiori leader sindacali. Su rappresentanza e contrattazione il segretario della Cgil Maurizio Landini ha detto che “è in corso la trattativa per un nuovo accordo quadro”. “Come sindacati – ha aggiunto – siamo molto determinati e un eventuale accordo è un modo di praticare l'autonomia delle parti sociali e indicare al governo e al parlamento la via", come quella dei "soldi pubblici che devono andare solo a chi rispetta le regole". Per il numero uno della Uil Pierpaolo Bombardieri "Il clima è buono" al tavolo tra sindacati e imprese su questi temi. "Pur rappresentando parti diverse, tutti abbiamo preso coscienza della necessità di intervenire sulle relazioni industriali per risistemare una situazione che era degenerata, anche a causa dei contratti pirata. Abbiamo posizioni articolate, mettere insieme tante realtà non è semplice" ma il confronto va avanti con l'obiettivo di arrivare ad un accordo. Daniela Fumarola invece, segretaria generale della Cisl, ha ricordato come "il valore della concertazione e degli accordi degli anni Novanta è evidente. Quella stagione ha funzionato per tirare fuori il Paese e l'Europa da situazioni complesse. È un metodo che, secondo noi, deve essere assolutamente recuperato, a maggior ragione oggi, in un contesto inedito".

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